In questa pagina è disponibile un fac simile di opposizione a decreto penale di condanna, da utilizzare per dichiarare che l’imputato non intende accettare il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari. Il modello contiene gli spazi per identificare il decreto, la data della notificazione, il procedimento e l’eventuale rito alternativo richiesto.
L’opposizione può essere proposta dall’imputato, dalla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria oppure dal difensore legittimato. La scelta non consiste nella semplice contestazione di una somma da pagare: determina l’apertura di un giudizio nel quale il decreto viene revocato e l’accusa viene esaminata secondo il procedimento applicabile. Il termine è breve e la scelta del rito può produrre conseguenze non più modificabili. Prima del deposito occorre esaminare il decreto, verificare gli atti del fascicolo e confrontare l’opposizione con le alternative previste dalla legge. Il fac simile deve essere adattato al caso concreto con l’assistenza di un difensore.
Che cos’è il decreto penale di condanna
Il decreto penale di condanna è un provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero, senza una precedente udienza nella quale l’imputato possa esporre le proprie difese. Può applicare una pena pecuniaria, anche in sostituzione di una pena detentiva, quando ricorrono i presupposti stabiliti dalla disciplina del procedimento per decreto.
Il provvedimento deve descrivere il fatto contestato, indicare le norme violate, esporre sinteticamente le ragioni della decisione e specificare la pena applicata. Deve inoltre avvisare l’imputato della possibilità di proporre opposizione entro quindici giorni e delle principali alternative che possono essere richieste.
Il decreto viene notificato all’imputato e al difensore di fiducia o d’ufficio. La data della notificazione deve essere controllata immediatamente, perché da essa decorre il termine per scegliere se accettare il provvedimento, utilizzare un’alternativa prevista dalla legge oppure proporre opposizione.
Entro quanto tempo presentare l’opposizione
L’opposizione al decreto penale di condanna deve essere proposta entro quindici giorni dalla notificazione. La dichiarazione deve indicare gli estremi del decreto, la sua data e il giudice che lo ha emesso. Un’opposizione tardiva, presentata da un soggetto non legittimato o priva di questi elementi può essere dichiarata inammissibile.
Nel calcolo non si considera il giorno iniziale nel quale è avvenuta la notificazione. Si contano invece i giorni successivi e, se la scadenza cade in un giorno festivo, essa è prorogata al primo giorno successivo non festivo. Il calcolo può richiedere ulteriori verifiche quando intervengono particolari regole sui termini processuali.
Non è prudente attendere l’ultimo giorno. Occorre lasciare il tempo necessario per ottenere copia degli atti, nominare il difensore, valutare un procedimento speciale e predisporre l’eventuale procura, il programma di messa alla prova o la documentazione richiesta.
Chi può proporre opposizione
L’articolo 461 del codice di procedura penale riconosce la facoltà di proporre opposizione all’imputato e alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria. Ciascuno può agire personalmente oppure attraverso il difensore eventualmente nominato.
La dichiarazione con cui ci si limita a proporre opposizione può essere depositata anche personalmente dall’imputato. Nel successivo processo penale, tuttavia, l’assistenza del difensore è necessaria. Presentare autonomamente il modulo senza avere prima valutato gli atti può precludere scelte processuali più favorevoli.
Il difensore già nominato è autonomamente legittimato a presentare l’opposizione. Serve invece una procura speciale quando il difensore esercita una facoltà riservata personalmente all’imputato, come la richiesta di giudizio abbreviato, di applicazione della pena o di sospensione del procedimento con messa alla prova.
Cosa deve contenere la dichiarazione
L’opposizione non deve necessariamente contenere una lunga esposizione delle ragioni di merito. Per la sua ammissibilità devono però essere individuati senza incertezze il provvedimento contestato e il soggetto che propone l’atto.
- tribunale e ufficio del giudice per le indagini preliminari;
- numero del procedimento presso il pubblico ministero e il GIP, se disponibili;
- numero e data del decreto penale di condanna;
- nome del giudice che ha emesso il decreto;
- data della notificazione all’imputato;
- generalità e codice fiscale dell’imputato;
- dati del difensore e relativa nomina;
- dichiarazione espressa di opposizione;
- procedimento richiesto dopo l’opposizione;
- eventuale domanda subordinata;
- elenco dei documenti allegati;
- data e firma del soggetto legittimato.
