In questa pagina è disponibile un fac simile di lettera di risposta a contestazione disciplinare in formato Doc, modificabile con Word o con altri programmi compatibili. Il modello è destinato al lavoratore che vuole presentare al datore di lavoro le proprie giustificazioni dopo avere ricevuto una contestazione disciplinare.
Il fac simile può essere consultato prima del download e deve essere personalizzato riportando gli estremi della contestazione, la propria ricostruzione dei fatti, eventuali documenti utili e, se desiderato, la richiesta di essere sentiti personalmente. Dopo il modello sono spiegati il termine previsto dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori, il diritto di difesa e le modalità pratiche per inviare le controdeduzioni.
Quando utilizzare la risposta a una contestazione disciplinare
La lettera serve nella fase che segue la contestazione dell’addebito e precede l’eventuale applicazione di una sanzione. L’articolo 7 della Legge 300/1970 stabilisce che il datore di lavoro non può adottare un provvedimento disciplinare senza avere preventivamente contestato l’addebito e senza avere consentito al lavoratore di difendersi.
La risposta può essere utilizzata per negare i fatti, correggere una ricostruzione ritenuta inesatta, spiegare le circostanze in cui si è verificato l’episodio oppure indicare elementi che il datore non aveva considerato. È possibile anche riconoscere un determinato fatto senza accettare necessariamente la qualificazione o la gravità che gli viene attribuita nella contestazione.
Il modello riguarda principalmente il rapporto di lavoro privato regolato dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori. Nel pubblico impiego il procedimento disciplinare è soggetto anche a una disciplina specifica e il fac simile non deve essere utilizzato senza verificare le regole applicabili al rapporto.
Fac simile lettera di risposta a contestazione disciplinare
Il modello seguente offre diverse formule alternative. Prima dell’invio devono essere mantenute soltanto quelle corrispondenti alla posizione che il lavoratore intende effettivamente sostenere.
[NOME E COGNOME DEL LAVORATORE]
[INDIRIZZO]
[CODICE FISCALE, SE PERTINENTE]
[RECAPITO, SE UTILIZZATO]
[DENOMINAZIONE DEL DATORE DI LAVORO]
[SEDE]
Alla cortese attenzione di [UFFICIO O RESPONSABILE, SE INDICATO]
Oggetto: giustificazioni e controdeduzioni alla contestazione disciplinare del [DATA]
Con riferimento alla contestazione disciplinare datata [DATA CONTESTAZIONE] e da me ricevuta in data [DATA RICEZIONE], relativa a [BREVE INDICAZIONE DELL’ADDEBITO], presento le seguenti giustificazioni e controdeduzioni.
MANTENERE SOLTANTO LE FORMULE COERENTI CON IL CASO CONCRETO.
[OPZIONE A: CONTESTAZIONE DEI FATTI]
Non riconosco la ricostruzione contenuta nella Vostra comunicazione per le seguenti ragioni: [DESCRIZIONE PRECISA DELLA PROPRIA VERSIONE DEI FATTI].
[OPZIONE B: RICOSTRUZIONE PARZIALMENTE DIVERSA]
I fatti richiamati nella contestazione si sono verificati soltanto in parte secondo quanto indicato nella Vostra comunicazione. In particolare: [DESCRIZIONE DEGLI ELEMENTI CORRETTI E DI QUELLI CONTESTATI].
[OPZIONE C: CIRCOSTANZE GIUSTIFICATIVE O ATTENUANTI]
Con riferimento all’episodio contestato, ritengo necessario considerare le seguenti circostanze: [DESCRIZIONE DI ORDINI RICEVUTI, IMPREVISTI, ERRORI NON IMPUTABILI, CIRCOSTANZE ORGANIZZATIVE O ALTRI ELEMENTI PERTINENTI].
In particolare, la successione degli eventi è stata la seguente:
[DATA E ORA, SE RILEVANTI]: [DESCRIZIONE DEL PRIMO FATTO].
[DATA E ORA, SE RILEVANTI]: [DESCRIZIONE DEL SECONDO FATTO].
[DATA E ORA, SE RILEVANTI]: [EVENTUALE ULTERIORE CIRCOSTANZA].
A sostegno di quanto sopra richiamo i seguenti elementi: [DOCUMENTI, EMAIL, COMUNICAZIONI, ORDINI DI SERVIZIO, TURNI, REGISTRAZIONI CONSENTITE, NOMINATIVI DI PERSONE PRESENTI O ALTRI ELEMENTI PERTINENTI].
