In questa pagina è disponibile un modello Word di ricevuta per lezioni private, destinato a chi impartisce ripetizioni in modo occasionale e riceve il compenso direttamente dallo studente o da un suo familiare. Il documento serve ad attestare l’avvenuto pagamento e a descrivere la prestazione svolta.
Il fac simile può essere consultato prima del download e deve essere completato con i dati del docente, del pagante, dello studente, della materia e del compenso. Le istruzioni successive spiegano quando utilizzare la ricevuta, come gestire bollo e ritenuta e quando l’attività richiede una diversa forma fiscale o previdenziale.
Quando utilizzare la ricevuta per lezioni private
Il modello è adatto a una persona priva di partita IVA che impartisce lezioni o ripetizioni con carattere realmente occasionale. Può essere usato, per esempio, per documentare un pagamento relativo a poche lezioni di matematica, lingue, musica o altre materie svolte senza un’attività organizzata e continuativa.
La ricevuta viene rilasciata da chi ha svolto le lezioni e consegnata alla persona che ha effettuato il pagamento. Se lo studente è minorenne, nel documento possono essere indicati separatamente il nome dell’allievo e quello del genitore o tutore che versa il compenso.
Il modello non è adatto a chi offre ripetizioni in modo abituale, stabile e organizzato. In tale situazione può essere necessario aprire la partita IVA ed emettere fattura, anche quando gli incassi annuali non superano 5.000 euro.
Fac simile ricevuta per lezioni private
Il modello deve essere completato con i dati effettivi del pagamento. La dichiarazione relativa alla natura occasionale deve essere mantenuta soltanto se corrisponde alle concrete modalità di svolgimento delle lezioni.
RICEVUTA PER LEZIONI PRIVATE OCCASIONALI
Ricevuta n. [NUMERO] / [ANNO]
DATI DEL PRESTATORE
Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO DI NASCITA] il [DATA DI NASCITA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente in [COMUNE], [INDIRIZZO],
DICHIARA DI AVERE RICEVUTO
dal/dalla Sig./Sig.ra [NOME E COGNOME DEL PAGANTE], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente in [COMUNE], [INDIRIZZO], che effettua il pagamento in qualità di [STUDENTE / GENITORE / TUTORE / ALTRO],
la somma di euro [IMPORTO IN CIFRE] ([IMPORTO IN LETTERE]) per le seguenti lezioni private:
Studente: [NOME E COGNOME DELLO STUDENTE]
Materia o argomento: [MATERIA O ARGOMENTO]
Periodo di svolgimento: dal [DATA] al [DATA]
Date delle lezioni: [DATE]
Numero complessivo di ore: [NUMERO ORE]
Compenso orario concordato: euro [IMPORTO]
Modalità delle lezioni: [IN PRESENZA / ONLINE / MISTA]
Ulteriore descrizione: [DESCRIZIONE].
Il pagamento è stato ricevuto in data [DATA] mediante [CONTANTI / BONIFICO / ASSEGNO / ALTRO MEZZO], con riferimento [ESTREMI DEL PAGAMENTO O NON APPLICABILE].
Il/La sottoscritto/a dichiara che la prestazione è stata svolta in modo autonomo e occasionale, senza carattere di abitualità.
L’operazione è fuori campo IVA per carenza del presupposto soggettivo ai sensi dell’articolo 5 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.
La ritenuta d’acconto non viene applicata poiché il compenso è corrisposto da una persona fisica che agisce al di fuori dell’esercizio di un’attività di impresa, arte o professione.
MANTENERE UNA SOLA DELLE DUE INDICAZIONI SEGUENTI.
OPZIONE A, IMPORTO NON SUPERIORE A EURO 77,47:
Imposta di bollo non dovuta, poiché l’importo della ricevuta non supera euro 77,47.
OPZIONE B, IMPORTO SUPERIORE A EURO 77,47:
Imposta di bollo da euro 2,00 assolta sull’originale mediante contrassegno identificativo [IDENTIFICATIVO DEL CONTRASSEGNO], emesso in data [DATA].
La presente ricevuta viene rilasciata a conferma dell’avvenuto pagamento.
Luogo [LUOGO], data [DATA]
Firma del prestatore
[FIRMA]
Scarica il modello Word della ricevuta per lezioni private
Il file contiene il fac simile modificabile della ricevuta. Prima della stampa occorre inserire le generalità delle persone coinvolte, descrivere le lezioni svolte, indicare l’importo ricevuto e cancellare l’opzione relativa al bollo che non corrisponde al pagamento.
