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In questa pagina è disponibile un fac simile di revoca di procura bancaria, utilizzabile per chiedere a una banca di eliminare i poteri precedentemente attribuiti a una persona su uno o più conti, depositi o rapporti finanziari. Il modello può essere impiegato da un correntista privato, da un’impresa, da un’associazione o da un altro ente titolare del rapporto.
La comunicazione permette di identificare il procuratore o delegato, precisare i rapporti interessati e chiedere la disabilitazione di firme, carte, profili online e altri strumenti collegati ai suoi poteri. Può essere utilizzata, per esempio, dopo la cessazione di un rapporto di lavoro, la sostituzione di un responsabile amministrativo o il venir meno del rapporto di fiducia.
La guida spiega la differenza tra procura e delega bancaria, chi può firmare la revoca, come consegnarla e quali verifiche effettuare sugli strumenti ancora in circolazione. Il fac simile deve essere adattato al contratto sottoscritto con la banca e alle procedure previste dall’intermediario.
Che cos’è la revoca di una procura bancaria
La revoca di procura bancaria è la dichiarazione con cui il titolare di un rapporto elimina o limita il potere attribuito a un’altra persona di operare nei confronti della banca. La revoca può riguardare un conto corrente, un deposito, un dossier titoli, una carta aziendale o altri rapporti espressamente indicati.
Nella modulistica bancaria vengono utilizzate espressioni diverse, come delegato, procuratore, persona autorizzata, firmatario o rappresentante. Prima di compilare la lettera occorre verificare quale qualifica risulta nei documenti della banca e quali facoltà erano state effettivamente concesse.
Il documento non chiude il conto e non modifica la sua intestazione. Serve esclusivamente a impedire che il soggetto revocato continui a compiere le operazioni comprese nei poteri precedentemente attribuiti.
Differenza tra procura bancaria, delega e conto cointestato
| Rapporto | Posizione della persona | Effetto della revoca |
|---|---|---|
| Procura bancaria | Il procuratore rappresenta il titolare nei limiti dei poteri conferiti | Vengono meno i poteri di rappresentanza comunicati alla banca |
| Delega sul conto corrente | Il delegato può compiere le operazioni autorizzate senza diventare proprietario delle somme | La banca elimina le facoltà operative associate alla delega |
| Cointestazione | La persona è parte del contratto di conto insieme agli altri intestatari | Non può essere eliminata con una semplice revoca della delega |
| Abilitazione online aziendale | L’utente opera attraverso un profilo digitale con ruoli e limiti definiti | Occorre disattivare il profilo, i dispositivi e le autorizzazioni collegate |
La procura attribuisce un potere di rappresentanza, mentre la delega bancaria viene spesso configurata dall’intermediario come autorizzazione a compiere determinate operazioni. Nella pratica i due termini possono essere utilizzati con significati vicini, ma la procedura applicabile dipende dai moduli e dalle condizioni del rapporto.
La cointestazione è diversa. Il cointestatario è parte del contratto e non un semplice soggetto autorizzato a operare per conto altrui. Per uscire da un rapporto cointestato può essere necessaria una procedura di recesso o modifica del contratto, come quella illustrata nel fac simile di recesso individuale dal conto corrente cointestato.
La Banca d’Italia ricorda che la delega consente a un terzo di operare senza diventare titolare delle somme e che può essere revocata mediante comunicazione alla banca, come spiegato nella guida della Banca d’Italia sulla delega bancaria.
Quando utilizzare questo modello
Il fac simile è adatto quando il titolare vuole eliminare tutti i poteri attribuiti a un procuratore o delegato. Può essere utilizzato anche per revocare soltanto alcune facoltà, purché la comunicazione descriva con precisione quali operazioni non saranno più consentite.
Una società può ricorrere al modello quando un amministratore, dipendente, consulente o responsabile della tesoreria non deve più operare sui rapporti aziendali. La cessazione del rapporto di lavoro o dell’incarico non sempre comporta automaticamente la disattivazione dei poteri registrati presso la banca.
