In questa pagina è disponibile un fac simile di lettera per richiedere una fattura non pervenuta, scaricabile nel formato Word indicato come Doc. Il modello può essere utilizzato da imprese, professionisti e privati per segnalare a un fornitore che la fattura attesa per un acquisto o una prestazione non è stata ricevuta e per chiedere una verifica dell’emissione e del recapito.
Il fac simile è visualizzabile direttamente nella pagina e prevede campi per i dati delle parti, il riferimento all’ordine o alla prestazione, l’importo, la data e i dati di fatturazione. Dopo il download trovi le indicazioni per distinguere una fattura già emessa ma non recapitata da una fattura non ancora emessa, oltre ai controlli utili per la fatturazione elettronica.
Quando utilizzare la lettera per fattura non pervenuta
La lettera è adatta quando il cliente si aspettava una fattura, perché prevista per l’operazione o perché richiesta nei tempi corretti, ma il documento non risulta ricevuto. Serve soprattutto a identificare con precisione l’acquisto o la prestazione e a chiedere al fornitore di verificare se la fattura sia stata emessa, trasmessa e correttamente recapitata.
Se la fattura è già stata emessa, è preferibile chiedere numero e data del documento, la verifica del recapito e, se utile, una copia leggibile, senza domandare una seconda emissione. Se invece non risulta emessa e sussiste l’obbligo di fatturazione, la richiesta può sollecitarne l’emissione e la trasmissione.
Per alcune operazioni di commercio al minuto e attività assimilate, la fattura non è obbligatoria se il cliente non la richiede non oltre il momento di effettuazione dell’operazione. In questi casi una richiesta inviata successivamente non deve essere presentata come fonte automatica di un obbligo di emissione. Il modello è invece appropriato se la fattura era stata tempestivamente richiesta ma non è arrivata.
Fac simile lettera richiesta fattura non pervenuta
Completa il modello con i dati reali dell’operazione e conserva una sola tra le due formulazioni alternative, in base al fatto che la fattura risulti già emessa oppure non ancora emessa.
MITTENTE
[NOME E COGNOME / DENOMINAZIONE]
[INDIRIZZO / SEDE]
Codice fiscale: [CODICE FISCALE]
Partita IVA: [PARTITA IVA, SE PRESENTE]
PEC / Email: [PEC O EMAIL]
Codice destinatario: [CODICE DESTINATARIO, SE PERTINENTE]
DESTINATARIO
[DENOMINAZIONE DEL FORNITORE]
[INDIRIZZO / SEDE]
[PEC O EMAIL]
Alla cortese attenzione di [UFFICIO AMMINISTRAZIONE / FATTURAZIONE]
[LUOGO], [DATA]
Oggetto: richiesta fattura non pervenuta relativa a [ORDINE / ACQUISTO / PRESTAZIONE] del [DATA]
Spett.le [DENOMINAZIONE DEL FORNITORE],
con riferimento a [DESCRIZIONE DELL’ACQUISTO, DELLA FORNITURA O DELLA PRESTAZIONE], effettuato/a in data [DATA OPERAZIONE], segnaliamo che alla data odierna non risulta pervenuta la relativa fattura.
Per consentire una rapida verifica, riportiamo i principali dati dell’operazione:
Intestatario fattura: [NOME E COGNOME / DENOMINAZIONE]
Codice fiscale: [CODICE FISCALE]
Partita IVA: [PARTITA IVA, SE PRESENTE]
Indirizzo / sede: [INDIRIZZO]
Ordine / contratto / DDT / altro riferimento: [NUMERO E DATA, SE PRESENTE]
Data dell’operazione o della prestazione: [DATA]
Importo: euro [IMPORTO]
Pagamento: [DATA, MODALITÀ E RIFERIMENTO, SE GIÀ ESEGUITO]
Codice destinatario / PEC per fatturazione elettronica: [DATO, SE PERTINENTE]
MANTENERE UNA SOLA DELLE DUE FORMULAZIONI SEGUENTI.
