In questa pagina è disponibile un fac simile di liberatoria per utilizzo logo in formato Doc, modificabile con Microsoft Word o con altri programmi compatibili. Il modello può essere utilizzato da imprese, associazioni, professionisti e altri titolari di un logo per autorizzarne un uso circoscritto, per esempio in occasione di un evento, su materiale promozionale, in una presentazione, su un sito o nell’ambito di una collaborazione.
Il fac simile può essere consultato prima del download e deve essere completato con i dati del titolare e dell’utilizzatore, la versione del logo, la finalità, i canali consentiti, il periodo di utilizzo e le eventuali regole grafiche. Dopo il download trovi indicazioni per distinguere una semplice autorizzazione gratuita da una licenza di marchio più articolata e per evitare clausole generiche su revoca, modifiche del logo e privacy.
A cosa serve la liberatoria per utilizzo logo
Il termine “liberatoria” viene spesso utilizzato nella pratica, ma il documento svolge soprattutto la funzione di autorizzazione all’uso del logo. Serve a stabilire chi può riprodurre il segno, per quale finalità, su quali materiali, per quanto tempo e con quali limiti, riducendo le ambiguità che possono nascere da un consenso dato soltanto verbalmente o tramite uno scambio informale di messaggi.
Se il logo è anche un marchio registrato, il Codice della proprietà industriale riconosce al titolare il diritto esclusivo sul marchio e disciplina anche la possibilità di concederne l’uso a terzi. Il fac simile non presume però che ogni logo sia registrato: gli estremi della registrazione devono essere inseriti soltanto se esistono realmente.
Prima di rilasciare l’autorizzazione, il concedente deve verificare di essere effettivamente titolare dei diritti necessari o comunque legittimato a permettere l’uso del logo. Questo aspetto è particolarmente rilevante se il segno è stato realizzato da un soggetto esterno, appartiene a un’altra società o viene già utilizzato in forza di un precedente contratto di licenza.
Fac simile liberatoria utilizzo logo
Il modello seguente è predisposto per un’autorizzazione gratuita, limitata e non esclusiva. I campi e le alternative devono essere adattati al caso concreto, eliminando prima della firma tutte le opzioni non utilizzate.
AUTORIZZAZIONE ALL’UTILIZZO DEL LOGO
PARTI
CONCEDENTE
[DENOMINAZIONE O NOME DEL TITOLARE DEI DIRITTI], codice fiscale/partita IVA [CODICE], con sede/residenza in [INDIRIZZO], in persona di [NOME E COGNOME], nella qualità di [RUOLO], di seguito “Concedente”.
UTILIZZATORE
[DENOMINAZIONE O NOME UTILIZZATORE], codice fiscale/partita IVA [CODICE], con sede/residenza in [INDIRIZZO], in persona di [NOME E COGNOME], nella qualità di [RUOLO, SE PERTINENTE], di seguito “Utilizzatore”.
PREMESSE
Il Concedente dichiara di essere titolare dei diritti sul logo descritto come [DESCRIZIONE DEL LOGO] oppure di essere legittimato a concederne l’uso nei limiti della presente autorizzazione.
Il Logo è identificato dalla versione grafica allegata al presente documento come Allegato A. Eventuali estremi di registrazione del marchio, se esistenti e pertinenti: [NUMERO, UFFICIO, DATA, CLASSI O “NON INDICATI”].
L’Utilizzatore ha richiesto di poter riprodurre il Logo per [FINALITÀ SPECIFICA DELL’UTILIZZO].
Le premesse costituiscono parte integrante della presente autorizzazione.
1. OGGETTO DELL’AUTORIZZAZIONE
Il Concedente autorizza l’Utilizzatore, a titolo gratuito, a utilizzare il Logo in forma non esclusiva, non trasferibile e non sublicenziabile, esclusivamente per la finalità e nei limiti indicati nel presente documento.
L’autorizzazione non comporta cessione della titolarità del Logo, del marchio o di altri diritti di proprietà industriale o intellettuale ad esso riferibili.
2. UTILIZZI CONSENTITI
Il Logo potrà essere utilizzato esclusivamente nei seguenti materiali o canali: [SITO WEB / PAGINA EVENTO / BROCHURE / LOCANDINA / PRESENTAZIONE / SOCIAL / ALTRO].