Il modello può servire anche quando il titolare intende sostituire il delegato. La revoca e il nuovo conferimento devono però essere trattati come operazioni distinte, perché la nomina di un’altra persona non elimina necessariamente le autorizzazioni precedenti.
Per il conferimento iniziale dei poteri può essere consultato il fac simile di delega sul conto corrente. La banca può comunque richiedere la compilazione della propria modulistica e l’identificazione personale del nuovo delegato.
Quando il fac simile non è adatto
Il modello non è adatto per chiudere un conto corrente, recedere da un rapporto bancario o eliminare un cointestatario. Queste operazioni hanno presupposti e procedure differenti dalla revoca dei poteri attribuiti a un terzo.
Non deve essere confuso con la revoca di un mandato di addebito diretto SEPA, di un bonifico già disposto, di una carta di pagamento o di un ordine relativo a strumenti finanziari. Per ciascuna di queste operazioni valgono regole, tempi e canali specifici.
Il documento non è sufficiente neppure quando si vuole revocare una procura generale o speciale conferita con atto notarile e destinata a essere utilizzata anche fuori dal rapporto bancario. In quel caso può essere necessario un apposito atto di revoca e può risultare pertinente il modello di revoca della procura notarile.
La lettera indirizzata alla banca non sostituisce infine gli adempimenti pubblicitari eventualmente richiesti per un procuratore o institore iscritto nel Registro delle Imprese.
Come revocare la procura bancaria
- Controllare il contratto, la delega originaria e i moduli sottoscritti con la banca.
- Individuare tutti i conti, depositi, carte, servizi online e rapporti sui quali il soggetto può operare.
- Verificare chi è autorizzato a firmare la revoca per conto del titolare o dell’ente.
- Chiedere alla banca se è obbligatorio utilizzare un modulo interno o presentarsi in filiale.
- Compilare la comunicazione indicando il delegato, i poteri revocati e i rapporti interessati.
- Consegnare la richiesta attraverso uno dei canali accettati dalla banca.
- Richiedere una ricevuta e la conferma della data dalla quale la revoca risulta operativa.
- Far disabilitare carte, token, profili online, dispositivi e strumenti collegati al delegato.
- Controllare le operazioni pendenti e i movimenti registrati dopo la richiesta.
Una lettera libera può non essere sufficiente se il contratto prevede un modulo, una firma autenticata, la presenza in filiale o l’intervento di tutti i soggetti autorizzati. Prima dell’invio conviene quindi contattare la banca utilizzando i recapiti ufficiali.
Se esiste il rischio di operazioni non autorizzate, il titolare dovrebbe contattare immediatamente l’intermediario per chiedere i blocchi disponibili. La preparazione della lettera non deve ritardare la disattivazione urgente di carte, credenziali o dispositivi.
Quando la revoca diventa efficace
Non è corretto presumere che la revoca produca sempre effetti nel momento in cui la lettera viene firmata. Affinché la banca possa impedirne l’utilizzo, deve ricevere la comunicazione, verificarne la provenienza e registrarla secondo la procedura prevista dal contratto.
L’articolo 1396 del Codice civile stabilisce che le modificazioni e la revoca della procura devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei. In mancanza, non sono opponibili ai terzi, salvo che si provi che questi ne erano a conoscenza.
Le condizioni bancarie possono stabilire il canale da utilizzare e il momento dal quale revoche e modifiche sono opponibili all’intermediario. Alcuni contratti prevedono un intervallo tra la ricezione e l’efficacia, mentre altri consentono la registrazione durante la presentazione in filiale.
Nel modello è quindi preferibile chiedere che la revoca venga registrata senza ritardo e che la banca confermi per iscritto la data e, quando disponibile, l’ora di efficacia. Una formula che dichiara unilateralmente la revoca efficace “da questo momento” potrebbe non coincidere con le condizioni del rapporto.
