In questa pagina è disponibile un fac simile di scrittura privata per la rinuncia all’usufrutto su un immobile in formato Word Doc. Il modello è destinato all’usufruttuario che intende dismettere volontariamente il proprio diritto prima della sua naturale scadenza, con conseguente consolidazione della posizione del nudo proprietario nei limiti derivanti dal titolo e dalla situazione giuridica dell’immobile.
Il fac simile può essere consultato prima del download e deve essere completato con le generalità dell’usufruttuario, i dati del nudo proprietario, il titolo con cui è stato costituito l’usufrutto, gli estremi della precedente trascrizione e l’identificazione catastale dell’immobile. Il file costituisce uno schema di redazione: se la rinuncia deve essere trascritta nei registri immobiliari, occorre formalizzarla con un titolo avente i requisiti richiesti dalla legge.
A cosa serve la scrittura privata di rinuncia all’usufrutto
La rinuncia permette all’usufruttuario di dismettere il diritto reale di godimento di cui è titolare senza trasferirlo mediante una cessione. Sul piano civilistico la Corte di Cassazione ha qualificato la rinuncia all’usufrutto come negozio unilaterale meramente abdicativo: la causa dell’atto consiste nella dismissione del diritto e la consolidazione con la nuda proprietà costituisce un effetto che deriva dalla cessazione dell’usufrutto. Il relativo orientamento è richiamato nella Rassegna della giurisprudenza civile della Corte di Cassazione.
Ciò significa che il nudo proprietario non deve necessariamente accettare la rinuncia come se si trattasse di una donazione o di una cessione contrattuale. Può comunque essere utile identificarlo nel documento e, se interviene alla sottoscrizione, prevedere una semplice presa d’atto ai fini documentali.
Il fac simile è predisposto per una rinuncia volontaria senza corrispettivo riferita a un usufrutto immobiliare chiaramente identificato. Se invece il nudo proprietario paga una somma per ottenere il diritto, se l’usufrutto viene trasferito a un altro soggetto oppure se l’operazione contiene obblighi reciproci, deve essere verificata la corretta qualificazione dell’atto prima di utilizzare questo schema.
Fac simile scrittura privata rinuncia usufrutto
Il modello seguente serve come schema per predisporre il contenuto della rinuncia. Deve essere completato con dati reali e, quando deve essere utilizzato per la pubblicità immobiliare, formalizzato nella forma necessaria alla trascrizione.
SCRITTURA PRIVATA DI RINUNCIA ALL’USUFRUTTO IMMOBILIARE
Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME USUFRUTTUARIO], nato/a a [LUOGO DI NASCITA] il [DATA DI NASCITA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente in [INDIRIZZO COMPLETO], di seguito “Rinunciante”,
PREMESSO CHE
il Rinunciante è titolare del diritto di usufrutto sull’immobile di seguito descritto;
il nudo proprietario risulta essere [NOME E COGNOME / DENOMINAZIONE NUDO PROPRIETARIO], codice fiscale / partita IVA [CODICE FISCALE / PARTITA IVA], residente / con sede in [INDIRIZZO];
il diritto di usufrutto deriva da [ATTO NOTARILE / TESTAMENTO / SENTENZA / ALTRO TITOLO], formato in data [DATA], con i seguenti estremi: [NOTAIO / AUTORITÀ / REPERTORIO / RACCOLTA / ALTRI ESTREMI];
il titolo risulta registrato con i seguenti estremi: [ESTREMI DI REGISTRAZIONE / NON DISPONIBILI];
la costituzione o il precedente acquisto del diritto di usufrutto risulta trascritto presso [UFFICIO DEI REGISTRI IMMOBILIARI] in data [DATA], Registro Generale n. [NUMERO], Registro Particolare n. [NUMERO], salvo verifica degli estremi definitivi;
l’usufrutto è stato costituito [VITALIZIO / FINO AL DATA / SECONDO LA SEGUENTE DURATA: DESCRIZIONE];
l’immobile sul quale grava il diritto è sito nel Comune di [COMUNE], in [INDIRIZZO COMPLETO], ed è identificato al Catasto [FABBRICATI / TERRENI] del Comune di [COMUNE CATASTALE] come segue:
Foglio [FOGLIO]
Particella [PARTICELLA]
Subalterno [SUBALTERNO / NON PRESENTE]
Categoria catastale [CATEGORIA, SE PERTINENTE]
Rendita catastale [RENDITA, SE PERTINENTE];
la rinuncia riguarda [L’INTERO DIRITTO DI USUFRUTTO / LA SEGUENTE QUOTA DEL DIRITTO: QUOTA – MANTENERE UNA SOLA OPZIONE];
il Rinunciante intende dismettere volontariamente il proprio diritto senza trasferirlo a un diverso soggetto e senza ricevere un corrispettivo per la rinuncia;
TUTTO CIÒ PREMESSO
il/la sottoscritto/a [NOME E COGNOME USUFRUTTUARIO]
DICHIARA
di rinunciare in modo espresso, volontario e irrevocabile al diritto di usufrutto sopra identificato, nei limiti della quota indicata e con riferimento all’immobile descritto nel presente atto.
