In questa pagina è disponibile un fac simile di reclamo per contratto non richiesto in formato Word, destinato principalmente al consumatore che scopre l’attivazione di un servizio, una fornitura o un altro rapporto contrattuale che afferma di non avere mai richiesto o accettato. Il modello consente di disconoscere il presunto contratto, contestare eventuali fatture o addebiti e chiedere al professionista un riscontro scritto.
Il fac simile può essere consultato prima del download e deve essere completato con i dati del cliente, i riferimenti del rapporto contestato, il modo in cui se ne è venuti a conoscenza e le richieste pertinenti. Dopo il download sono indicate anche le differenze rispetto al diritto di recesso, le particolarità delle forniture di luce e gas e le modalità utili per conservare prova del reclamo.
Quando utilizzare il reclamo per contratto non richiesto
Il modello è adatto al consumatore al quale viene attribuito un contratto che dichiara di non avere mai concluso, oppure che riceve beni, servizi, fatture o addebiti relativi a una prestazione mai richiesta. L’art. 66-quinquies del Codice del consumo prevede che, in caso di fornitura non richiesta di beni o di determinati servizi e forniture, il consumatore sia esonerato dall’obbligo di corrispondere una prestazione e che la mancata risposta non costituisca consenso.
Il reclamo è utile, per esempio, se compare un nuovo servizio telefonico mai richiesto, viene attivato un abbonamento sconosciuto oppure un’impresa sostiene che sia stato concluso un contratto a distanza che il consumatore non riconosce. Se invece il contratto è stato consapevolmente accettato e si vuole semplicemente scioglierlo, occorre valutare il recesso o la disdetta e non presentare come inesistente un consenso che è stato realmente espresso.
Il modello è pensato per rapporti tra consumatore e professionista. Per contratti stipulati nell’ambito di un’attività imprenditoriale o professionale devono essere verificate le regole contrattuali e di settore applicabili, perché le disposizioni consumeristiche richiamate nella pagina non si estendono automaticamente ai rapporti tra imprese.
Fac simile reclamo per contratto non richiesto
Il testo deve essere completato con i dati effettivi e mantenendo soltanto le clausole corrispondenti alla modalità con cui il presunto contratto è stato attivato.
Oggetto: disconoscimento e reclamo per contratto o servizio non richiesto [NUMERO CONTRATTO O PRATICA, SE CONOSCIUTO]
Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], con la presente contesta formalmente il contratto, servizio o fornitura relativo a [DESCRIZIONE DEL SERVIZIO O DELLA FORNITURA], che risulterebbe attivato in data [DATA, SE CONOSCIUTA] e associato al codice cliente o utenza [CODICE, SE PRESENTE].
Ho appreso dell’esistenza del rapporto in data [DATA], a seguito di [RICEZIONE DELLA FATTURA, COMUNICAZIONE DEL FORNITORE, ADDEBITO, ATTIVAZIONE DEL SERVIZIO O ALTRA CIRCOSTANZA].
Dichiaro di non avere mai richiesto né accettato il contratto o il servizio sopra indicato e di non riconoscere come mia alcuna manifestazione di volontà eventualmente attribuitami per la sua conclusione.
[MANTENERE SOLO SE IL PRESUNTO CONTRATTO RISULTA CONCLUSO TELEFONICAMENTE] Preciso inoltre di non avere firmato l’offerta né di averla accettata per iscritto successivamente alla comunicazione telefonica.
[MANTENERE SOLO SE VIENE ATTRIBUITA UNA FIRMA O UN’ACCETTAZIONE CHE NON SI RICONOSCE] Disconosco la firma, accettazione o dichiarazione che eventualmente risulti attribuita al sottoscritto e chiedo che ne venga trasmessa copia unitamente alla documentazione relativa alla formazione del presunto contratto.
Ai sensi dell’art. 66-quinquies del D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, nei limiti in cui la disposizione risulti applicabile al caso concreto, contesto pertanto qualsiasi richiesta di pagamento relativa alla fornitura o prestazione non richiesta.
Chiedo conseguentemente:
1. la cessazione dell’eventuale servizio o fornitura attivati senza mia richiesta;
2. lo storno delle fatture o degli addebiti riferibili al rapporto contestato e non dovuti;
3. la restituzione delle somme eventualmente già riscosse, ove dovuta;
4. la cessazione di eventuali procedure di recupero relative agli importi contestati, ove prive di diverso titolo;
5. l’invio di copia del contratto, dell’ordine, della registrazione o degli altri elementi sui quali ritenete fondata la mia adesione, se esistenti e accessibili secondo la disciplina applicabile;
6. la conferma scritta dell’esito del presente reclamo e delle operazioni effettuate.