La revoca ha effetto sulle operazioni già eseguite?
La revoca opera per il futuro e non annulla automaticamente le operazioni già validamente eseguite dal delegato quando disponeva dei poteri. Bonifici completati, prelievi effettuati e contratti già conclusi non vengono eliminati per effetto della sola comunicazione.
Occorre prestare particolare attenzione alle disposizioni impartite prima della revoca ma non ancora eseguite. Il loro trattamento dipende dal tipo di operazione, dal momento in cui l’ordine è stato ricevuto e dalle condizioni applicabili al servizio.
La lettera può chiedere alla banca di segnalare eventuali ordini pendenti riconducibili al procuratore revocato. Non deve però affermare che ogni disposizione precedente debba essere automaticamente cancellata, perché alcune operazioni potrebbero non essere più revocabili.
Se il titolare contesta un’operazione specifica, deve identificarla separatamente con data, importo e riferimento. La revoca dei poteri e la contestazione di un movimento sono richieste diverse e possono seguire procedure differenti.
Chi può revocare i poteri sul conto
Per un conto intestato a una persona fisica, la revoca viene normalmente richiesta dal titolare che aveva attribuito i poteri. La banca verifica l’identità e la corrispondenza della firma secondo le proprie procedure.
In presenza di più titolari, occorre controllare il contratto. Le condizioni bancarie possono disciplinare diversamente il conferimento, la modifica e la revoca dei poteri, prevedendo in alcuni casi la possibilità che la revoca venga richiesta anche da un solo cointestatario.
Per una società o un ente, la comunicazione deve provenire da chi dispone dei poteri necessari per rappresentare il titolare del rapporto. Può trattarsi del legale rappresentante, di un amministratore o di un altro soggetto autorizzato secondo lo statuto, le delibere e le firme depositate presso la banca.
La persona che viene revocata non deve firmare la comunicazione per esprimere il proprio consenso. La banca può tuttavia richiedere la restituzione degli strumenti in suo possesso o una dichiarazione di rinuncia quando è il delegato stesso a voler cessare l’incarico.
Revoca dei poteri in una società
Quando il conto è intestato a una società, la revoca bancaria deve essere coordinata con le decisioni adottate dagli organi competenti. Non sempre è necessaria una delibera del consiglio di amministrazione, perché il documento richiesto dipende dalla struttura dei poteri e dalle regole interne dell’impresa.
La banca può chiedere una copia del verbale, della decisione dell’amministratore, della visura aggiornata o di un altro documento che dimostri il potere del firmatario. Il fac simile non deve indicare una delibera come allegato obbligatorio quando l’intermediario non la richiede.
L’uscita di un dipendente o collaboratore dalla società non determina da sola la cancellazione delle firme bancarie. L’impresa deve comunicare la revoca e verificare che siano stati disattivati tutti i canali attraverso i quali la persona poteva operare.
Se il soggetto riveste anche una carica societaria o dispone di poteri generali, la revoca della sola autorizzazione bancaria non elimina automaticamente la carica o le altre facoltà rappresentative. Queste devono essere gestite con atti e procedure separati.
Procura iscritta nel Registro delle Imprese
Un procuratore aziendale può risultare iscritto nel Registro delle Imprese in base a una procura più ampia dei soli poteri bancari. In questa situazione la comunicazione all’intermediario impedisce l’operatività sui rapporti indicati, ma non aggiorna i dati pubblici dell’impresa.
Per la revoca di una procura già iscritta possono essere necessari un atto nella forma richiesta e una pratica telematica al Registro delle Imprese. La Camera di Commercio di Roma sulla revoca di procuratori e institori descrive l’iscrizione delle relative variazioni e richiama il deposito della procura previsto dal Codice civile.
Il legale rappresentante dovrebbe quindi verificare con il notaio o il professionista incaricato se la revoca bancaria deve essere accompagnata dall’aggiornamento della procura societaria. La lettera alla banca e la pratica al Registro perseguono finalità diverse.