Il documento è predisposto per una prestazione autonoma occasionale pagata da un privato. Non sostituisce la fattura richiesta per un’attività abituale né gli adempimenti previsti se il compenso viene gestito attraverso il Libretto Famiglia.
Quali dati inserire nella ricevuta
La ricevuta deve permettere di collegare il pagamento a una prestazione determinata. Formule generiche come “compenso per ripetizioni” possono essere integrate con la materia, il periodo e il numero delle ore, senza riportare informazioni non necessarie sul rendimento o sulla situazione personale dello studente.
- numero progressivo e anno della ricevuta;
- nome, cognome, indirizzo e codice fiscale di chi impartisce le lezioni;
- dati della persona che effettua il pagamento;
- nome dello studente, se diverso dal pagante;
- materia o argomento delle lezioni;
- date, periodo e numero complessivo delle ore;
- compenso orario o importo complessivo concordato;
- data e modalità del pagamento;
- estremi del bonifico o dell’assegno, se disponibili;
- indicazione dell’imposta di bollo, quando dovuta;
- data, luogo e firma di chi rilascia la ricevuta.
La numerazione progressiva aiuta a ordinare i documenti e a ricostruire gli incassi dell’anno. Il prestatore dovrebbe conservare una copia di ogni ricevuta insieme alle prove del pagamento e alla documentazione utilizzata per la dichiarazione dei redditi.
Prestazione occasionale o attività abituale
L’occasionalità non dipende soltanto dal numero di lezioni o dall’importo incassato. Occorre considerare continuità, ripetizione nel tempo, organizzazione dell’attività, promozione dei servizi e disponibilità stabile verso più studenti.
Chi offre lezioni durante tutto l’anno, pubblicizza regolarmente il servizio, mantiene un calendario continuativo e svolge l’attività con una propria organizzazione può esercitare un’attività abituale. In questo caso la dicitura “prestazione occasionale” non è sufficiente a escludere gli obblighi connessi alla partita IVA.
La soglia di 5.000 euro non distingue l’attività occasionale da quella abituale e non costituisce un limite generale entro il quale è sempre possibile lavorare senza partita IVA. Riguarda principalmente l’obbligo contributivo previsto per il lavoro autonomo occasionale.
IVA, ritenuta d’acconto e marca da bollo
Se le lezioni sono svolte senza abitualità, la prestazione rimane fuori dal campo di applicazione dell’IVA per mancanza del presupposto soggettivo previsto dall’articolo 5 del DPR 633/1972. La ricevuta non deve quindi esporre un’aliquota IVA.
Quando il compenso è pagato da uno studente, da un genitore o da un’altra persona fisica che agisce a titolo privato, non viene applicata la ritenuta d’acconto. Il privato non opera infatti come sostituto d’imposta per quel pagamento.
Se il committente è invece un’impresa, un professionista, un’associazione o un altro soggetto che agisce come sostituto d’imposta, il documento deve essere adattato. In tale caso può essere applicata la ritenuta del 20 per cento sul compenso lordo e devono essere indicati importo lordo, ritenuta e netto pagato.
Sulle ricevute fuori campo IVA di importo superiore a 77,47 euro deve essere assolta l’imposta di bollo da 2 euro. Il contrassegno va applicato all’originale e deve avere una data non successiva a quella della ricevuta.
Come dichiarare i compensi ricevuti
I compensi derivanti dal lavoro autonomo occasionale rientrano normalmente tra i redditi diversi e devono essere valutati nella dichiarazione dei redditi. Il fatto che l’importo annuale sia inferiore a 5.000 euro non rende automaticamente il compenso esente dall’imposta sul reddito.
Per i lavoratori autonomi occasionali, i primi 5.000 euro annui costituiscono invece una franchigia ai fini dell’obbligo contributivo alla Gestione Separata. Il superamento della soglia può richiedere l’iscrizione e il versamento dei contributi sulla parte eccedente, secondo le indicazioni dell’INPS sul lavoro autonomo occasionale.
Il prestatore deve considerare tutti i compensi occasionali percepiti nell’anno, anche se provengono da persone diverse. La ricevuta documenta il singolo pagamento, ma non determina da sola il trattamento fiscale e previdenziale complessivo.
Regole per i docenti che impartiscono ripetizioni
Per i docenti titolari di cattedra nelle scuole di ogni ordine e grado è previsto uno specifico regime fiscale per i compensi derivanti da lezioni private e ripetizioni. La disciplina applica un’imposta sostitutiva del 15 per cento, salvo opzione per il regime ordinario, secondo le condizioni illustrate dall’Agenzia delle Entrate.