[MANTENERE SOLO SE È STATO SOSTITUITO UN PRECEDENTE FORNITORE E SE IL SETTORE PREVEDE UNA PROCEDURA DI RIPRISTINO APPLICABILE] Chiedo inoltre di indicarmi se ricorrono i presupposti per il ripristino della situazione contrattuale precedente e quali adempimenti siano eventualmente richiesti a tal fine.
Allego:
[COPIA DELLA FATTURA O COMUNICAZIONE CONTESTATA]
[COPIA DELLA DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALL’ADDEBITO]
[ALTRA DOCUMENTAZIONE UTILE]
Resto in attesa di un riscontro scritto ai recapiti sopra indicati.
[LUOGO], [DATA]
[NOME E COGNOME]
[FIRMA]
Scarica il modello Word del reclamo per contratto non richiesto
Il file contiene il fac simile in formato Doc, modificabile con Word o con programmi compatibili. Prima dell’invio devono essere inseriti i dati del cliente, il riferimento del contratto o dell’utenza, la data in cui è stata scoperta l’attivazione, le fatture o gli importi contestati e gli allegati disponibili.
Le clausole alternative devono essere eliminate se non pertinenti. In particolare, non va dichiarato di non avere mai prestato il consenso se il contratto è stato effettivamente accettato e il problema riguarda invece la volontà di recedere, condizioni diverse da quelle prospettate oppure un servizio aggiuntivo non richiesto.
Come compilare il reclamo per contratto non richiesto
La contestazione dovrebbe permettere al destinatario di individuare senza ambiguità il rapporto interessato. È quindi utile riportare il numero del contratto o della fattura, il codice cliente, la data della comunicazione ricevuta e, per le utenze, gli identificativi specifici eventualmente presenti nei documenti.
Conviene poi descrivere in modo essenziale come si è scoperto il presunto contratto. Una formula come “ho ricevuto la fattura n. [NUMERO] in data [DATA]” oppure “ho rilevato l’addebito di euro [IMPORTO] in data [DATA]” è più utile di una contestazione generica, perché collega il reclamo a circostanze verificabili.
Tra gli allegati possono risultare pertinenti:
- fattura, conferma d’ordine o comunicazione relativa al contratto contestato;
- estratto o ricevuta dell’addebito, oscurando dati non necessari;
- eventuali email o messaggi ricevuti dal professionista;
- precedenti reclami e relative risposte;
- documentazione specifica richiesta dal fornitore per identificare l’utenza.
Se il professionista sostiene che esiste un consenso, nel reclamo può essere chiesto di indicare e documentare come sarebbe stato concluso il contratto. Nei contratti a distanza conclusi per telefono con un consumatore, il Codice del consumo prevede che il professionista confermi l’offerta e che il consumatore sia vincolato solo dopo averla firmata o accettata per iscritto. Le regole sui contratti a distanza e fuori dai locali commerciali sono illustrate anche dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Contratto non richiesto e diritto di recesso sono diversi
Il reclamo per contratto non richiesto presuppone che il consumatore contesti l’esistenza stessa di una propria richiesta o accettazione. Il recesso riguarda invece un contratto effettivamente concluso dal quale il consumatore vuole sciogliersi esercitando una facoltà prevista dalla legge o dal contratto.
Per molti contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali il Codice del consumo prevede un diritto di recesso di quattordici giorni, salvo le eccezioni stabilite dalla legge. Se il contratto è stato realmente voluto e il problema è soltanto interrompere una fornitura di servizi, può quindi essere più appropriato utilizzare un fac simile di recesso dal contratto di fornitura di servizi.
Le due comunicazioni non dovrebbero essere confuse. Dichiarare di non avere mai concluso un contratto è diverso dal riconoscerne l’esistenza e comunicare successivamente la volontà di recedere.
Come contestare un contratto luce o gas non richiesto
Per energia elettrica e gas esiste una disciplina settoriale che richiede una distinzione ulteriore. La vecchia delibera 153/2012/R/com richiamata frequentemente nei modelli è stata inserita in un quadro regolatorio successivamente riorganizzato attraverso il TIRV, approvato con la delibera ARERA 228/2017/R/com e successivamente modificato.
Il TIRV di ARERA disciplina, tra l’altro, i contratti a distanza o conclusi fuori dai locali commerciali per i quali vengono contestate irregolarità nella conferma del contratto. Per il cliente domestico che vuole accedere alle specifiche procedure previste dal TIRV, il reclamo per contratto o attivazione contestati deve essere inviato entro quaranta giorni dalla data di emissione della prima bolletta del venditore contestato.