Finalità autorizzata: [DESCRIZIONE PRECISA].
Ambito territoriale, se rilevante: [TERRITORIO / NON APPLICABILE].
Periodo autorizzato: dal [DATA INIZIO] al [DATA FINE].
Versione del Logo autorizzata: [VERSIONE, FORMATO, COLORE O RIFERIMENTO AL FILE CONSEGNATO].
3. MODALITÀ DI RIPRODUZIONE
L’Utilizzatore si impegna a riprodurre il Logo senza alterarne proporzioni, colori, elementi grafici o composizione, salvo adattamenti espressamente approvati per iscritto dal Concedente.
Devono essere rispettate le eventuali linee guida grafiche o di brand consegnate dal Concedente e richiamate come [ALLEGATO B / DOCUMENTO DI RIFERIMENTO / NON PRESENTI].
Il Logo non potrà essere incorporato nel nome, nel marchio, nel dominio, nell’account social o in altri segni distintivi dell’Utilizzatore, né utilizzato in modo da far presumere rapporti societari, affiliazioni, sponsorizzazioni o approvazioni diversi da quelli effettivamente esistenti.
4. APPROVAZIONE DEI MATERIALI
[MANTENERE UNA SOLA OPZIONE: PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE O DISTRIBUZIONE, L’UTILIZZATORE INVIERÀ AL CONCEDENTE UNA BOZZA DEI MATERIALI PER APPROVAZIONE SCRITTA / NON È RICHIESTA APPROVAZIONE PREVENTIVA, PURCHÉ L’UTILIZZO RISPETTI LE CONDIZIONI DEL PRESENTE DOCUMENTO E LE EVENTUALI LINEE GUIDA CONSEGNATE].
Recapito per l’eventuale approvazione: [EMAIL O ALTRO RECAPITO].
5. DIVIETI
È vietato utilizzare il Logo per finalità, prodotti, servizi, campagne o iniziative diversi da quelli autorizzati.
È inoltre vietato cedere a terzi la presente autorizzazione, concedere sublicenze, distribuire i file originali del Logo per usi autonomi di terzi o depositare domande di registrazione aventi ad oggetto il Logo o segni che lo incorporino, salvo specifico accordo scritto.
6. DURATA, CESSAZIONE E RIMOZIONE
Alla scadenza del periodo autorizzato l’Utilizzatore cesserà ogni nuovo utilizzo del Logo.
In caso di utilizzo difforme dalle condizioni concordate, il Concedente potrà richiedere per iscritto la cessazione dell’uso e la rimozione o correzione dei materiali non conformi entro [NUMERO] giorni, salvo i casi che richiedano un intervento immediato.
Eventuale facoltà di revoca per ragioni diverse dall’inadempimento: [INDICARE PREAVVISO E CONDIZIONI / NON PREVISTA].
Per i materiali cartacei già prodotti o distribuiti alla data di cessazione si applicano le seguenti istruzioni: [RITIRO / ESAURIMENTO ENTRO DATA / NESSUN NUOVO UTILIZZO / ALTRO].
7. ASSENZA DI TRASFERIMENTO E USI ULTERIORI
Ogni uso non espressamente autorizzato resta escluso. Eventuali estensioni della durata, dei canali, dei territori o delle finalità dovranno essere concordate per iscritto prima del relativo utilizzo.
Se le Parti intendono disciplinare un uso continuativo, esclusivo, remunerato o collegato alla commercializzazione di prodotti o servizi contraddistinti dal marchio, dovranno definire separatamente le relative condizioni contrattuali.
8. COMUNICAZIONI
Le comunicazioni relative alla presente autorizzazione saranno inviate ai seguenti recapiti:
Concedente: [EMAIL / PEC / INDIRIZZO]
Utilizzatore: [EMAIL / PEC / INDIRIZZO]
9. ALLEGATI
Allegato A: [RIPRODUZIONE DEL LOGO O RIFERIMENTO AL FILE DIGITALE].
Allegato B, se presente: [LINEE GUIDA GRAFICHE / BRAND GUIDELINES / ALTRO].
