In questa pagina è disponibile un fac simile di revoca RID bancario in formato Word. La denominazione RID è ancora molto utilizzata, ma oggi gli addebiti diretti in euro sono eseguiti tramite SEPA Direct Debit, o SDD: il modello serve quindi a revocare l’autorizzazione che consente a uno specifico creditore di disporre addebiti sul conto del pagatore.
Il fac simile può essere consultato prima del download e contiene i campi per identificare intestatario del conto, IBAN, creditore, mandato e rapporto cui si riferiscono gli addebiti. Dopo il modello sono spiegati anche la differenza tra revoca del mandato e blocco di un singolo pagamento, il ruolo della banca e gli effetti sui contratti e sulle fatture ancora dovute.
A cosa serve la revoca RID bancario
Il vecchio RID, Rapporto Interbancario Diretto, è stato sostituito nell’ambito della SEPA dall’addebito diretto SEPA. La Banca d’Italia sugli strumenti di pagamento indica che gli addebiti diretti in euro vengono eseguiti nel formato SEPA Direct Debit.
Con il mandato SDD il pagatore autorizza il beneficiario, per esempio un fornitore di energia, una compagnia telefonica, un’assicurazione o un altro creditore, a presentare disposizioni di incasso sul conto indicato. La banca esegue quindi gli addebiti sulla base del mandato e delle informazioni trasmesse dal beneficiario.
La revoca serve a far cessare questa autorizzazione per i futuri addebiti. Non equivale però alla disdetta del contratto che genera le fatture e non cancella eventuali somme già dovute al creditore.
Fac simile revoca RID bancario e mandato SEPA
Il modello deve essere completato con i dati effettivi del mandato e del rapporto. Se il riferimento univoco del mandato o il Creditor Identifier non sono disponibili, è comunque utile indicare tutti gli altri elementi che permettono di identificare senza equivoci l’addebito da revocare.
Oggetto: revoca mandato SEPA Direct Debit relativo a [UTENZA, CONTRATTO O RAPPORTO]
Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], codice fiscale [CODICE FISCALE], nato/a a [LUOGO] il [DATA], residente in [INDIRIZZO], in qualità di [TITOLARE DEL CONTO O ALTRA QUALIFICA, SE PERTINENTE],
intestatario/a o cointestatario/a del conto di pagamento identificato dal seguente IBAN:
[IBAN]
COMUNICA
la revoca del mandato di addebito diretto SEPA relativo al seguente rapporto:
Creditore o beneficiario: [DENOMINAZIONE]
Codice cliente, contratto o utenza: [CODICE O NUMERO, SE DISPONIBILE]
Creditor Identifier: [CODICE IDENTIFICATIVO DEL CREDITORE, SE DISPONIBILE]
Riferimento univoco del mandato, RUM o UMR: [RIFERIMENTO, SE DISPONIBILE]
Tipologia del mandato: [SDD CORE O SDD B2B, SE NOTA].
Con la presente chiedo al beneficiario di registrare la revoca del mandato e di non presentare ulteriori disposizioni di addebito diretto riferite al mandato sopra identificato.
SE LA COMUNICAZIONE È INVIATA ANCHE ALLA BANCA, MANTENERE IL PARAGRAFO SEGUENTE.
Chiedo inoltre al prestatore di servizi di pagamento, nei limiti dei servizi e delle istruzioni disponibili sul conto, di impedire futuri addebiti diretti presentati in base al mandato sopra indicato o dal creditore specificamente identificato.
La presente comunicazione riguarda esclusivamente l’autorizzazione all’addebito diretto e non costituisce disdetta o risoluzione del contratto sottostante, né contestazione delle somme eventualmente ancora dovute, che saranno corrisposte secondo le modalità applicabili al rapporto.
Si richiede conferma della presa in carico e della cessazione del mandato.
Eventuali allegati richiesti dal destinatario:
[COPIA DOCUMENTO DI IDENTITÀ]
[COPIA DOCUMENTO O COMUNICAZIONE CONTENENTE I DATI DEL MANDATO]
[LUOGO], [DATA]
Firma
[NOME E COGNOME]
[FIRMA]
Scarica il modello Word per la revoca RID bancario
Il file disponibile per il download è in formato Doc e può essere aperto e modificato con Word o con programmi compatibili. Devono essere inseriti almeno i dati del titolare, il conto interessato e gli elementi che permettono di individuare il creditore e il rapporto per il quale si vuole interrompere l’addebito automatico.