Per tali ragioni chiedo che le presenti giustificazioni siano valutate prima dell’adozione di qualsiasi eventuale provvedimento disciplinare e che, tenuto conto delle circostanze esposte, la contestazione venga [ARCHIVIATA / RIVALUTATA ALLA LUCE DELLE PRESENTI GIUSTIFICAZIONI].
[EVENTUALE RICHIESTA DI AUDIZIONE: Chiedo inoltre di essere sentito/a personalmente a mia difesa prima dell’adozione di qualsiasi eventuale provvedimento disciplinare.]
[EVENTUALE: In occasione dell’audizione intendo farmi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisco o conferisco mandato, ai sensi dell’articolo 7 della Legge 300/1970.]
[EVENTUALE: Allego alla presente i seguenti documenti: [ELENCO ALLEGATI].]
Resto pertanto in attesa delle determinazioni che saranno assunte dopo l’esame delle presenti difese e dell’eventuale audizione richiesta.
[LUOGO], [DATA]
[NOME E COGNOME DEL LAVORATORE]
[FIRMA]
Scarica il modello Word della risposta a contestazione disciplinare
Il file disponibile contiene il fac simile della lettera in formato Doc. Può essere personalizzato inserendo gli estremi della contestazione ricevuta, la ricostruzione del lavoratore, le circostanze rilevanti, gli eventuali allegati e la richiesta di audizione.
Prima dell’invio devono essere eliminate tutte le formule alternative che non corrispondono al caso concreto. Il modello non sostituisce la verifica del CCNL applicato, che può prevedere termini o modalità ulteriori per l’esercizio del diritto di difesa.
Entro quanto tempo rispondere alla contestazione disciplinare
L’art. 7 dello Statuto dei lavoratori stabilisce che i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione scritta del fatto. Questa disposizione viene spesso sintetizzata affermando che il lavoratore “ha cinque giorni per rispondere”, ma il testo della norma individua propriamente un periodo minimo durante il quale il datore non può applicare la sanzione.
Per stabilire entro quale data presentare concretamente le giustificazioni occorre quindi leggere la contestazione ricevuta e controllare il CCNL applicato, perché la disciplina collettiva può prevedere termini e procedure specifiche. Se la comunicazione assegna un termine, è prudente organizzare la difesa senza attendere l’ultimo momento.
I cinque giorni dell’art. 7 non vanno inoltre trasformati automaticamente in “cinque giorni lavorativi”. La norma parla semplicemente di cinque giorni; eventuali regole diverse devono derivare dalla disciplina collettiva o da quella specificamente applicabile al rapporto.
Come scrivere le giustificazioni del lavoratore
Una risposta efficace dovrebbe concentrarsi sugli addebiti effettivamente contenuti nella lettera ricevuta. Conviene affrontarli uno per uno, senza inserire questioni estranee che rendano meno chiara la ricostruzione.
Prima di compilare il modello è utile recuperare:
- la contestazione disciplinare ricevuta e la prova della data di consegna;
- turni, ordini di servizio e comunicazioni aziendali pertinenti;
- email, messaggi o documenti direttamente collegati ai fatti;
- eventuali richieste o segnalazioni inviate prima dell’episodio;
- documenti che consentano di verificare date, orari e circostanze;
- il CCNL applicato e, se pertinente, il codice disciplinare aziendale.
Se un fatto non è avvenuto come descritto dal datore, conviene indicare quale parte viene contestata e fornire una ricostruzione alternativa. Se invece l’episodio è sostanzialmente avvenuto, la risposta può concentrarsi sulle circostanze che ne spiegano il contesto o incidono sulla valutazione della gravità.
Si può chiedere di essere sentiti personalmente
L’art. 7 riconosce al lavoratore il diritto di essere sentito a propria difesa prima dell’adozione del provvedimento disciplinare. La richiesta di audizione può quindi essere inserita nelle controdeduzioni quando il lavoratore ritiene che un colloquio sia utile per spiegare fatti che risultano difficili da rappresentare soltanto per iscritto.
Durante la difesa il lavoratore può farsi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o alla quale conferisce mandato. Se si intende utilizzare questa possibilità, è utile comunicarlo nella richiesta di audizione in modo da organizzare correttamente l’incontro.