Se viene richiesto il giudizio abbreviato condizionato, non basta indicare il nome del rito. L’atto deve descrivere l’integrazione probatoria richiesta, spiegare perché è necessaria per la decisione e chiarirne la compatibilità con le esigenze di economia processuale proprie del giudizio abbreviato.
È necessario spiegare i motivi dell’opposizione
La dichiarazione di opposizione non è strutturata come un appello e l’articolo 461 non richiede, come condizione generale di ammissibilità, l’indicazione dei motivi per cui il decreto sarebbe errato. È quindi possibile proporre opposizione limitandosi a identificare il decreto e a formulare la richiesta processuale scelta.
Ciò non significa che le ragioni difensive siano irrilevanti. Prima di scegliere il rito, il difensore deve analizzare il capo di imputazione, gli atti di indagine, le notificazioni, le prove disponibili, la procedibilità del reato e le possibili cause di estinzione o non punibilità.
Una sintesi dei motivi può essere inserita quando serve a sostenere una richiesta specifica. Nel giudizio abbreviato condizionato, nella messa alla prova e nell’istanza di oblazione occorrono contenuti ulteriori rispetto a una semplice dichiarazione di dissenso.
Quale procedimento chiedere con l’opposizione
La scelta deve essere formulata nell’atto di opposizione quando la legge prevede che il rito alternativo venga richiesto in quel momento. Omettere la richiesta può comportare la prosecuzione con il giudizio immediato e la perdita della possibilità di accedere successivamente allo stesso rito.
| Scelta | Funzione | Elemento da valutare |
|---|---|---|
| Giudizio immediato | Portare l’accusa davanti al giudice del dibattimento | Consente la formazione della prova nel contraddittorio |
| Giudizio abbreviato | Definire il processo sulla base degli atti disponibili | Comporta la riduzione della pena prevista per il rito in caso di condanna |
| Giudizio abbreviato condizionato | Subordinare il rito a una specifica integrazione probatoria | La prova richiesta deve essere indicata e motivata |
| Applicazione della pena | Chiedere l’applicazione della pena concordata nei limiti di legge | Occorrono il consenso del pubblico ministero e la valutazione del giudice |
| Messa alla prova | Sospendere il procedimento per svolgere un programma di trattamento | Deve trattarsi di un reato ammesso e occorre predisporre la relativa procedura |
| Oblazione | Estinguere determinate contravvenzioni mediante pagamento | È disponibile soltanto nei casi previsti dagli articoli 162 e 162-bis c.p. |
Giudizio immediato
L’imputato può chiedere espressamente il giudizio immediato. Se nell’opposizione non viene formulata una diversa richiesta, il giudice procede normalmente verso questa forma di giudizio, salvo che debba assumere un altro provvedimento previsto dalla legge.
Il processo si svolge davanti al giudice competente per il dibattimento. La difesa può chiedere l’ammissione delle prove, esaminare i testimoni e contestare gli elementi raccolti dall’accusa secondo le regole ordinarie.
Giudizio abbreviato
Il giudizio abbreviato consente di definire il procedimento davanti al giudice sulla base degli atti acquisiti, salvo le integrazioni ammesse. La richiesta costituisce una scelta personale dell’imputato e può essere formulata dal difensore soltanto se munito di procura speciale.
Prima di richiederlo occorre valutare il contenuto del fascicolo. La riduzione della pena prevista in caso di condanna non rende automaticamente conveniente il rito se gli atti contengono elementi che richiedono una verifica dibattimentale.
Quando la decisione dipende dall’acquisizione di una prova ulteriore, può essere presa in considerazione una richiesta di giudizio abbreviato condizionato. L’atto deve individuare con precisione l’attività richiesta e la sua rilevanza.
Patteggiamento
Con l’applicazione della pena su richiesta delle parti, imputato e pubblico ministero propongono al giudice una determinata pena. Il giudice deve verificare la correttezza della qualificazione giuridica, il calcolo della pena, l’applicabilità delle circostanze e l’assenza di cause che impongano un immediato proscioglimento.