Questa procedura non va però confusa con la vera e propria fornitura non richiesta disciplinata dall’art. 66-quinquies del Codice del consumo, che il TIRV esclude dalle proprie procedure speciali. Per questo il fac simile non contiene più una richiesta automatica di ripristino fondata sulla sola delibera del 2012: occorre prima qualificare correttamente il caso e verificare se si tratta di assenza totale di consenso oppure di irregolarità nella conferma di un contratto.
Come inviare il reclamo e conservare la prova
Prima dell’invio occorre verificare quali canali di reclamo mette a disposizione il professionista nelle condizioni contrattuali, nelle fatture o sul proprio sito ufficiale. Può trattarsi, a seconda del settore, di un indirizzo postale, PEC, email, area clienti o modulo online.
Quando è utile dimostrare la data e il contenuto della comunicazione, conviene utilizzare un mezzo che consenta di conservarne la ricevuta o altra evidenza dell’invio. Questa è una cautela probatoria, non una regola generale che imponga sempre PEC o raccomandata. È opportuno conservare anche una copia completa del reclamo e degli allegati effettivamente trasmessi.
Errori da evitare nel reclamo
- citare automaticamente la delibera 153/2012/R/com per contratti che non riguardano energia elettrica o gas;
- confondere il disconoscimento di un contratto mai richiesto con il recesso da un contratto effettivamente concluso;
- non indicare il numero di fattura, il codice cliente o gli altri riferimenti disponibili;
- chiedere genericamente un “annullamento” senza specificare quali attivazioni e addebiti vengono contestati;
- omettere la data in cui si è venuti a conoscenza del presunto contratto;
- lasciare nel modello clausole alternative non pertinenti;
- inviare il reclamo senza conservare una copia del testo e la prova dell’invio;
- utilizzare automaticamente le norme del Codice del consumo per un rapporto stipulato nell’ambito di un’attività professionale o imprenditoriale.
Domande frequenti sul reclamo per contratto non richiesto
Devo pagare una fornitura che non ho mai richiesto?
Per il consumatore, l’art. 66-quinquies del Codice del consumo prevede l’esonero dall’obbligo di fornire una prestazione corrispettiva in caso di fornitura non richiesta rientrante nella disposizione. Inoltre, il semplice silenzio del consumatore dopo la fornitura non costituisce consenso. Prima di sospendere pagamenti relativi a rapporti complessi o a fatture che comprendono anche importi non contestati, è comunque necessario identificare esattamente quali somme riguardano il servizio contestato.
Cosa succede se il fornitore sostiene che ho accettato il contratto al telefono?
Per un contratto a distanza concluso telefonicamente con un consumatore non basta attribuire alla telefonata qualsiasi effetto contrattuale. L’art. 51, comma 6, del Codice del consumo prevede la conferma dell’offerta e stabilisce che il consumatore è vincolato dopo aver firmato l’offerta o averla accettata per iscritto. Nel reclamo è quindi utile contestare puntualmente l’eventuale accettazione che non si riconosce e chiedere la documentazione sulla quale il professionista fonda il contratto.
Posso chiedere anche il rimborso delle somme già addebitate?
Nel reclamo è possibile chiedere la restituzione degli importi già riscossi quando si ritiene che non fossero dovuti. È preferibile indicare le singole somme, le date degli addebiti e le relative fatture o ricevute. L’effettivo diritto al rimborso dipende però dalla natura dell’addebito, dalla qualificazione del rapporto e dalle eventuali regole specifiche del settore, perciò il modello utilizza la formula “ove dovuto”.
Serve una firma autenticata?
Per un normale reclamo rivolto al professionista non è prevista in via generale l’autenticazione della firma. È comunque opportuno identificare chiaramente il mittente e seguire le modalità indicate dal destinatario per la gestione dei reclami. Se il reclamo viene trasmesso attraverso un’area personale autenticata o altra procedura specifica, devono essere seguite le istruzioni del relativo servizio.
Il fac simile va bene anche per luce e gas?
Può essere utilizzato come base, ma occorre distinguere una fornitura realmente mai richiesta da un contratto energetico contestato per irregolarità nella procedura di conferma. Nel secondo caso possono essere rilevanti le specifiche regole ARERA del TIRV, compresi i termini previsti per accedere alle procedure speciali. Per questo non è corretto inserire automaticamente nel reclamo la vecchia formula fondata esclusivamente sulla delibera 153/2012/R/com.