Quali informazioni inserire nella comunicazione
La richiesta deve consentire alla banca di individuare senza dubbi il titolare, la persona revocata e tutti i rapporti interessati. È preferibile utilizzare i numeri interni del conto o del rapporto indicati nei documenti bancari, evitando di riportare più dati personali di quelli necessari.
- nome, cognome e codice fiscale del titolare persona fisica;
- denominazione, codice fiscale e partita IVA del titolare persona giuridica;
- indirizzo e recapiti del titolare;
- nome della banca e filiale presso cui sono intrattenuti i rapporti;
- numero del conto o identificativo del rapporto;
- IBAN, se utile all’identificazione;
- nome, cognome e codice fiscale del procuratore o delegato;
- data del conferimento della procura o delega, se disponibile;
- descrizione dei poteri originariamente attribuiti;
- indicazione della revoca totale o parziale;
- eventuali limiti che devono restare validi;
- carte, token, profili e altri strumenti da disattivare;
- data dalla quale si chiede la registrazione della revoca;
- nome e qualifica del firmatario;
- elenco degli allegati;
- richiesta di conferma dell’avvenuta esecuzione.
Se la revoca riguarda più rapporti, è utile elencarli singolarmente. Una formula generica riferita a “tutti i nostri conti” può non essere sufficiente quando i rapporti sono intrattenuti presso filiali, divisioni o società del gruppo bancario differenti.
Revoca totale o limitazione dei poteri
Il titolare può eliminare ogni facoltà oppure mantenere alcuni poteri e revocarne altri. Nel secondo caso il testo deve descrivere con precisione le operazioni non più consentite e quelle che il delegato potrà ancora compiere.
Si può, per esempio, revocare la facoltà di disporre bonifici mantenendo la sola consultazione del saldo, oppure eliminare i prelievi in contanti lasciando la possibilità di depositare documenti. La banca deve però verificare che il proprio sistema consenta la configurazione richiesta.
Espressioni come “riduzione dei poteri” o “operatività limitata” sono insufficienti se non vengono indicate le singole facoltà e gli eventuali limiti di importo. Quando la modifica è articolata, può essere più sicuro revocare integralmente la precedente delega e conferirne una nuova attraverso il modulo della banca.
Carte, assegni e altri strumenti affidati al delegato
La revoca deve essere coordinata con gli strumenti materiali o digitali associati al soggetto. Se il delegato dispone di una carta intestata a proprio nome, di un token o di un profilo online, la banca deve essere invitata a disabilitarli.
Per i carnet di assegni e gli altri moduli in possesso della persona revocata occorre chiedere alla banca quali strumenti devono essere restituiti o annullati. La semplice revoca della firma non consente di presumere che ogni titolo già emesso o presentato venga automaticamente bloccato.
L’impresa dovrebbe redigere un inventario degli strumenti consegnati al dipendente o procuratore e recuperarli al termine dell’incarico. Questa attività è una procedura organizzativa interna e non sostituisce la comunicazione all’intermediario.
La lettera può chiedere alla banca di confermare la disattivazione di ogni carta e dispositivo intestato al soggetto. Non è opportuno riportare nel testo PIN, password, codici temporanei o altre credenziali di sicurezza.
Accessi all’internet banking aziendale
Nei servizi destinati alle imprese possono esistere profili diversi per consultazione, inserimento delle disposizioni e autorizzazione finale. La revoca deve precisare se devono essere eliminati tutti i ruoli dell’utente oppure soltanto alcune facoltà.
Occorre disattivare gli identificativi personali, i dispositivi associati, le applicazioni di autenticazione e gli eventuali certificati utilizzati per firmare le operazioni. Se il servizio consente all’amministratore aziendale di revocare autonomamente l’utente, l’operazione interna dovrebbe essere eseguita senza attendere la gestione della lettera.
