In questa pagina è disponibile un fac simile Word di ricevuta per il pagamento del canone di affitto di un terreno agricolo. Il modello può essere utilizzato dal concedente o locatore che riceve il pagamento dall’affittuario e vuole attestare in modo chiaro quale somma è stata corrisposta e a quale periodo del contratto si riferisce.
Il fac simile può essere consultato prima del download e deve essere completato con i dati delle parti, gli estremi del contratto, l’identificazione del fondo, l’importo e la modalità di pagamento. Dopo il modello trovi indicazioni pratiche sulla quietanza, sulla marca da bollo e sui dati da controllare prima della firma.
A cosa serve la ricevuta di affitto del terreno agricolo
La ricevuta attesta che il concedente ha ricevuto una determinata somma a pagamento del canone previsto dal contratto di affitto del fondo rustico. È utile soprattutto quando l’affittuario vuole disporre di un documento che colleghi senza ambiguità il pagamento a una specifica rata, annualità o periodo.
L’articolo 1199 del Codice civile riconosce al debitore che esegue il pagamento il diritto di ottenere, a sua richiesta e a sue spese, una quietanza dal creditore. La ricevuta dovrebbe quindi specificare ciò che è stato realmente pagato, evitando dichiarazioni liberatorie più ampie del necessario.
Questo documento non sostituisce il contratto di affitto agrario. Se le parti devono costituire, modificare, prorogare o risolvere il rapporto relativo al fondo, occorre utilizzare l’atto appropriato e rispettare gli eventuali adempimenti previsti per il contratto.
Fac simile ricevuta affitto terreno agricolo
Il modello seguente va completato con i dati effettivi del pagamento e del contratto. In caso di versamento parziale deve essere mantenuta l’opzione relativa all’acconto, senza rilasciare una quietanza a saldo.
RICEVUTA DI PAGAMENTO DEL CANONE DI AFFITTO DI TERRENO AGRICOLO
Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME O DENOMINAZIONE CONCEDENTE], codice fiscale o partita IVA [CODICE FISCALE O PARTITA IVA], residente o con sede in [INDIRIZZO], in qualità di concedente/locatore,
DICHIARA
di avere ricevuto in data [DATA PAGAMENTO] da [NOME E COGNOME O DENOMINAZIONE AFFITTUARIO], codice fiscale o partita IVA [CODICE FISCALE O PARTITA IVA], residente o con sede in [INDIRIZZO], in qualità di affittuario, la somma di euro [IMPORTO IN CIFRE] ([IMPORTO IN LETTERE]).
Il pagamento è stato effettuato mediante [BONIFICO / ASSEGNO / CONTANTI NEI LIMITI CONSENTITI / ALTRO: DESCRIZIONE].
La somma è riferita al contratto di affitto agrario stipulato in data [DATA CONTRATTO], avente ad oggetto il fondo sito nel Comune di [COMUNE], località [LOCALITÀ], identificato al Catasto Terreni al foglio [FOGLIO], particella/e [PARTICELLA O PARTICELLE], della superficie di [SUPERFICIE].
Estremi di registrazione del contratto, se disponibili: [DATA REGISTRAZIONE], [UFFICIO O IDENTIFICATIVO DELLA REGISTRAZIONE].
Mantenere una sola delle seguenti opzioni nella versione definitiva.
[LA SOMMA È CORRISPOSTA A SALDO DEL CANONE RELATIVO AL PERIODO DAL [DATA] AL [DATA].]
[LA SOMMA È CORRISPOSTA A TITOLO DI RATA DEL CANONE CON SCADENZA [DATA], RELATIVA AL PERIODO [PERIODO].]
[LA SOMMA È CORRISPOSTA A TITOLO DI ACCONTO SUL CANONE DI EURO [CANONE DOVUTO] RELATIVO AL PERIODO [PERIODO]; RESIDUANO DA PAGARE EURO [IMPORTO RESIDUO].]
Con la presente il sottoscritto rilascia quietanza limitatamente all’importo sopra indicato e alla relativa causale di pagamento.