SOTTOSCRIZIONI
[LUOGO], [DATA]
IL CONCEDENTE
[NOME E COGNOME / DENOMINAZIONE]
[FIRMA]
PER PRESA VISIONE E ACCETTAZIONE DELLE CONDIZIONI DI UTILIZZO
[NOME E COGNOME / DENOMINAZIONE UTILIZZATORE]
[FIRMA]
Scarica il modello Word della liberatoria utilizzo logo
Il file disponibile è in formato Doc e contiene un modello modificabile dell’autorizzazione. Prima dell’utilizzo devono essere inseriti i dati delle parti, la descrizione o il riferimento grafico del logo, gli eventuali estremi di registrazione realmente esistenti, la finalità, i supporti consentiti, la durata e le regole applicabili alla riproduzione.
Il modello è pensato per una concessione gratuita e circoscritta. Non sostituisce un contratto di licenza strutturato quando l’uso del marchio è continuativo, esclusivo, remunerato o assume un ruolo centrale nella commercializzazione di prodotti o servizi.
Come compilare la liberatoria per l’uso del logo
Il primo dato da verificare non è il nome del rappresentante che firma, ma il soggetto che ha effettivamente il potere di autorizzare l’uso del segno. Nel campo “Concedente” deve quindi essere indicato il titolare dei diritti oppure chi dispone contrattualmente del potere di concedere quella specifica utilizzazione.
- identificare in modo preciso concedente e utilizzatore;
- allegare o richiamare la versione esatta del logo autorizzato;
- inserire gli estremi di registrazione soltanto se verificati;
- descrivere la finalità concreta dell’utilizzo;
- indicare siti, social, stampati, eventi o altri supporti ammessi;
- stabilire una data iniziale e una data finale;
- specificare se è richiesta l’approvazione preventiva dei materiali;
- allegare eventuali linee guida grafiche;
- definire cosa accade ai materiali alla scadenza o alla cessazione dell’autorizzazione.
È preferibile allegare una riproduzione del logo o indicare esattamente il nome del file digitale consegnato. In questo modo l’autorizzazione non può essere interpretata come riferita anche a varianti, simboli, logotipi precedenti o versioni grafiche che il titolare non intende concedere.
Come definire gli utilizzi consentiti
Una formula come “autorizzo l’utilizzo del logo per l’evento” lascia aperte numerose questioni. Il destinatario potrebbe non sapere se può pubblicarlo anche sul proprio sito, inserirlo nei social, stamparlo su gadget, modificarne il colore oppure conservarlo online dopo la fine dell’evento.
Il modello separa quindi finalità, supporti, territorio e durata. Per una manifestazione può essere sufficiente autorizzare sito dell’evento, locandine e post promozionali dal giorno di concessione fino a una data successiva alla manifestazione. Se invece il logo deve comparire su prodotti, packaging, campagne commerciali continuative o servizi offerti dall’utilizzatore, è opportuno valutare una disciplina più completa.
Le linee guida del marchio possono stabilire dimensioni minime, area di rispetto, colori ammessi, sfondi, proporzioni e versioni utilizzabili. Se esistono, è preferibile richiamarle espressamente nell’autorizzazione anziché limitarsi a vietare genericamente le modifiche.
Quando serve un contratto di licenza marchio
Una semplice liberatoria è adatta soprattutto a un utilizzo gratuito, circoscritto e non esclusivo. Se il soggetto autorizzato deve usare stabilmente il marchio per contraddistinguere prodotti o servizi, se versa un corrispettivo, se ottiene un’esclusiva territoriale oppure se sono previsti controlli di qualità e obblighi commerciali articolati, è più appropriato un contratto di licenza marchio.
La distinzione è utile anche per evitare di inserire in una liberatoria di una pagina condizioni che appartengono a un vero rapporto di licensing, come royalties, minimi garantiti, rendicontazioni, vendite minime, audit, esclusiva per determinati prodotti o procedure strutturate di controllo qualitativo.
Se più imprese devono utilizzare stabilmente lo stesso segno sulla base di un rapporto organizzato tra loro, può essere utile confrontare anche il fac simile di contratto di co-utilizzo del marchio.
Durata, revoca e cessazione dell’utilizzo
Il testo precedente attribuiva all’azienda una facoltà di revoca in qualsiasi momento e “a suo insindacabile giudizio”. Una previsione così ampia può risultare poco chiara, soprattutto se l’utilizzatore ha già sostenuto costi per stampare materiali o organizzare una campagna sulla base dell’autorizzazione ricevuta.