La rinuncia ha natura abdicativa e comporta la dismissione del diritto del Rinunciante senza cessione dello stesso al nudo proprietario. La conseguente consolidazione della posizione proprietaria opera nei limiti derivanti dal titolo, dalla quota rinunciata e dalla situazione giuridica dell’immobile, fatti salvi gli eventuali diritti dei terzi.
DIRITTI DI TERZI E RAPPORTI IN CORSO
[MANTENERE UNA SOLA OPZIONE] Sul diritto di usufrutto non risultano ipoteche, sequestri, pignoramenti o altri gravami / Sul diritto risultano le seguenti formalità: [DESCRIZIONE ED ESTREMI].
[MANTENERE UNA SOLA OPZIONE] Non risultano contratti di locazione o altri diritti personali di godimento conclusi dal Rinunciante e ancora in corso / Risultano i seguenti rapporti: [DESCRIZIONE, DATA, DURATA ED ESTREMI DI REGISTRAZIONE].
Eventuali contitolarità, diritti di accrescimento, usufrutti successivi, condizioni o altri elementi che incidono sul diritto: [NESSUNO / DESCRIZIONE].
CONSEGNA DELL’IMMOBILE
[MANTENERE LA PARTE PERTINENTE] Il Rinunciante consegna / si impegna a consegnare entro il [DATA] al nudo proprietario le chiavi e la disponibilità materiale dell’immobile, fatti salvi gli eventuali rapporti di godimento in corso sopra indicati. La consegna potrà essere documentata con separato verbale.
FORMALIZZAZIONE E PUBBLICITÀ IMMOBILIARE
Il Rinunciante prende atto che, per procedere alla trascrizione della rinuncia nei registri immobiliari, il titolo deve possedere i requisiti previsti dalla legge. Saranno pertanto eseguiti gli adempimenti di autenticazione o formazione dell’atto definitivo, registrazione, trascrizione e aggiornamento catastale applicabili al caso concreto.
ASPETTI FISCALI E SPESE
Le conseguenze fiscali dell’operazione saranno determinate sulla base della normativa vigente, del valore del diritto, dei rapporti tra i soggetti interessati e delle caratteristiche del caso concreto.
Le spese relative alla formalizzazione dell’atto e ai successivi adempimenti saranno sostenute secondo il seguente accordo: [RIPARTIZIONE DELLE SPESE], fatti salvi gli obblighi previsti dalla normativa applicabile.
[LUOGO], [DATA]
L’Usufruttuario rinunciante
[NOME E COGNOME]
[FIRMA]
PRESA D’ATTO FACOLTATIVA DEL NUDO PROPRIETARIO
Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME / DENOMINAZIONE DEL NUDO PROPRIETARIO] dichiara di avere ricevuto copia del presente documento e di prenderne atto. La presente sottoscrizione ha funzione documentale e non costituisce accettazione necessaria al perfezionamento della rinuncia abdicativa.