A) SE LA FATTURA RISULTA GIÀ EMESSA
Qualora la fattura sia già stata emessa e trasmessa, chiediamo di verificarne lo stato di recapito e di comunicarci il numero e la data del documento. Se si tratta di fattura elettronica, chiediamo conferma dell’avvenuta trasmissione tramite Sistema di Interscambio (SdI) e, se disponibile, l’invio di una copia leggibile di cortesia ai recapiti indicati nella presente.
B) SE LA FATTURA NON RISULTA ANCORA EMESSA
Qualora la fattura non risulti ancora emessa e ne ricorrano i presupposti, chiediamo di provvedere alla sua emissione e trasmissione secondo le modalità applicabili, utilizzando i dati di fatturazione sopra riportati.
Vi chiediamo cortesemente di fornirci un riscontro entro [DATA RICHIESTA PER IL RISCONTRO]. Tale data costituisce un termine richiesto per la gestione amministrativa della pratica e non modifica gli eventuali termini previsti dalla normativa applicabile.
Restiamo a disposizione per integrare eventuali dati mancanti o fornire la documentazione necessaria per identificare l’operazione.
Cordiali saluti.
[NOME E COGNOME]
[RUOLO, SE PERTINENTE]
[FIRMA]
Allegati, se utili:
[COPIA ORDINE / CONTRATTO / DDT]
[PROVA DEL PAGAMENTO]
[ALTRO DOCUMENTO UTILE A IDENTIFICARE L’OPERAZIONE]
Scarica il modello Word della lettera richiesta fattura
Il file Word contiene il fac simile della richiesta e può essere modificato inserendo i dati del mittente e del fornitore, i riferimenti dell’operazione, l’importo e le informazioni necessarie a individuare la fattura. Prima dell’invio elimina i segnaposto e la formulazione alternativa che non corrisponde alla situazione reale.
Il modello è una comunicazione al fornitore e non sostituisce eventuali adempimenti fiscali che possono gravare sul cliente quando una fattura obbligatoria non viene emessa o risulta irregolare.
Quali dati inserire nella richiesta
Più l’operazione è identificata con precisione, più semplice sarà per il fornitore ricostruire la fatturazione. Inserisci solo i dati realmente disponibili e allega documenti di supporto quando aiutano a individuare l’acquisto o la prestazione.
- dati anagrafici o denominazione del cliente e del fornitore;
- codice fiscale e partita IVA, se pertinenti;
- data dell’acquisto, della consegna o della prestazione;
- numero di ordine, contratto, DDT o altro riferimento disponibile;
- descrizione sintetica dei beni o servizi e importo;
- data e riferimento del pagamento, se già effettuato;
- codice destinatario o PEC per la fatturazione elettronica, se pertinenti.
Fattura elettronica non ricevuta: cosa controllare
Se l’operazione è soggetta a fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio, la mancata ricezione di un’email o di un PDF non dimostra da sola che la fattura non sia stata emessa. Prima di chiedere una nuova emissione, verifica il gestionale utilizzato e, quando disponibile, l’area di consultazione dell’Agenzia delle Entrate o il canale telematico registrato per la ricezione.
Il fornitore può controllare le ricevute generate dal SdI e verificare l’esito del recapito. Per questo il fac simile chiede, se la fattura è già emessa, numero, data e conferma della trasmissione. Una copia PDF inviata per email può facilitare la lettura, ma nelle operazioni soggette a fattura elettronica non sostituisce il documento elettronico trasmesso tramite SdI.
Se la fattura non è stata emessa nei termini
In via generale, l’articolo 21 del DPR 633/1972 prevede che la fattura sia emessa entro dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione. Nei casi previsti per la fattura differita, relativa per esempio a cessioni documentate da DDT o a prestazioni individuabili mediante idonea documentazione effettuate nello stesso mese verso lo stesso soggetto, l’emissione può avvenire entro il giorno 15 del mese successivo. Regimi e operazioni particolari possono seguire regole diverse.
