La comunicazione permette di identificare l’ordine interessato, precisare quali articoli non saranno prodotti, indicare lo stato delle lavorazioni già avviate e proporre una soluzione per la parte residua della fornitura. Può trattarsi della consegna delle quantità già disponibili, della sostituzione con un prodotto equivalente, della modifica dell’ordine oppure dello storno degli importi riferiti ai beni non consegnabili.
Le istruzioni spiegano anche la differenza tra ordine non ancora accettato e contratto già concluso, quando una sospensione può essere considerata temporanea, quali effetti può avere un’impossibilità parziale e perché una scelta aziendale di eliminare un prodotto dal catalogo non consente sempre di cancellare unilateralmente gli impegni già assunti.
Che cos’è la comunicazione di annullamento della produzione
La lettera di comunicazione di annullamento della produzione informa il cliente che un prodotto ordinato non verrà più realizzato oppure che la produzione è stata sospesa per un determinato periodo. L’espressione “annullamento della produzione” non identifica uno specifico istituto giuridico e dovrebbe essere sostituita nel testo con una descrizione più precisa della situazione.
Se l’interruzione è definitiva, è preferibile parlare di cessazione della produzione, eliminazione del modello dalla gamma o prodotto fuori produzione. Se l’impresa prevede di riprendere le lavorazioni, la comunicazione dovrebbe indicare una sospensione temporanea e, quando possibile, una data stimata per il riavvio.
La lettera può avere una funzione puramente informativa oppure contenere una proposta di modifica dell’ordine. Non produce automaticamente lo scioglimento del contratto o la cancellazione delle righe interessate, soprattutto quando il fornitore aveva già accettato l’ordine.
Quando utilizzare questa lettera
Il modello è utile quando il produttore decide di eliminare un articolo dal proprio catalogo, cessa una linea produttiva o non dispone più di componenti necessari alla realizzazione. Può essere utilizzato anche in caso di fermo temporaneo dello stabilimento, indisponibilità di materie prime, perdita di una certificazione necessaria oppure impossibilità tecnica di completare una determinata variante.
La comunicazione può riguardare l’intero ordine o soltanto alcune righe. In questo secondo caso il fornitore dovrebbe confermare espressamente quali prodotti restano disponibili, in quali quantità e secondo quale nuova data di consegna.
Quando la produzione prosegue ma il fornitore può consegnare soltanto una parte della quantità richiesta, può risultare più specifica la lettera di esecuzione parziale dell’ordine. Se invece l’ordine non è mai stato accettato, è più appropriato utilizzare il modello di rifiuto di un ordine di prodotti.
Quando questo fac simile non è adatto
Il modello non è destinato all’acquirente che vuole cancellare un ordine già trasmesso al proprio fornitore. In quel caso occorre verificare se l’ordine sia ancora revocabile, se il contratto sia già concluso e quali costi siano maturati prima della richiesta di annullamento.
Non è adatto neppure alla comunicazione con cui un’impresa annuncia la chiusura definitiva dell’intera attività. La cessazione aziendale coinvolge tutti i rapporti commerciali e richiede una gestione più ampia di ordini, garanzie, assistenza, crediti, debiti e documentazione.
Una comunicazione diversa è necessaria quando il prodotto viene ritirato dal mercato per motivi di sicurezza o non conformità. In tali situazioni possono essere richieste procedure di ritiro, richiamo, informazione ai clienti e segnalazione alle autorità competenti, che non possono essere sostituite da una normale lettera commerciale.
Ordine non accettato e ordine già confermato
| Stato dell’ordine | Possibile comunicazione | Conseguenza da verificare |
|---|---|---|
| Richiesta ricevuta ma non ancora accettata | Rifiuto totale o accettazione limitata agli articoli disponibili | Verificare che non sia già intervenuta un’accettazione o l’avvio dell’esecuzione |
| Ordine accettato dal fornitore | Proposta di modifica, sostituzione o cancellazione parziale | Serve normalmente l’accordo del cliente, salvo diversa previsione contrattuale o legale |
| Contratto quadro con singoli ordini esecutivi | Comunicazione secondo la procedura prevista nell’accordo | Controllare preavvisi, prodotti sostitutivi e livelli minimi di fornitura |
| Produzione temporaneamente sospesa | Aggiornamento dei tempi e proposta di nuova consegna | Il cliente deve poter valutare se la nuova data soddisfa ancora il proprio interesse |
| Produzione cessata definitivamente | Proposta di annullamento delle righe non eseguibili e regolazione degli importi | Verificare responsabilità, restituzioni, danni e alternative disponibili |
Se il fornitore non ha ancora accettato l’ordine, può informare il cliente di non essere disponibile a produrre gli articoli richiesti. Deve però evitare formule ambigue se le trattative precedenti, il preventivo o l’inizio delle lavorazioni possono avere già determinato la conclusione del contratto.
Se l’ordine è stato confermato, il produttore ha assunto un impegno contrattuale. La comunicazione di cessazione della produzione non modifica da sola quantità, prezzi e tempi già concordati. Il fornitore può proporre una soluzione alternativa, ma dovrebbe ottenere una conferma scritta del cliente prima di considerare modificato l’ordine.
La cessazione della produzione consente di annullare un ordine?