[LUOGO], [DATA]
Il Nudo Proprietario
[FIRMA FACOLTATIVA]
Scarica il modello Word di rinuncia all’usufrutto
Il file disponibile contiene il fac simile in formato Doc ed è modificabile con Word o con programmi compatibili. Devono essere inseriti i dati dell’usufruttuario e del nudo proprietario, il titolo che ha costituito il diritto, gli estremi della trascrizione originaria, i dati catastali dell’immobile e le informazioni su eventuali gravami o rapporti ancora in corso.
La compilazione e la firma del file non sostituiscono l’autenticazione o l’atto pubblico necessario per utilizzare il documento come titolo per la trascrizione nei registri immobiliari. Il Word serve quindi anche come schema da sottoporre al professionista incaricato della formalizzazione definitiva.
Come compilare la rinuncia all’usufrutto
La prima verifica riguarda il diritto che si intende dismettere. Non è sufficiente riportare indirizzo e dati catastali dell’immobile: è utile identificare anche il titolo con cui l’usufrutto è stato costituito o acquistato e, quando disponibili, gli estremi della relativa trascrizione nei registri immobiliari.
- Usufruttuario: indicare generalità complete e codice fiscale del titolare che effettua la rinuncia.
- Nudo proprietario: identificare il soggetto o i soggetti sui quali si produrrà l’effetto della cessazione dell’usufrutto.
- Titolo costitutivo: indicare atto notarile, disposizione testamentaria, provvedimento giudiziale o altro titolo dal quale deriva il diritto.
- Trascrizione: riportare, se disponibili, ufficio, data, numero di registro generale e numero di registro particolare.
- Immobile: inserire Comune, indirizzo, foglio, particella, subalterno e gli altri dati utili all’identificazione.
- Quota: chiarire se la rinuncia riguarda l’intero usufrutto oppure una quota del diritto.
- Rapporti esistenti: segnalare eventuali locazioni, gravami o altre situazioni che non possono essere ignorate nella formalizzazione definitiva.
È preferibile ricavare questi dati dal titolo originario e dalle risultanze dei registri immobiliari invece di affidarsi esclusivamente alla visura catastale. Il Catasto identifica fiscalmente il bene, mentre la verifica delle formalità immobiliari consente di ricostruire i diritti e i gravami pubblicizzati sul diritto oggetto della rinuncia.
Scrittura privata semplice, autentica e trascrizione
La rinuncia a un diritto reale immobiliare deve risultare per iscritto ai sensi dell’articolo 1350 del Codice civile. Occorre però distinguere il requisito della forma scritta dall’idoneità del documento alla trascrizione: una normale scrittura privata firmata senza autenticazione non costituisce da sola il titolo normalmente utilizzabile per aggiornare i registri immobiliari.
L’articolo 2657 del Codice civile stabilisce che la trascrizione può essere eseguita in forza di sentenza, atto pubblico oppure scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente. Nella pratica, quando si vuole rendere pubblica la rinuncia e aggiornare correttamente la situazione dell’immobile, il documento viene quindi coordinato con la formalizzazione necessaria.
Registrazione, trascrizione e voltura catastale non sono la stessa operazione. La registrazione riguarda gli adempimenti fiscali dell’atto, la trascrizione rende pubblica la vicenda del diritto nei registri immobiliari e la voltura aggiorna l’intestazione catastale. Il semplice salvataggio del modello in PDF o l’invio al nudo proprietario non sostituiscono questi passaggi.
Il nudo proprietario deve accettare la rinuncia?
La rinuncia all’usufrutto è stata qualificata dalla giurisprudenza come atto unilaterale meramente abdicativo. Non funziona quindi come una vendita o una cessione nella quale un soggetto trasferisce il diritto e l’altro deve accettarlo. L’effetto favorevole per il nudo proprietario deriva dalla cessazione del diritto dell’usufruttuario.