La risposta scritta e l’audizione non hanno necessariamente la stessa funzione. La prima consente di fissare per iscritto la propria versione e allegare documenti; l’audizione consente invece di fornire ulteriori chiarimenti. Il fac simile permette per questo di presentare le controdeduzioni e, contemporaneamente, chiedere di essere ascoltati.
Come inviare la risposta al datore di lavoro
L’art. 7 non prescrive per le giustificazioni scritte una specifica modalità universale di invio. Sul piano pratico conviene però utilizzare un mezzo che consenta di dimostrare contenuto e data della consegna, soprattutto quando il rispetto dei termini potrebbe diventare oggetto di discussione.
La lettera può essere consegnata a mano chiedendo una copia datata e firmata per ricevuta oppure trasmessa con un sistema che documenti invio e ricezione, se disponibile e appropriato. È utile conservare anche una copia completa degli allegati.
Cosa succede dopo le controdeduzioni
Dopo avere ricevuto le difese e svolto l’eventuale audizione, il datore valuta se archiviare la contestazione oppure applicare un provvedimento disciplinare. La risposta del lavoratore non produce quindi automaticamente l’annullamento dell’addebito, ma entra nel procedimento e deve essere considerata prima della decisione.
Se viene applicata una sanzione e il lavoratore intende contestarla, la fase è diversa da quella trattata in questa pagina. Su EsempioDoc è disponibile il fac simile di ricorso per impugnazione della sanzione disciplinare.
Se invece il procedimento conduce a un licenziamento disciplinare, occorre valutare il provvedimento ricevuto e la relativa causale. È disponibile anche il modello di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, utile per comprendere la struttura dell’eventuale atto conclusivo del datore.
Errori da evitare nella risposta alla contestazione
- ignorare il termine indicato nella contestazione o previsto dal CCNL;
- limitarsi a scrivere che l’addebito è “ingiusto” senza spiegare perché;
- ammettere fatti non corrispondenti alla propria ricostruzione soltanto per utilizzare una formula del fac simile;
- aggiungere accuse o questioni estranee agli addebiti ricevuti;
- omettere date, circostanze o documenti che possono chiarire l’accaduto;
- chiedere un’audizione senza esprimere chiaramente la richiesta;
- dare per scontato che il termine dell’art. 7 sia sempre formulato dal CCNL nello stesso modo;
- confondere le controdeduzioni preventive con l’impugnazione di una sanzione già applicata;
- inviare l’unica copia disponibile senza conservare prova del contenuto e della consegna.
Domande frequenti sulla risposta a contestazione disciplinare
Il lavoratore è obbligato a rispondere per iscritto?
L’art. 7 tutela il diritto di difesa del lavoratore, ma non stabilisce che le difese debbano in ogni caso assumere la forma di una lettera scritta. Una risposta scritta è però utile per documentare la propria ricostruzione, richiamare gli allegati e conservare prova delle osservazioni presentate. Occorre inoltre controllare eventuali modalità previste dal CCNL applicato.
Il lavoratore ha sempre cinque giorni per rispondere?
L’art. 7 stabilisce che una sanzione più grave del rimprovero verbale non può essere applicata prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione scritta. Non formula quindi semplicemente un termine universale di cinque giorni entro il quale ogni lavoratore deve obbligatoriamente presentare una lettera. La contestazione ricevuta e il CCNL devono essere verificati per individuare il termine concretamente applicabile.
Si può rispondere e chiedere anche un colloquio?
Sì. Il lavoratore può presentare le proprie controdeduzioni per iscritto e chiedere contemporaneamente di essere sentito a propria difesa. Nel modello è prevista una formula facoltativa specifica. Durante l’esercizio della difesa l’art. 7 consente inoltre al lavoratore di farsi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.
La firma sulla risposta deve essere autenticata?
Per una normale lettera di giustificazioni nell’ambito del procedimento disciplinare privato non deriva dall’art. 7 un obbligo generale di autenticazione della firma. È invece utile che la comunicazione sia chiaramente riconducibile al lavoratore e che sia possibile documentarne la consegna. Regole particolari possono derivare dal CCNL o da discipline specifiche applicabili al rapporto.
Cosa fare se la sanzione è già stata applicata?
Se il datore ha già concluso il procedimento e ha comunicato una sanzione, non si è più nella sola fase delle giustificazioni preventive. Occorre valutare il provvedimento ricevuto e gli strumenti disponibili per contestarlo, tenendo conto del tipo di sanzione, della procedura seguita e delle regole applicabili. In questo caso può servire un modello di impugnazione anziché la semplice risposta alla contestazione.