La disattivazione del profilo non sostituisce la revoca della procura quando i poteri permettono di operare anche in filiale, per telefono o attraverso moduli cartacei. Entrambe le attività devono essere completate.
Le credenziali bancarie devono essere personali e non dovrebbero essere condivise tra colleghi. Se la persona revocata conosce credenziali riferite ad altri utenti, è prudente sostituirle attraverso i canali ufficiali della banca.
Come nominare un nuovo procuratore
La sostituzione del soggetto revocato richiede un nuovo conferimento di poteri. La banca deve identificare la persona, raccogliere la firma e registrare i limiti operativi previsti per il nuovo incarico.
Non è consigliabile limitarsi a scrivere nella revoca che gli stessi poteri “passano” automaticamente a un’altra persona. Il nuovo procuratore deve seguire la procedura predisposta dall’intermediario e accettare gli strumenti o i servizi a lui intestati.
La lettera può anticipare il nominativo del nuovo soggetto, ma dovrebbe precisare che l’autorizzazione sarà perfezionata con modulistica separata. In questo modo la revoca del precedente procuratore non dipende dai tempi necessari per attivare quello nuovo.
Prima di conferire i poteri è utile stabilire limiti di importo, firma singola o congiunta, rapporti interessati e durata dell’autorizzazione. Queste scelte devono risultare nei documenti accettati dalla banca.
Come consegnare la revoca alla banca
Il canale di consegna dipende dal contratto e dalle procedure dell’intermediario. La banca può richiedere la presentazione in filiale, l’utilizzo di un modulo sottoscritto davanti all’operatore oppure l’invio a uno specifico indirizzo.
La raccomandata con avviso di ricevimento e la PEC permettono di documentare la trasmissione, ma devono essere inviate al recapito accettato per il rapporto. Non si deve presumere che una PEC generica reperita online sia il destinatario contrattualmente corretto.
Alcune banche consentono di trasmettere richieste attraverso l’area riservata o un servizio di messaggistica autenticata. Questo canale va utilizzato soltanto se comprende espressamente la revoca dei poteri di rappresentanza.
Per una società può essere opportuno concordare un appuntamento con il gestore, soprattutto quando occorre aggiornare contemporaneamente firme, profili online, limiti e documentazione societaria.
Come dimostrare che la banca ha ricevuto la revoca
La prova della consegna è particolarmente rilevante perché permette di stabilire quando l’intermediario ha avuto conoscenza della richiesta. Se il documento viene presentato in filiale, il titolare può chiedere una copia timbrata o una ricevuta con data.
Per la PEC vanno conservate le ricevute di accettazione e avvenuta consegna. Per la raccomandata devono essere archiviati la ricevuta di spedizione, l’avviso di ricevimento e una copia completa degli allegati.
La prova dell’invio non dimostra sempre che la revoca sia stata registrata nei sistemi. Per questo il modello contiene anche la richiesta di confermare la data di efficacia e l’avvenuta disattivazione degli strumenti associati.
La società può conservare la documentazione nel fascicolo del rapporto bancario e in quello della persona revocata. Non è previsto un numero generale di copie cartacee: occorre seguire le procedure documentali interne.
Quali allegati possono essere richiesti
Gli allegati dipendono dal tipo di titolare, dai poteri da revocare e dalle regole della banca. È preferibile chiedere preventivamente all’intermediario quali documenti siano necessari, evitando di inviare atti societari completi quando non servono.
- copia del documento di identità del firmatario;
- copia del codice fiscale, se richiesta;
- modulo di revoca predisposto dalla banca;
- copia della delega o procura originaria;
- verbale o decisione dell’organo competente, se necessario;
- visura camerale aggiornata;
- documento che prova i poteri del firmatario;
- elenco di carte, token e strumenti da disattivare;
- copia della denuncia, se la richiesta è collegata a smarrimento o uso illecito;
- atto notarile di revoca, quando pertinente.