Per questo il fac simile prevede una sola firma necessaria nella parte dispositiva, quella dell’usufruttuario rinunciante. La firma del nudo proprietario è inserita soltanto come presa d’atto facoltativa e può essere omessa quando non serve per l’organizzazione documentale dell’operazione.
Questa impostazione non significa che il nudo proprietario debba essere ignorato nella pratica. La sua identificazione è utile per ricostruire gli effetti dell’operazione, predisporre gli adempimenti immobiliari e organizzare l’eventuale restituzione materiale dell’immobile e delle chiavi.
Rinuncia e cessione dell’usufrutto sono operazioni diverse
Nella rinuncia l’usufruttuario dismette il proprio diritto e non individua un nuovo usufruttuario. Se invece il titolare intende trasferire il diritto a un altro soggetto, l’operazione deve essere impostata come cessione e non come rinuncia. Per questo caso è più pertinente il fac simile di scrittura privata per la cessione dell’usufrutto.
È diversa anche la costituzione di un nuovo usufrutto da parte del proprietario. Se il diritto non esiste ancora e il proprietario vuole attribuirlo a un’altra persona, può essere utilizzato come riferimento il modello di scrittura privata per la costituzione dell’usufrutto, verificando se l’operazione è onerosa o gratuita e quale forma definitiva sia richiesta.
La distinzione diventa ancora più importante se è previsto un corrispettivo per la cessazione del diritto. Un pagamento concordato con il nudo proprietario può rendere necessario qualificare diversamente l’operazione e non dovrebbe essere aggiunto al fac simile come semplice clausola accessoria senza una verifica specifica.
Effetti della rinuncia e diritti già esistenti
Nel caso semplice di un unico usufruttuario e di un diritto gravante sull’intero immobile, la rinuncia determina la cessazione dell’usufrutto e il venir meno della separazione tra usufrutto e nuda proprietà. Non è però corretto scrivere automaticamente che il nudo proprietario riceve una proprietà “libera da qualsiasi vincolo”, perché possono esistere altre formalità o diritti di terzi indipendenti dall’usufrutto.
Una particolare attenzione è necessaria se il diritto è interessato da ipoteche, pignoramenti, sequestri, usufrutti concorrenti o diritti di accrescimento. In questi casi il semplice modello non permette di stabilire da solo gli effetti che la rinuncia produce sui terzi e deve essere verificata la situazione risultante dai registri immobiliari.
Lo stesso vale se l’usufruttuario ha concesso l’immobile in locazione. La cessazione dell’usufrutto non consente di presumere che ogni contratto di locazione termini automaticamente nello stesso momento: il Codice civile contiene regole specifiche per i rapporti conclusi dall’usufruttuario. Il fac simile richiede quindi di indicare espressamente gli eventuali contratti ancora in corso.
Trattamento fiscale della rinuncia all’usufrutto
La qualificazione civilistica della rinuncia come atto abdicativo non deve essere confusa con il suo trattamento tributario. La disciplina vigente dell’imposta sulle successioni e donazioni considera tra i trasferimenti anche la rinuncia a diritti reali, come previsto dal testo unico modificato dal D.Lgs. 18 settembre 2024, n. 139.
Non è quindi corretto inserire nel modello una formula secondo cui la rinuncia è sempre fiscalmente neutra o gratuita soltanto perché non costituisce una donazione sotto il profilo civilistico. Imposta applicabile, base imponibile, franchigie, eventuali imposte ipotecarie e catastali e soggetto tenuto al pagamento devono essere determinati in relazione al caso concreto.
Il fac simile lascia per questo motivo la ripartizione delle spese come campo da compilare e non indica aliquote o importi standard. La valutazione fiscale deve essere effettuata prima della formalizzazione definitiva dell’atto, soprattutto quando il valore dell’usufrutto è significativo.
Quando questo fac simile non è sufficiente
Il modello è costruito per una situazione relativamente lineare. Se esistono più usufruttuari, un diritto di accrescimento, usufrutti successivi, una rinuncia limitata soltanto ad alcuni immobili o quote complesse, l’effetto della dichiarazione deve essere ricostruito sulla base del titolo originario.