La richiesta deve essere formulata personalmente dall’imputato o tramite procuratore speciale. Se manca il consenso del pubblico ministero e non è stata presentata una richiesta subordinata ammissibile, il procedimento prosegue secondo le regole previste dall’articolo 464 c.p.p.
Messa alla prova
Nei procedimenti relativi ai reati ammessi dalla legge, l’imputato può chiedere la sospensione con messa alla prova contestualmente all’opposizione. La richiesta viene presentata personalmente o tramite procuratore speciale e deve essere coordinata con l’attività dell’Ufficio di esecuzione penale esterna.
Occorre normalmente allegare il programma di trattamento oppure la richiesta presentata all’UEPE per la sua elaborazione, secondo le indicazioni dell’ufficio giudiziario competente. L’esito positivo della prova comporta l’estinzione del reato, mentre l’ammissione dipende dalla valutazione del giudice e dai presupposti previsti dalla legge.
Oblazione
L’oblazione può essere domandata con l’opposizione quando il decreto riguarda una contravvenzione per la quale ricorrono i requisiti degli articoli 162 o 162-bis del codice penale. Il pagamento della somma stabilita e delle spese determina l’estinzione del reato.
Non è disponibile per qualsiasi illecito e le condizioni cambiano in base alla pena prevista per la contravvenzione. Per impostare la richiesta può essere consultato il modello di istanza di oblazione per contravvenzioni.
Pagamento ridotto oppure opposizione
Il decreto deve avvisare che, entro quindici giorni dalla notificazione, il condannato può effettuare il pagamento della pena pecuniaria ridotta di un quinto, rinunciando all’opposizione. La scelta comporta l’accettazione del decreto e non deve essere confusa con il versamento eseguito dopo avere contestato la condanna.
Prima di pagare occorre verificare l’importo indicato nel provvedimento, le modalità operative del tribunale e gli effetti della rinuncia. Il pagamento può essere conveniente in alcuni casi, ma impedisce di ottenere il giudizio richiesto con l’opposizione.
Il decreto non opposto non comporta il pagamento delle spese del procedimento né l’applicazione di pene accessorie. Se la pena viene pagata e non vengono commessi reati della stessa indole nel periodo previsto, possono inoltre prodursi gli effetti estintivi indicati dall’articolo 460 c.p.p.
Richiesta di lavoro di pubblica utilità senza opposizione
Quando il decreto applica una pena pecuniaria in sostituzione di una pena detentiva, l’imputato può chiedere, entro quindici giorni dalla notificazione, che la pena detentiva venga sostituita con il lavoro di pubblica utilità previsto dalla legge n. 689 del 1981. La richiesta può essere presentata senza proporre opposizione.
L’istanza viene formulata personalmente o tramite procuratore speciale. L’imputato può chiedere un termine fino a sessanta giorni per depositare la dichiarazione di disponibilità dell’ente e il programma predisposto dall’UEPE.
Questa possibilità riguarda una situazione diversa dalla messa alla prova e dai lavori di pubblica utilità previsti da specifiche disposizioni, come quelle relative ad alcuni reati stradali. Il contenuto del decreto deve essere esaminato prima di scegliere lo strumento.
Cosa succede dopo l’opposizione
Nel giudizio conseguente all’opposizione, il giudice revoca il decreto penale. Il procedimento prosegue secondo il rito richiesto e ammesso oppure, in mancanza di una richiesta alternativa, con il giudizio immediato.
L’opposizione non assicura il mantenimento della pena indicata nel decreto. L’articolo 464 del codice di procedura penale stabilisce che il giudice può applicare una pena diversa e più grave e revocare i benefici già concessi.
La decisione deve quindi essere preceduta da una valutazione comparativa. Occorre considerare le prove, le possibili cause di proscioglimento, i benefici riconosciuti, gli effetti del decreto non opposto, la pena che potrebbe essere applicata in giudizio e l’eventuale disponibilità di riti alternativi.
Dove e come depositare l’opposizione
L’articolo 461 del codice di procedura penale individua come ufficio principale la cancelleria del giudice per le indagini preliminari che ha emesso il decreto. L’opponente che si trovi in un altro luogo può utilizzare anche la cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trova, secondo le forme applicabili.