La cessazione del rapporto di lavoro non deve essere documentata con informazioni personali non necessarie. Di regola è sufficiente indicare che sono venute meno le ragioni dell’autorizzazione, salvo che la banca richieda un documento specifico per verificare i poteri del firmatario.
È necessario comunicare la revoca anche al procuratore?
Comunicare la revoca alla banca è necessario per impedire l’operatività sul rapporto. È inoltre opportuno informare il procuratore, chiedere la restituzione degli strumenti ricevuti e precisare che non deve più presentarsi come autorizzato a operare.
La comunicazione al procuratore e quella alla banca hanno destinatari e funzioni diverse. Informare soltanto il delegato non garantisce che i poteri risultino cancellati nei sistemi bancari; informare soltanto la banca può invece lasciare irrisolti gli aspetti organizzativi interni.
Se esiste un conflitto o il rischio che il soggetto continui a utilizzare una procura più ampia, può essere opportuno adottare un mezzo che documenti anche la ricezione da parte sua. Nei casi complessi è consigliabile coordinare gli adempimenti con un professionista.
Cosa fare se la banca non esegue la revoca
Se la banca non conferma la presa in carico, il titolare dovrebbe contattare la filiale o l’assistenza e chiedere una verifica scritta. È utile allegare nuovamente la richiesta e la prova della precedente consegna.
Quando il problema non viene risolto, è possibile presentare un reclamo scritto all’ufficio reclami dell’intermediario, descrivendo la revoca, la data di ricezione, gli strumenti ancora attivi e le operazioni eventualmente contestate.
Se la risposta non arriva nei termini applicabili o non risulta soddisfacente, il cliente può verificare i presupposti per rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario. La procedura richiede che le questioni sottoposte all’Arbitro siano state prima indicate nel reclamo inviato alla banca.
Una situazione urgente o caratterizzata da operazioni sospette richiede anche il blocco immediato degli strumenti attraverso i numeri ufficiali dell’intermediario. Il reclamo non sostituisce le misure necessarie per limitare ulteriori utilizzi.
Errori da evitare
- confondere il delegato con un cointestatario del conto;
- ritenere che la cessazione del rapporto di lavoro elimini automaticamente i poteri bancari;
- non controllare la delega originaria e le condizioni del contratto;
- indicare soltanto il nome del procuratore senza identificare i rapporti interessati;
- utilizzare una formula generica senza precisare se la revoca è totale o parziale;
- dichiarare l’efficacia immediata senza verificare la procedura bancaria;
- non chiedere la disattivazione di carte, token e profili online;
- comunicare la revoca soltanto al procuratore e non alla banca;
- nominare un nuovo delegato senza revocare espressamente quello precedente;
- inserire password, PIN o altri codici di sicurezza nella lettera;
- non controllare le operazioni pendenti già impartite dal delegato;
- presumere che la revoca annulli le operazioni già eseguite;
- inviare la richiesta a un recapito non accettato dalla banca;
- non conservare la prova della consegna e la conferma dell’esecuzione;
- usare la lettera bancaria come sostituto della revoca notarile o dell’aggiornamento al Registro delle Imprese.
Fac simile revoca di procura bancaria
Il modello seguente può essere utilizzato da una persona fisica oppure da una società. Le parti relative a delibere, strumenti aziendali, sostituzione del procuratore e iscrizione nel Registro delle Imprese devono essere mantenute soltanto se pertinenti.