Eventuali annotazioni: [ANNOTAZIONI / NESSUNA].
Imposta di bollo, se dovuta secondo la normativa applicabile: [MODALITÀ DI ASSOLVIMENTO / ESTREMI DEL CONTRASSEGNO].
[LUOGO], [DATA]
Il Concedente/Locatore
[NOME E COGNOME O DENOMINAZIONE]
[FIRMA]
Scarica il modello Word della ricevuta affitto terreno agricolo
Il file disponibile contiene il fac simile della ricevuta in formato Word modificabile. È possibile inserire i dati del concedente e dell’affittuario, gli estremi del fondo, il riferimento al contratto, il periodo pagato, l’importo e la modalità con cui il canone è stato corrisposto.
La ricevuta documenta il pagamento ma non sostituisce il contratto di affitto né i relativi adempimenti fiscali. Se, in base alla posizione del concedente e all’operazione effettuata, deve essere emessa una fattura o un diverso documento fiscale, il semplice fac simile di quietanza non prende il posto di tale documento.
Quali dati inserire nella ricevuta
La ricevuta deve permettere di capire senza ricostruzioni successive chi ha pagato, chi ha ricevuto il denaro e quale debito è stato estinto. Per questo è preferibile collegare il versamento direttamente al contratto e al fondo interessato, soprattutto quando tra le stesse parti esistono più rapporti o più terreni.
I dati normalmente utili sono:
- nome o denominazione del concedente e dell’affittuario;
- codice fiscale o partita IVA delle parti;
- data del pagamento;
- importo in cifre e, preferibilmente, anche in lettere;
- modalità utilizzata per il versamento;
- data del contratto di affitto;
- eventuali estremi di registrazione;
- Comune e dati catastali del fondo;
- periodo, rata o annualità cui si riferisce il pagamento;
- indicazione espressa se si tratta di saldo oppure di acconto;
- data e firma di chi riceve il pagamento.
Se il contratto comprende più particelle catastali, possono essere indicate tutte oppure può essere utilizzato un riferimento preciso a un allegato o al contratto registrato. Non è invece necessario riportare nella ricevuta tutte le clausole dell’affitto.
Come scrivere la causale del pagamento
Una causale precisa evita che la ricevuta venga interpretata come pagamento di un periodo diverso. Una formula utile può identificare la rata e l’intervallo temporale, per esempio indicando che la somma viene ricevuta a saldo del canone relativo a una determinata annata agraria o a uno specifico periodo previsto dal contratto.
Se viene pagata soltanto una parte del canone, non deve essere utilizzata la parola “saldo”. Occorre indicare che il versamento costituisce un acconto e, quando il dato è certo, riportare anche l’importo ancora dovuto. La formula generica “nulla più a pretendere” è invece sconsigliabile se si vuole attestare esclusivamente il pagamento di una singola rata.
Quando serve la marca da bollo sulla ricevuta
L’articolo 13 della Tariffa, Parte I, allegata al D.P.R. 642/1972 assoggetta in via generale all’imposta di bollo le ricevute e le quietanze rilasciate a liberazione totale o parziale di obbligazioni pecuniarie. La misura prevista è di 2 euro e la nota allo stesso articolo esclude, tra gli altri casi, le somme che non superano 77,47 euro.
Non è però corretto stampare sul modello la frase “marca da bollo obbligatoria sopra 77,47 euro” senza eccezioni. La disciplina prevede infatti specifiche ipotesi di esenzione, compreso il caso della quietanza apposta su documenti già assoggettati a bollo o esenti. Il trattamento deve quindi essere verificato in relazione al documento concretamente emesso.
Le locazioni e gli affitti di terreni e aziende agricole rientrano, quando l’operazione ricade nel campo IVA, tra le operazioni esenti previste dall’articolo 10 del D.P.R. 633/1972. Se il concedente opera come soggetto IVA o vi sono particolarità fiscali, conviene verificare con il proprio consulente quale documento debba essere emesso e come debba essere assolto il bollo.
La ricevuta sostituisce la prova del bonifico?