Nel nuovo modello la cessazione viene gestita in modo più concreto. Le parti possono stabilire una scadenza certa, prevedere cosa accade in caso di utilizzo difforme e decidere se il concedente possa revocare l’autorizzazione anche in assenza di violazioni, indicando in tal caso preavviso e condizioni.
Per il materiale digitale è possibile prevedere la rimozione entro un numero definito di giorni. Per brochure, cataloghi o altri stampati già prodotti può invece essere necessario decidere se devono essere ritirati, distrutti, esauriti entro una certa data oppure semplicemente non ristampati.
Serve una clausola privacy nella liberatoria?
Non è corretto inserire automaticamente una frase con cui le parti “autorizzano il trattamento dei dati ai sensi del GDPR”. Il Garante per la protezione dei dati personali ricorda che ogni trattamento deve basarsi su una delle condizioni di liceità previste dal Regolamento e che il consenso è soltanto una delle possibili basi giuridiche.
Per questo il fac simile non contiene una generica autorizzazione privacy. Se una delle parti deve fornire un’informativa ai sensi degli articoli 13 o 14 del GDPR o svolge trattamenti ulteriori che richiedono il consenso, tali aspetti devono essere gestiti separatamente e in modo coerente con la finalità effettiva del trattamento.
Errori da evitare nell’autorizzazione all’uso del logo
- indicare come titolare un soggetto che non dispone del diritto di concedere l’uso del logo;
- scrivere che il logo è un marchio registrato senza verificarne gli estremi;
- autorizzare genericamente “qualsiasi utilizzo” senza specificare finalità e supporti;
- non distinguere l’uso del logo dall’utilizzo come marchio su prodotti o servizi;
- consentire modifiche grafiche senza indicare limiti o approvazioni;
- non stabilire una durata o una modalità di cessazione;
- vietare la sublicenza ma consentire contemporaneamente la distribuzione libera dei file originali;
- prevedere una revoca totalmente indeterminata senza disciplinare le conseguenze sui materiali già prodotti;
- inserire automaticamente un consenso privacy non collegato alla base giuridica effettiva del trattamento.
Domande frequenti sulla liberatoria utilizzo logo
Chi deve firmare la liberatoria per l’utilizzo del logo?
La firma principale è quella del soggetto che dispone del potere di autorizzare l’uso del logo, direttamente o tramite il proprio rappresentante. La firma dell’utilizzatore è particolarmente utile quando il documento contiene obblighi e limiti da rispettare, perché consente di documentarne l’accettazione. Per una semplice autorizzazione unilaterale la struttura può essere più essenziale.
Il modello può essere utilizzato se il logo non è registrato come marchio?
Sì, il fac simile può descrivere anche un logo per il quale non vengono indicati estremi di registrazione, purché il concedente sia effettivamente legittimato ad autorizzarne l’uso. Non bisogna però trasformare il documento in una dichiarazione falsa di registrazione: se il numero o l’ufficio di registrazione non esistono, il relativo campo deve essere indicato come non applicabile oppure eliminato.
L’utilizzatore può cambiare colori o proporzioni del logo?
Solo se l’autorizzazione lo consente. Il modello prevede come regola base la riproduzione senza alterazioni e permette di autorizzare separatamente eventuali adattamenti. Se esiste un manuale di identità visiva, è preferibile allegarlo o richiamarlo, così da stabilire con precisione quali versioni, colori, dimensioni e combinazioni grafiche possono essere utilizzati.
Quando la liberatoria non è sufficiente?
Il fac simile diventa troppo semplice quando l’uso è stabile, remunerato, esclusivo, territoriale o direttamente collegato alla vendita di prodotti e servizi con il marchio. In questi casi è preferibile un contratto di licenza che disciplini durata, corrispettivo, territorio, prodotti o servizi, standard qualitativi, controlli, eventuale sublicenza e conseguenze della cessazione del rapporto.
È necessario inserire il consenso al trattamento dei dati personali?
No, non come formula automatica. Il trattamento dei dati contenuti nel documento deve fondarsi sulla base giuridica appropriata prevista dal GDPR. Se il consenso non è la base corretta, inserirlo nella liberatoria può creare confusione. Eventuali informative privacy o richieste di consenso necessarie per trattamenti ulteriori devono essere predisposte separatamente e riferite alle reali finalità perseguite.