[NOME E COGNOME DEL TITOLARE / DENOMINAZIONE DELLA SOCIETÀ O ENTE]
Codice fiscale: [CODICE FISCALE]
Partita IVA: [PARTITA IVA, SE PRESENTE]
Indirizzo / sede legale: [INDIRIZZO COMPLETO]
Email: [EMAIL]
PEC: [PEC, SE PRESENTE]
Telefono: [TELEFONO]
Spett.le
[BANCA O INTERMEDIARIO]
Filiale / ufficio: [DENOMINAZIONE O CODICE DELLA FILIALE]
[INDIRIZZO COMPLETO]
PEC: [PEC DEL DESTINATARIO, SE UTILIZZATA]
[LUOGO], [DATA]
Oggetto: revoca dei poteri di rappresentanza e operatività bancaria conferiti a [NOME E COGNOME DEL PROCURATORE O DELEGATO]
Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO DI NASCITA] il [DATA DI NASCITA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente in [INDIRIZZO], in qualità di [TITOLARE DEL RAPPORTO / LEGALE RAPPRESENTANTE / AMMINISTRATORE / ALTRO TITOLO] di [DENOMINAZIONE DELLA SOCIETÀ O ENTE],
comunica la revoca dei poteri bancari precedentemente conferiti a:
[NOME E COGNOME DEL PROCURATORE O DELEGATO]
Nato/a a: [LUOGO DI NASCITA]
Data di nascita: [DATA DI NASCITA]
Codice fiscale: [CODICE FISCALE]
La procura / delega era stata conferita in data [DATA DEL CONFERIMENTO], mediante [MODULO BANCARIO / PROCURA / DELIBERA / ALTRO DOCUMENTO], con riferimento ai seguenti rapporti:
Conto corrente n. [NUMERO O IDENTIFICATIVO DEL CONTO]
IBAN: [IBAN, SE NECESSARIO]
Deposito o dossier n. [NUMERO DEL RAPPORTO]
Carta o strumento n. [ULTIME CIFRE O IDENTIFICATIVO NON SENSIBILE]
Servizio di internet banking: [DENOMINAZIONE O IDENTIFICATIVO UTENTE]
Altri rapporti: [DESCRIZIONE]
La revoca riguarda:
[TUTTI I POTERI E LE FACOLTÀ ATTRIBUITI AL SOGGETTO SOPRA INDICATO]
oppure
[I SEGUENTI POTERI: DESCRIZIONE DELLE OPERAZIONI, DEI LIMITI O DEI RAPPORTI PER I QUALI VIENE DISPOSTA LA REVOCA]
Restano eventualmente valide esclusivamente le seguenti facoltà:
[DESCRIZIONE PRECISA DEI POTERI CHE DEVONO RIMANERE ATTIVI]
oppure
Nessuna facoltà deve rimanere attiva.
Vi chiediamo di registrare la revoca senza ritardo, secondo le modalità e le tempistiche previste dal contratto, e di impedirne l’utilizzo per ogni operazione successiva alla relativa efficacia.
Vi chiediamo inoltre di disattivare tutti gli strumenti e gli accessi intestati o associati al soggetto revocato, compresi, se presenti:
[CARTE DI PAGAMENTO]
[PROFILI DI INTERNET BANKING]
[TOKEN O DISPOSITIVI DI AUTENTICAZIONE]
[ABILITAZIONI TELEFONICHE]
[FIRME DEPOSITATE]
[ALTRI STRUMENTI O AUTORIZZAZIONI]
Con riferimento alle disposizioni eventualmente impartite dal procuratore prima della registrazione della revoca e non ancora eseguite, chiediamo di comunicarci l’esistenza delle seguenti operazioni o di ogni altra disposizione pendente:
[DESCRIZIONE DELLE OPERAZIONI CONOSCIUTE]
oppure
Non risultano al momento operazioni pendenti conosciute.
La presente revoca non costituisce richiesta di estinzione, modifica dell’intestazione o blocco generale dei rapporti sopra indicati. Le facoltà degli altri titolari, rappresentanti o delegati restano invariate, salvo quanto espressamente comunicato con documenti separati.
Il nuovo eventuale procuratore sarà indicato mediante apposita modulistica e distinta comunicazione. La presente revoca deve pertanto essere eseguita indipendentemente dal completamento della nuova nomina.