Per il cessionario o committente che acquista nell’esercizio di impresa, arte o professione, nel 2026 l’articolo 6, comma 8, del D.Lgs. 471/1997 prevede, in caso di fattura non emessa nei termini di legge o di fattura irregolare, una comunicazione all’Agenzia delle Entrate tramite gli strumenti messi a disposizione, entro novanta giorni dal termine in cui la fattura doveva essere emessa o da quando è stata emessa quella irregolare. La semplice lettera al fornitore non sostituisce questa comunicazione quando ne ricorrono i presupposti.
Come inviare la lettera e conservare la prova
Per una normale richiesta commerciale non è prevista una forma unica obbligatoria. Puoi utilizzare email, PEC o altra modalità concordata con il fornitore; se serve documentare con maggiore precisione l’invio e la ricezione, una PEC può essere più adatta di una semplice email. Conserva copia del messaggio, degli allegati e della risposta ricevuta, soprattutto se la richiesta riguarda una fattura necessaria per gli adempimenti contabili dell’attività.
Quando questo modello non è adatto
Il modello non è quello corretto se la fattura è arrivata ma contiene importi, aliquote, dati anagrafici o altre informazioni che ritieni errate: in quel caso serve una richiesta di correzione o una contestazione della fattura. Va inoltre valutata una procedura diversa per operazioni con regole IVA particolari, acquisti intracomunitari, operazioni con soggetti esteri o casi di inversione contabile.
Errori da evitare
- chiedere l’emissione di una nuova fattura senza verificare se quella originaria sia già stata trasmessa;
- confondere la copia PDF di cortesia con la fattura elettronica transitata attraverso il SdI;
- omettere ordine, data, importo o altri riferimenti utili a individuare l’operazione;
- indicare come termine di legge una scadenza scelta solo per ottenere un riscontro rapido;
- ritenere che il sollecito al fornitore sostituisca gli eventuali adempimenti fiscali del cliente professionale.
Domande frequenti sulla richiesta di una fattura non pervenuta
Posso chiedere una copia se la fattura risulta già emessa?
Sì. Se il fornitore conferma che la fattura è già stata emessa, chiedi numero e data del documento, verifica del recapito ed eventuale copia leggibile. Per una fattura elettronica soggetta a SdI, evita di chiedere una seconda emissione della stessa operazione: occorre prima verificare la corretta trasmissione del documento già emesso.
La lettera può essere inviata tramite email o PEC?
Sì. Per il semplice sollecito al fornitore non è normalmente richiesta una forma solenne. Una normale email può essere sufficiente nei rapporti correnti; la PEC è utile quando vuoi conservare una prova più strutturata dell’invio e della consegna. La modalità scelta per il sollecito non modifica, però, gli eventuali adempimenti fiscali previsti per una fattura omessa o irregolare.
Entro quanto tempo deve essere emessa la fattura?
Per la fattura immediata la regola generale è l’emissione entro dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione. La fattura differita, quando ricorrono le condizioni previste dall’articolo 21 del DPR 633/1972, può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo. Prima di usare queste scadenze occorre verificare che l’operazione non rientri in un regime con termini specifici.
Un’impresa o un professionista deve fare altro oltre a sollecitare il fornitore?
Può essere necessario. Se nell’esercizio dell’attività vengono acquistati beni o servizi senza che la fattura obbligatoria sia emessa nei termini, oppure viene ricevuta una fattura irregolare, la disciplina vigente prevede una comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro novanta giorni secondo le modalità messe a disposizione dall’amministrazione. Il sollecito al fornitore può essere utile, ma non sostituisce tale adempimento.
Posso chiedere dopo l’acquisto una fattura che non avevo richiesto al momento?
Non sempre. Per le operazioni di commercio al minuto e per alcune attività assimilate, l’articolo 22 del DPR 633/1972 prevede che l’emissione della fattura non sia obbligatoria se il cliente non la richiede non oltre il momento di effettuazione dell’operazione. Prima di inviare il modello come richiesta di emissione tardiva, verifica quindi quale disciplina si applica all’acquisto effettuato.