Le parti facoltative devono essere eliminate se non pertinenti. In particolare, la richiesta rivolta alla banca può essere mantenuta quando si desidera anche impartire un’istruzione di blocco sui futuri addebiti, mentre la revoca del mandato SEPA è normalmente comunicata al beneficiario secondo le modalità previste per quel rapporto.
RID e SEPA Direct Debit: cosa cambia
Il termine RID appartiene ormai al precedente sistema nazionale. Le vecchie deleghe sono state migrate verso gli schemi SEPA e oggi il documento rilevante è il mandato SDD, con il quale il debitore autorizza il creditore a presentare gli incassi.
Per identificare correttamente un addebito SEPA sono particolarmente utili il nome del beneficiario, il Creditor Identifier e il riferimento univoco del mandato. La FAQ SEPA della Banca d’Italia conferma che queste informazioni rientrano tra i dati associati all’addebito diretto e chiarisce le modalità generali di gestione della revoca.
Mantenere la parola RID nel titolo della pagina è quindi utile per chi cerca ancora il vecchio termine, ma nel documento da utilizzare oggi è più corretto parlare di revoca del mandato SEPA Direct Debit.
A chi inviare la revoca del mandato SEPA
Secondo le indicazioni della Banca d’Italia relative allo schema SDD, chi vuole revocare il mandato deve rivolgersi al beneficiario, salvo che tra le parti siano state previste modalità diverse. È infatti normalmente il creditore a gestire e conservare il mandato e le successive modifiche o cancellazioni.
Il beneficiario può mettere a disposizione un proprio modulo, un’area clienti o altri canali specifici. Se esiste una procedura prevista dal contratto o dal fornitore, è preferibile seguirla e conservare una prova della richiesta e del relativo riscontro.
Il pagatore può inoltre impartire istruzioni alla propria banca per bloccare gli addebiti diretti sul conto, impedire quelli provenienti da specifici creditori oppure utilizzare liste di beneficiari ammessi o esclusi, nei servizi in cui tali funzioni sono disponibili. Per questo nel modello è prevista anche una sezione facoltativa indirizzata alla banca.
Quali dati inserire nella revoca
Un semplice riferimento alle “fatture dell’utenza” può non essere sufficiente se sullo stesso conto esistono più domiciliazioni. È preferibile identificare il mandato nel modo più preciso possibile.
- nome, cognome e codice fiscale del titolare o del soggetto autorizzato;
- IBAN del conto sul quale vengono effettuati gli addebiti;
- denominazione del creditore;
- codice cliente, numero contratto o numero utenza;
- Creditor Identifier, se disponibile;
- riferimento univoco del mandato, indicato anche come RUM o UMR, se disponibile;
- eventuale indicazione dello schema SDD Core o B2B;
- data e firma della richiesta.
I riferimenti del mandato possono essere reperiti nella documentazione contrattuale o nelle informazioni associate agli addebiti sul conto. Se il dato non è immediatamente disponibile, non va inventato: è preferibile fornire gli altri identificativi del rapporto.
Revocare il mandato o bloccare un singolo addebito
La revoca del mandato riguarda l’autorizzazione per la serie di futuri addebiti. È diversa dalla richiesta di fermare una singola disposizione già presentata dal beneficiario.
L’art. 17 del D.Lgs. 11/2010 sui servizi di pagamento prevede che, nel caso di addebito diretto, il pagatore possa revocare il singolo ordine non oltre la fine della giornata operativa precedente il giorno concordato per l’addebito dei fondi. Se esiste un pagamento imminente, quindi, non è prudente affidarsi soltanto alla cancellazione amministrativa del mandato presso il creditore.
In questa situazione può essere necessario contattare anche la banca entro il termine utile per impedire quella specifica operazione. Le modalità concrete dipendono dai servizi e dai canali messi a disposizione dal proprio prestatore di servizi di pagamento.
Cosa fare se l’addebito è già avvenuto
La revoca del mandato produce effetti sui futuri incassi e non costituisce automaticamente una richiesta di rimborso degli importi già addebitati. Se una somma è già stata prelevata occorre utilizzare, quando ne ricorrono le condizioni, la procedura prevista per la contestazione o il rimborso dell’operazione.