Nel 2026 il difensore deve controllare le regole del processo penale telematico e le indicazioni dell’ufficio competente. Il deposito degli atti da parte degli avvocati viene normalmente eseguito attraverso il Portale deposito atti penali, mentre PEC e deposito analogico restano utilizzabili nei casi previsti dalla disciplina transitoria, dalle deroghe o dalle procedure di emergenza.
Le modalità operative non sono ricavabili da un fac simile nazionale. È necessario verificare la sezione dedicata ai depositi del tribunale che ha emesso il decreto. A titolo informativo, il Tribunale di Milano indica il Portale dei servizi telematici per i depositi dell’Ufficio decreti penali.
Chi presenta personalmente la dichiarazione deve portare il decreto ricevuto, un documento di identità e gli eventuali atti richiesti dalla cancelleria. La copia depositata e la ricevuta rilasciata dall’ufficio devono essere conservate.
Documenti da allegare
- copia del decreto penale di condanna;
- documentazione relativa alla data della notificazione;
- nomina del difensore, se non già acquisita al fascicolo;
- procura speciale per la richiesta del rito riservato all’imputato;
- documenti richiamati nella sintesi delle ragioni difensive;
- richiesta o programma UEPE per la messa alla prova;
- documenti necessari per l’eventuale oblazione;
- proposta concordata o atti relativi alla richiesta di applicazione della pena;
- indicazione delle prove richieste nel giudizio abbreviato condizionato;
- ricevuta del deposito telematico o attestazione della cancelleria.
Non tutti gli allegati sono necessari in ogni opposizione. Devono essere uniti soltanto quelli coerenti con il rito e con le richieste effettivamente formulate.
Opposizione presentata fuori termine
L’opposizione depositata dopo la scadenza viene dichiarata inammissibile e il giudice ordina l’esecuzione del decreto. Contro l’ordinanza di inammissibilità è previsto il ricorso per cassazione, ma tale rimedio non consente di correggere una semplice dimenticanza o una scelta tardiva.
L’imputato che non abbia avuto tempestiva ed effettiva conoscenza del decreto può valutare la restituzione nel termine prevista dall’articolo 175 c.p.p. Non si tratta di una proroga automatica: occorre presentare una richiesta specifica e dimostrare le condizioni previste dalla legge.
La mera dichiarazione di non avere letto la notificazione o di non avere compreso le conseguenze del decreto non garantisce l’accoglimento. La regolarità della notifica, il domicilio dichiarato e le circostanze che hanno impedito la conoscenza devono essere esaminati sulla base degli atti.
Errori da evitare
- calcolare il termine dalla data del decreto invece che dalla notificazione;
- depositare l’opposizione oltre i quindici giorni;
- omettere numero, data o giudice che ha emesso il decreto;
- confondere il decreto penale con una sanzione amministrativa;
- presentare l’opposizione senza avere verificato gli atti del fascicolo;
- richiedere più riti tra loro incompatibili senza indicare un ordine principale e subordinato ammissibile;
- chiedere il giudizio abbreviato condizionato senza descrivere l’integrazione probatoria;
- far formulare al difensore una scelta personale dell’imputato senza procura speciale;
- confondere la messa alla prova con il lavoro di pubblica utilità richiesto senza opposizione;
- ritenere che la pena non possa aumentare dopo l’opposizione;
- inviare l’atto a un indirizzo PEC generico senza verificare il canale autorizzato;
- omettere la prova del deposito o le ricevute del sistema telematico;
- conservare nel modello tutte le alternative invece di lasciare soltanto quella scelta;
- inserire fatti, testimoni o documenti che non appartengono al procedimento concreto.
Fac simile opposizione a decreto penale di condanna
Il modello contiene più alternative processuali. Prima del deposito deve esserne mantenuta soltanto una, insieme alle eventuali richieste subordinate valutate dal difensore.
AL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
PRESSO IL TRIBUNALE DI [TRIBUNALE]
Procedimento penale n. [NUMERO] R.G.N.R.
Procedimento n. [NUMERO] R.G. GIP
Decreto penale di condanna n. [NUMERO]
OPPOSIZIONE A DECRETO PENALE DI CONDANNA
AI SENSI DELL’ARTICOLO 461 C.P.P.
Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME DELL’IMPUTATO], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente in [INDIRIZZO], imputato/a nel procedimento indicato in epigrafe,
[OPPURE, SE L’ATTO È PRESENTATO DAL DIFENSORE]
l’Avv. [NOME E COGNOME], codice fiscale [CODICE FISCALE], del Foro di [FORO], con studio in [INDIRIZZO], PEC [PEC], difensore [DI FIDUCIA O D’UFFICIO] di [NOME E COGNOME DELL’IMPUTATO], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE],
PREMESSO CHE
in data [DATA DEL DECRETO] il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di [TRIBUNALE], [NOME DEL GIUDICE], ha emesso il decreto penale di condanna n. [NUMERO];
il decreto è stato notificato all’imputato in data [DATA DELLA NOTIFICAZIONE];
con il decreto è stata applicata la pena di [DESCRIZIONE DELLA PENA] in relazione al reato previsto da [DISPOSIZIONI CONTESTATE], per il fatto descritto come segue:
[SINTESI DEL CAPO DI IMPUTAZIONE RIPORTATO NEL DECRETO];
il presente atto viene depositato nel termine previsto dall’articolo 461 c.p.p.;
DICHIARA
di proporre opposizione avverso il decreto penale di condanna n. [NUMERO], emesso in data [DATA] dal Giudice [NOME E COGNOME] del Tribunale di [TRIBUNALE].
SCELTA DEL PROCEDIMENTO
[MANTENERE SOLTANTO L’ALTERNATIVA SCELTA]
ALTERNATIVA A: GIUDIZIO IMMEDIATO
L’opponente chiede che si proceda con giudizio immediato e che il processo venga celebrato davanti al giudice competente.
ALTERNATIVA B: GIUDIZIO ABBREVIATO
L’imputato, personalmente o tramite il difensore munito di procura speciale, chiede che il procedimento venga definito con giudizio abbreviato ai sensi degli articoli 438 e seguenti c.p.p.
ALTERNATIVA C: GIUDIZIO ABBREVIATO CONDIZIONATO
L’imputato, personalmente o tramite il difensore munito di procura speciale, chiede che il procedimento venga definito con giudizio abbreviato, subordinatamente alla seguente integrazione probatoria:
[DESCRIZIONE PRECISA DELLA PROVA O DELL’ATTIVITÀ RICHIESTA].
L’integrazione è necessaria ai fini della decisione per le seguenti ragioni:
[SPIEGAZIONE DELLA RILEVANZA DELLA PROVA].
La richiesta è compatibile con le finalità di economia processuale del rito per le seguenti ragioni:
[MOTIVAZIONE].
ALTERNATIVA D: APPLICAZIONE DELLA PENA
L’imputato, personalmente o tramite il difensore munito di procura speciale, chiede l’applicazione della pena ai sensi dell’articolo 444 c.p.p. nei seguenti termini:
[DESCRIZIONE DELLA QUALIFICAZIONE GIURIDICA, DELLA PENA BASE, DELLE CIRCOSTANZE, DELLE RIDUZIONI E DELLA PENA FINALE PROPOSTA].
[INDICARE L’EVENTUALE CONSENSO DEL PUBBLICO MINISTERO O LA RICHIESTA DI FISSAZIONE DELL’UDIENZA].
ALTERNATIVA E: SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA
L’imputato, personalmente o tramite il difensore munito di procura speciale, chiede la sospensione del procedimento con messa alla prova ai sensi degli articoli 464-bis e seguenti c.p.p.
A tale fine allega:
[PROGRAMMA DI TRATTAMENTO O RICHIESTA PRESENTATA ALL’UEPE CON ATTESTAZIONE DI RICEZIONE].
L’imputato dichiara quanto segue in merito alle condotte riparatorie, alle restituzioni, al risarcimento e al lavoro di pubblica utilità:
[DESCRIZIONE].
ALTERNATIVA F: OBLAZIONE
L’imputato chiede di essere ammesso all’oblazione ai sensi dell’articolo [162 O 162-BIS] del codice penale, ricorrendone i presupposti per le seguenti ragioni:
[DESCRIZIONE DELLA CONTRAVVENZIONE E DEI PRESUPPOSTI DELLA RICHIESTA].