Serve inoltre una verifica specifica quando il diritto è gravato da ipoteca o interessato da procedure esecutive o cautelari, quando l’immobile è locato, quando uno dei soggetti è minore o sottoposto a misure di protezione oppure quando il diritto riguarda beni inseriti in patrimoni o rapporti più complessi.
Se ciò che si vuole rinunciare non è l’usufrutto ma il diritto di abitazione, è disponibile un diverso fac simile di rinuncia al diritto di abitazione. I due diritti hanno contenuto differente e non è opportuno sostituire semplicemente la parola “usufrutto” nel documento.
Errori da evitare nella rinuncia all’usufrutto
- considerare il file Word firmato come automaticamente sufficiente per aggiornare i registri immobiliari;
- confondere la rinuncia con una cessione dell’usufrutto al nudo proprietario;
- richiedere necessariamente l’accettazione del nudo proprietario come se si trattasse di una donazione;
- identificare l’immobile soltanto con l’indirizzo senza richiamare titolo e dati catastali;
- omettere gli estremi della precedente trascrizione quando sono disponibili;
- dichiarare che l’immobile è privo di gravami senza avere verificato le formalità esistenti;
- ignorare eventuali locazioni stipulate dall’usufruttuario e ancora in corso;
- inserire un pagamento del nudo proprietario senza verificare se l’operazione mantenga natura di semplice rinuncia;
- affermare che la rinuncia non produce conseguenze fiscali;
- utilizzare lo stesso schema senza adattamenti in presenza di più usufruttuari, accrescimento o quote differenti.
Domande frequenti sulla rinuncia all’usufrutto
È sufficiente una scrittura privata non autenticata?
La rinuncia immobiliare deve risultare per iscritto, ma una scrittura con firma non autenticata non costituisce normalmente un titolo direttamente utilizzabile per la trascrizione. L’articolo 2657 del Codice civile richiede, per la trascrizione, un atto pubblico, una scrittura privata autenticata oppure una sottoscrizione accertata giudizialmente. Il Word è quindi utile come schema, ma non sostituisce la formalizzazione necessaria per aggiornare i registri immobiliari.
Il nudo proprietario deve firmare?
La rinuncia all’usufrutto è un atto unilaterale abdicativo e non richiede, come elemento strutturale, l’accettazione del nudo proprietario. Nel modello è prevista una firma facoltativa di presa d’atto, utile soltanto se le parti vogliono documentare che il proprietario ha ricevuto copia della dichiarazione o coordinare la consegna dell’immobile.
La rinuncia all’usufrutto equivale a una donazione?
Sul piano civilistico la Cassazione ha escluso che la rinuncia meramente abdicativa all’usufrutto debba essere considerata una donazione soggetta alla relativa forma. Ciò non significa però che l’operazione sia fiscalmente irrilevante: la disciplina tributaria vigente considera anche la rinuncia a diritti reali ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni, secondo i presupposti applicabili al singolo caso.
È necessario il notaio?
Per la semplice redazione della volontà di rinunciare esiste il requisito della forma scritta. Se però l’obiettivo è ottenere un titolo idoneo alla trascrizione, occorre una delle forme previste dall’articolo 2657 del Codice civile. Nella pratica immobiliare la soluzione ordinaria consiste nell’atto pubblico o nella scrittura privata autenticata, con i conseguenti adempimenti di registrazione e pubblicità immobiliare.
Il modello Word può essere modificato?
Sì. Il file disponibile è in formato Doc e può essere modificato con Word o programmi compatibili. Prima dell’utilizzo devono essere sostituiti tutti i segnaposto, eliminate le alternative non pertinenti e verificati titolo, dati dell’immobile, quota di usufrutto, eventuali locazioni e gravami. Il documento definitivo deve poi essere coordinato con la forma richiesta per la trascrizione e con gli adempimenti fiscali applicabili.