Questo regime non modifica la funzione della ricevuta, che continua a documentare il compenso incassato. Il docente deve però verificare come indicare gli importi nella dichiarazione e come versare l’imposta dovuta.
Il personale docente non può impartire lezioni private agli alunni del proprio istituto. Il docente che assume lezioni private deve inoltre informare il dirigente scolastico e comunicare i nomi e la provenienza degli studenti, come previsto dalla disciplina sulle incompatibilità del personale docente.
Ricevuta occasionale e Libretto Famiglia
Una persona fisica che non agisce nell’esercizio di un’attività professionale o d’impresa può remunerare l’insegnamento privato supplementare anche attraverso il Libretto Famiglia, nel rispetto dei requisiti e dei limiti previsti dalla disciplina delle prestazioni occasionali.
Il Libretto Famiglia è una procedura gestita tramite il portale INPS e comprende specifici adempimenti, contributi e coperture. Se le parti scelgono questo sistema, devono registrarsi e comunicare la prestazione attraverso la piattaforma descritta nella pagina INPS dedicata al Libretto Famiglia.
La normale ricevuta per lavoro autonomo occasionale e il Libretto Famiglia sono modalità differenti. Il fac simile scaricabile non deve essere usato per sostituire le comunicazioni e i pagamenti richiesti dalla piattaforma INPS.
Quando utilizzare un modello diverso
Il fac simile disponibile nella pagina è specifico per l’incasso di lezioni occasionali. Per attestare un semplice trasferimento di denaro non collegato a una prestazione didattica può essere più adatto il modello di ricevuta non fiscale.
Se le lezioni vengono svolte abitualmente, il prestatore deve utilizzare la documentazione fiscale coerente con il proprio regime. Se il pagamento proviene da una società, da un ente o da un professionista, la ricevuta deve invece prevedere gli eventuali dati del sostituto d’imposta e il calcolo della ritenuta d’acconto.
Errori da evitare nella compilazione
- utilizzare il modello per un’attività svolta in modo stabile e abituale;
- confondere la soglia contributiva di 5.000 euro con un’esenzione fiscale;
- indicare soltanto il nome dello studente senza identificare chi ha pagato;
- omettere la materia, il periodo o le ore cui si riferisce il compenso;
- applicare una ritenuta d’acconto a un pagamento effettuato da un privato;
- non applicare il bollo quando l’importo fuori campo IVA supera 77,47 euro;
- usare un contrassegno emesso dopo la data riportata sulla ricevuta;
- dichiarare occasionale un’attività organizzata e continuativa;
- emettere una quietanza prima di avere effettivamente ricevuto il pagamento;
- confondere la ricevuta con gli adempimenti del Libretto Famiglia.
Domande frequenti sulla ricevuta per lezioni private
Chi deve firmare la ricevuta?
La ricevuta deve essere firmata dalla persona che ha svolto le lezioni e ricevuto il compenso. La firma del pagante non è normalmente necessaria, perché il documento costituisce una dichiarazione di avvenuto incasso rilasciata dal prestatore. È comunque utile indicare con precisione chi ha pagato e conservare una copia della ricevuta.
La ricevuta deve contenere la ritenuta d’acconto?
Non quando il compenso viene pagato da uno studente, da un genitore o da un altro privato che non agisce nell’esercizio di un’attività economica o professionale. La ritenuta può invece essere richiesta se il committente è un sostituto d’imposta. In quel caso il fac simile deve essere modificato inserendo compenso lordo, ritenuta e importo netto.
La marca da bollo è sempre necessaria?
No. Per una ricevuta relativa a una prestazione occasionale fuori campo IVA, l’imposta di bollo da 2 euro si applica quando l’importo indicato supera 77,47 euro. Il contrassegno deve essere apposto sull’originale consegnato al pagante. Per importi pari o inferiori alla soglia, il bollo non è richiesto.
Sotto 5.000 euro non bisogna dichiarare i compensi?
No. La soglia di 5.000 euro riguarda la franchigia contributiva prevista per il lavoro autonomo occasionale, non un’esenzione generale dalle imposte. I compensi devono essere considerati nella dichiarazione dei redditi secondo il regime applicabile al prestatore, anche quando il totale annuale rimane inferiore alla soglia previdenziale.
Il modello può essere usato per lezioni svolte ogni settimana?
La frequenza settimanale non rende automaticamente abituale l’attività, ma la continuità per periodi prolungati, la presenza di più studenti e l’organizzazione stabile del servizio possono indicare professionalità e abitualità. In questa situazione non è prudente utilizzare ripetutamente ricevute occasionali senza verificare l’eventuale necessità della partita IVA e gli obblighi previdenziali.