Per gli addebiti SEPA Core esistono specifici diritti di rimborso e, per le operazioni non autorizzate, sono previste tutele ulteriori. Termini e presupposti cambiano a seconda che l’addebito fosse autorizzato, del tipo di schema utilizzato e delle condizioni applicabili al conto, quindi la richiesta di restituzione deve essere tenuta distinta dalla semplice revoca del mandato.
La revoca RID annulla anche il contratto con il fornitore?
No. Bloccare la domiciliazione modifica il modo in cui il pagamento viene incassato, ma non determina automaticamente la cessazione dell’utenza, dell’abbonamento, dell’assicurazione, del finanziamento o di un altro contratto sottostante.
Se l’obiettivo è terminare anche il rapporto commerciale occorre utilizzare la procedura di recesso o disdetta prevista per quel contratto. Allo stesso modo, la revoca non elimina fatture o rate già dovute: dopo la cessazione dell’addebito automatico sarà necessario utilizzare un altro metodo di pagamento nei termini previsti.
Se invece l’obiettivo riguarda l’intero rapporto con la banca, è disponibile un diverso fac simile di recesso dal conto corrente bancario. Se si vuole togliere a una persona il potere di operare sul conto, occorre utilizzare il modello di revoca della delega sul conto corrente.
Errori da evitare nella revoca RID
- utilizzare soltanto il termine RID senza identificare l’attuale mandato SEPA;
- indicare il solo numero di conto senza specificare il creditore interessato;
- confondere la revoca permanente del mandato con il blocco di un singolo addebito imminente;
- ritenere che la revoca della domiciliazione comporti automaticamente la disdetta del contratto;
- considerare cancellate le fatture o le rate ancora dovute;
- aspettare la data dell’addebito per chiedere il blocco di una disposizione già in lavorazione;
- inventare Creditor Identifier o riferimento del mandato quando non sono disponibili;
- non conservare una prova della richiesta di revoca e dell’eventuale conferma ricevuta.
Domande frequenti sulla revoca RID bancario
Il RID bancario esiste ancora?
RID è oggi soprattutto una denominazione storica utilizzata ancora nel linguaggio comune e nelle ricerche online. Gli addebiti diretti in euro sono eseguiti tramite SEPA Direct Debit. Le vecchie deleghe RID sono state migrate al nuovo sistema, quindi chi vuole interrompere oggi una domiciliazione deve normalmente revocare il relativo mandato SDD.
La revoca deve essere presentata alla banca o al creditore?
Per la revoca del mandato SEPA la Banca d’Italia indica come riferimento il beneficiario, salvo accordi diversi. La propria banca può però ricevere istruzioni per impedire futuri addebiti, bloccare uno specifico creditore o fermare una disposizione ancora revocabile. Per maggiore certezza operativa, quando necessario si possono quindi gestire separatamente la cancellazione del mandato presso il creditore e il blocco presso la banca.
Posso bloccare un addebito previsto per domani?
La disciplina dei servizi di pagamento consente di revocare un ordine di addebito diretto non oltre la fine della giornata operativa precedente il giorno concordato per il prelievo. Bisogna però considerare gli orari operativi e le modalità stabilite dalla banca. Se la scadenza è imminente, conviene utilizzare direttamente il canale messo a disposizione dall’intermediario per la gestione degli SDD.
Revocando il RID non devo più pagare le fatture?
No. La revoca riguarda esclusivamente l’autorizzazione a prelevare automaticamente il denaro dal conto. Se il contratto con il creditore resta attivo, le somme regolarmente dovute devono continuare a essere pagate con un’altra modalità. Per cessare anche il rapporto occorre presentare separatamente la disdetta, il recesso o altra richiesta prevista dal contratto.
Il modello Word può essere modificato?
Sì. Il file in formato Doc può essere adattato inserendo i dati del conto, del beneficiario e del mandato. È possibile eliminare il paragrafo rivolto alla banca se la comunicazione viene inviata soltanto al creditore oppure mantenerlo quando si richiede anche un blocco dei futuri addebiti. Non devono invece essere aggiunti riferimenti o codici del mandato non verificati.