Vi chiediamo di confermare per iscritto:
la ricezione della presente comunicazione;
la data e, se disponibile, l’ora di efficacia della revoca;
i rapporti sui quali la revoca è stata registrata;
la disattivazione degli strumenti associati al soggetto;
l’eventuale documentazione ancora necessaria.
Per ogni comunicazione relativa alla richiesta potrete contattare:
[NOME E COGNOME DEL REFERENTE]
[QUALIFICA]
Email: [EMAIL DEL REFERENTE]
Telefono: [TELEFONO DEL REFERENTE]
Alla presente alleghiamo:
[ELENCO DEGLI ALLEGATI EFFETTIVAMENTE INVIATI]
oppure
Nessun allegato.
Cordiali saluti.
[NOME E COGNOME DEL FIRMATARIO]
[QUALIFICA O CARICA]
[NOME DEL TITOLARE / DENOMINAZIONE DELLA SOCIETÀ O ENTE]
[FIRMA]
Spazio riservato alla banca per ricevuta e presa in carico:
Data di ricezione: [DATA]
Ora: [ORA]
Numero pratica: [NUMERO PRATICA]
Data di efficacia registrata: [DATA]
Timbro e firma dell’incaricato: [TIMBRO E FIRMA]
Scarica il modello Word della revoca di procura bancaria
Il file Word contiene una versione modificabile della comunicazione con gli spazi per i dati del titolare, del procuratore, della banca, dei rapporti interessati e degli strumenti da disattivare. Sono previste alternative per la revoca totale, la limitazione dei poteri e la gestione dei conti aziendali.
Prima dell’utilizzo occorre sostituire tutti i segnaposto, eliminare le parti non applicabili e verificare se la banca richiede un proprio modulo o la presentazione in filiale. Il documento non sostituisce un eventuale atto notarile né gli adempimenti necessari per aggiornare procure iscritte nel Registro delle Imprese.
Domande frequenti
La procura bancaria può essere revocata in qualsiasi momento?
Il titolare può normalmente revocare i poteri attribuiti al delegato, ma deve rispettare le modalità previste dal contratto e portare la revoca a conoscenza della banca. Situazioni particolari, come procure conferite anche nell’interesse di terzi o mandati regolati da accordi specifici, richiedono una verifica ulteriore. La banca deve confermare quando la revoca risulta registrata.
Il delegato deve firmare la revoca?
Di regola la revoca proviene dal titolare o dal soggetto autorizzato a rappresentarlo e non richiede il consenso del delegato. La banca può comunque chiedere la restituzione degli strumenti affidati alla persona o una dichiarazione separata se è il delegato a rinunciare. Il titolare dovrebbe informarlo e recuperare carte, token e documenti in suo possesso.
L’uscita di un dipendente revoca automaticamente i suoi poteri bancari?
No. La cessazione del rapporto di lavoro non garantisce che firme, deleghe e profili bancari vengano cancellati. La società deve inviare una comunicazione alla banca e verificare la disattivazione di ogni strumento. Se il dipendente possiede anche una procura societaria iscritta o notarile, devono essere gestiti separatamente gli ulteriori adempimenti.
È sufficiente inviare la revoca tramite PEC?
Dipende dalle condizioni del conto e dai canali accettati dalla banca. La PEC documenta l’invio e la consegna, ma l’intermediario può richiedere un modulo interno, la verifica della firma, documenti societari o la presentazione in filiale. Prima dell’invio occorre controllare anche che l’indirizzo PEC utilizzato sia quello previsto per questo tipo di comunicazione.
Cosa fare se il delegato opera dopo la revoca?
Occorre verificare quando la banca ha ricevuto e registrato la comunicazione, raccogliere estratti conto, ricevute e ogni prova disponibile e contestare per iscritto le operazioni interessate. Se la banca non risolve il problema, il cliente può presentare un reclamo e, ricorrendone i presupposti, rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario. Le operazioni sospette richiedono anche il blocco immediato degli strumenti.