No, ma i due documenti possono completarsi. Il bonifico dimostra il trasferimento di una somma e contiene normalmente una causale indicata da chi paga; la quietanza è invece una dichiarazione del creditore che riconosce di avere ricevuto il pagamento e lo imputa a una determinata obbligazione.
Quando il canone viene versato tramite bonifico è quindi utile indicarne gli estremi nella ricevuta, se disponibili, e utilizzare la stessa descrizione del periodo pagato. L’affittuario dovrebbe conservare sia la documentazione bancaria sia la quietanza insieme al contratto.
Ricevuta e registrazione del contratto di affitto agrario
La ricevuta non registra il contratto e non sostituisce gli adempimenti previsti per gli affitti di fondi rustici. L’Agenzia delle Entrate contempla anche una procedura di denuncia annuale cumulativa per determinati contratti di affitto di fondi rustici non formati per atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Per predisporre o verificare il rapporto principale occorre quindi fare riferimento al contratto e non alle ricevute periodiche. Su EsempioDoc.com è disponibile uno specifico modello di contratto di affitto di terreno agricolo, che svolge una funzione diversa dalla semplice attestazione del pagamento del canone.
Errori da evitare nella ricevuta del canone
Prima di firmare il documento conviene confrontarlo con il contratto e con il pagamento effettivamente ricevuto. Gli errori più frequenti sono:
- indicare un periodo diverso da quello riportato nella causale del pagamento;
- rilasciare una quietanza a saldo quando è stato versato soltanto un acconto;
- non identificare il fondo quando le parti hanno più contratti in corso;
- confondere la ricevuta con il contratto di affitto;
- utilizzare una formula liberatoria generale per una singola rata;
- indicare un pagamento in contanti senza verificare i limiti previsti dalla normativa vigente;
- applicare o omettere automaticamente il bollo senza verificare il regime del documento;
- dimenticare data e firma del soggetto che dichiara di avere ricevuto la somma.
Domande frequenti sulla ricevuta affitto terreno agricolo
Il proprietario deve rilasciare la ricevuta del canone?
L’articolo 1199 del Codice civile stabilisce che il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza. L’affittuario può quindi chiedere un documento che attesti il pagamento del canone. La ricevuta dovrebbe identificare con precisione importo e causale, soprattutto se il pagamento riguarda una sola rata o una parte dell’annualità.
La ricevuta deve essere registrata all’Agenzia delle Entrate?
La normale quietanza rilasciata per attestare una rata del canone non coincide con il contratto di affitto e non deve essere confusa con la sua registrazione. Gli adempimenti relativi al rapporto agrario riguardano il contratto e le eventuali variazioni previste dalla normativa. Sulla singola ricevuta può invece assumere rilievo l’imposta di bollo, se dovuta.
È necessaria la marca da bollo da 2 euro?
Per le ricevute e quietanze relative a obbligazioni pecuniarie di importo superiore a 77,47 euro l’articolo 13 della Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972 prevede in via generale l’imposta di bollo da 2 euro. Esistono però specifiche esclusioni ed esenzioni. Per questo il modello contiene un campo da compilare soltanto dopo avere verificato il trattamento applicabile alla ricevuta concreta.
Posso fare una ricevuta anche se il canone è stato pagato con bonifico?
Sì. La documentazione bancaria dimostra il movimento di denaro, mentre la ricevuta consente al concedente di riconoscere espressamente che quella somma è stata imputata al canone di uno specifico periodo. È utile indicare nella quietanza la data del pagamento, l’importo e la stessa causale utilizzata nel bonifico, evitando discrepanze tra i due documenti.
Cosa devo scrivere se è stato pagato solo parte del canone?
Occorre indicare chiaramente che la somma ricevuta costituisce un acconto e non un saldo. Nel modello è possibile specificare l’importo complessivamente dovuto, quanto è stato versato e, se determinabile, il residuo ancora da pagare. Non va utilizzata una formula di quietanza integrale che possa far presumere l’estinzione dell’intero debito per il periodo considerato.