EVENTUALE SINTESI DELLE RAGIONI DIFENSIVE
[DESCRIZIONE DEGLI ERRORI, DELLE CIRCOSTANZE, DEI DOCUMENTI O DEGLI ELEMENTI CHE LA DIFESA RITIENE RILEVANTI].
ALLEGATI
1. copia del decreto penale di condanna;
2. documentazione relativa alla notificazione;
3. nomina del difensore, se necessaria;
4. procura speciale per la richiesta di [RITO];
5. [PROGRAMMA O RICHIESTA UEPE];
6. [DOCUMENTI RELATIVI ALL’OBLAZIONE];
7. [ALTRI DOCUMENTI].
[LUOGO], [DATA]
[FIRMA DELL’IMPUTATO O DEL DIFENSORE]
PROCURA SPECIALE PER LA RICHIESTA DEL RITO
Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], imputato/a nel procedimento n. [NUMERO], conferisce all’Avv. [NOME E COGNOME] procura speciale affinché richieda, nell’interesse del sottoscritto, [INDICARE CON PRECISIONE IL GIUDIZIO ABBREVIATO, L’APPLICAZIONE DELLA PENA, LA MESSA ALLA PROVA O ALTRA FACOLTÀ PERSONALE], con le richieste strettamente connesse e conseguenti.
[LUOGO], [DATA]
[FIRMA DELL’IMPUTATO]
È autentica
[FIRMA DEL DIFENSORE]
Scarica il modello Word dell’opposizione a decreto penale di condanna
Il file Word contiene la struttura dell’opposizione, i dati del decreto, la dichiarazione dell’imputato o del difensore e le sezioni alternative per il giudizio immediato, il giudizio abbreviato, il patteggiamento, la messa alla prova e l’oblazione. Comprende inoltre un modello essenziale di procura speciale.
Prima del deposito occorre sostituire tutti i segnaposto, eliminare le alternative non scelte e controllare il termine, il canale telematico o la cancelleria competente. Il file non sostituisce la verifica degli atti e la valutazione difensiva richiesta dal procedimento penale.
Domande frequenti sull’opposizione al decreto penale
Il termine è di quindici giorni lavorativi?
No. Il termine è espresso in giorni e non coincide con quindici giorni lavorativi. Nel calcolo si esclude il giorno della notificazione e si considerano i giorni successivi. Se l’ultimo giorno è festivo, la scadenza viene prorogata al primo giorno non festivo. È comunque necessario verificare le date riportate nelle notificazioni e le regole processuali applicabili.
Posso presentare opposizione senza avvocato?
L’imputato può presentare personalmente la dichiarazione di opposizione. Il processo conseguente richiede però l’assistenza di un difensore, e alcune richieste devono essere formulate personalmente o tramite un avvocato munito di procura speciale. Depositare il modulo senza avere scelto consapevolmente il rito può impedire di utilizzare in seguito un’alternativa più favorevole.
Devo spiegare nell’atto perché sono innocente?
Per la semplice opposizione non è obbligatorio sviluppare tutti i motivi difensivi. Devono però essere indicati correttamente gli estremi, la data e il giudice che ha emesso il decreto. Se si richiede un rito condizionato, la messa alla prova, l’oblazione o un’altra decisione specifica, l’atto deve contenere le informazioni e gli allegati necessari per quella richiesta.
Dopo l’opposizione la pena può aumentare?
Sì. Il giudice del processo non è vincolato alla pena applicata con il decreto e può irrogare una pena diversa e più grave, oltre a revocare i benefici già concessi. L’opposizione deve quindi essere valutata confrontando le prove disponibili, gli effetti del decreto non opposto, i possibili riti alternativi e il risultato che potrebbe derivare dal giudizio.
Cosa posso fare se sono già trascorsi quindici giorni?
L’opposizione tardiva viene normalmente dichiarata inammissibile. Se l’imputato non ha avuto tempestiva ed effettiva conoscenza del decreto, può valutare una richiesta di restituzione nel termine ai sensi dell’articolo 175 c.p.p. Il rimedio non è automatico e richiede la dimostrazione delle circostanze che hanno impedito di conoscere il provvedimento o di agire tempestivamente.