La scelta di non produrre più un articolo non consente automaticamente di cancellare un ordine già accettato. Il fornitore deve verificare il contratto, le condizioni generali, le clausole sulla disponibilità dei prodotti e le cause che hanno determinato l’interruzione.
L’articolo 1218 del Codice civile sulla responsabilità del debitore prevede che chi non esegue esattamente la prestazione dovuta sia tenuto al risarcimento, salvo che provi un’impossibilità derivante da una causa a lui non imputabile.
Una decisione interna basata su convenienza economica, riduzione dei margini o modifica della strategia commerciale non dimostra, da sola, che la prestazione sia diventata impossibile. Può quindi configurarsi un inadempimento, a meno che il contratto attribuisca al produttore una facoltà specifica oppure il cliente accetti la modifica proposta.
Sospensione temporanea e impossibilità definitiva
La comunicazione deve chiarire se la produzione è sospesa oppure cessata definitivamente. Nel primo caso il produttore dovrebbe indicare la causa, la data prevista per la ripresa e la nuova programmazione della consegna. Nel secondo deve specificare che l’articolo non sarà più realizzato e proporre la regolazione della parte dell’ordine non eseguibile.
L’articolo 1256 del Codice civile distingue tra impossibilità definitiva e impossibilità temporanea. L’obbligazione si estingue quando la prestazione diventa impossibile per una causa non imputabile al debitore. Se l’impossibilità è temporanea, il debitore non risponde del ritardo finché essa perdura, nei limiti stabiliti dalla norma.
Non ogni difficoltà produttiva costituisce impossibilità. Un aumento dei costi, la necessità di cambiare fornitore o una temporanea scarsità di componenti devono essere valutati in concreto. La lettera dovrebbe descrivere i fatti senza utilizzare automaticamente espressioni come “forza maggiore” o “impossibilità sopravvenuta”.
Se la data di ripresa non è ancora conoscibile, è preferibile indicare quando verrà fornito il prossimo aggiornamento. Promettere una consegna non verificata può aggravare il ritardo e rendere meno affidabile la proposta rivolta al cliente.
Cosa succede se soltanto una parte dell’ordine non può essere eseguita
La cessazione di una singola linea produttiva può lasciare eseguibili le altre parti dell’ordine. Il fornitore deve quindi separare gli articoli disponibili da quelli non più realizzabili, evitando di annullare l’intera fornitura senza verificare l’interesse del cliente.
L’articolo 1464 del Codice civile sull’impossibilità parziale riconosce all’altra parte una corrispondente riduzione della propria prestazione e la possibilità di recedere quando non abbia un interesse apprezzabile all’adempimento parziale.
Questa disciplina presuppone una vera impossibilità parziale e non una semplice decisione commerciale del produttore. Se il cliente aveva bisogno dell’intera quantità per una lavorazione coordinata, potrebbe non avere interesse a ricevere soltanto alcuni componenti. Il fornitore dovrebbe quindi chiedere una scelta espressa prima di spedire la parte disponibile.
Quando il cliente accetta la consegna parziale, le parti dovrebbero aggiornare quantità, prezzo, data di consegna, trasporto e fatturazione. La comunicazione di conferma deve essere conservata insieme all’ordine originario.
Prodotto fuori produzione e articolo sostitutivo
Il fornitore può proporre un modello sostitutivo quando il prodotto ordinato non viene più realizzato. La sostituzione non dovrebbe essere effettuata senza il consenso del cliente, salvo che il contratto consenta espressamente l’uso di articoli equivalenti e stabilisca criteri sufficientemente precisi.
La proposta deve permettere un confronto tra prodotto originario e alternativa. Non basta indicare che il nuovo modello è “simile” o “migliore”. Occorre riportare codice, caratteristiche tecniche, dimensioni, materiali, prestazioni, certificazioni, compatibilità, prezzo, garanzia e data di consegna.
| Dato | Prodotto ordinato | Prodotto proposto |
|---|---|---|
| Codice | Codice dell’articolo originario | Codice del modello alternativo |
| Caratteristiche | Specifiche approvate | Differenze tecniche e funzionali |
| Quantità | Quantità ordinata | Quantità disponibile |
| Prezzo | Prezzo concordato | Nuovo prezzo o conferma di quello originario |
| Consegna | Data iniziale | Nuova data proposta |
| Documentazione | Schede e certificazioni originarie | Schede e certificazioni del sostituto |
Il cliente deve poter accettare o rifiutare l’alternativa dopo avere esaminato le differenze. Il silenzio non dovrebbe essere presentato come accettazione automatica, salvo che tale effetto derivi validamente dagli accordi e dalla disciplina applicabile.
Quali dati inserire nella comunicazione
- dati completi del produttore o fornitore e del cliente;
- numero e data dell’ordine;
- data della conferma d’ordine, se presente;
- contratto quadro o preventivo di riferimento;
- codici e descrizioni dei prodotti interessati;
- quantità ordinate, realizzate, disponibili e non producibili;
- indicazione della sospensione temporanea o cessazione definitiva;
- data di efficacia dell’interruzione;
- descrizione concreta della causa;
- stato delle lavorazioni e dei materiali già acquistati;
- articoli dell’ordine che restano confermati;
- nuova data di consegna della parte residua;
- eventuale prodotto sostitutivo;
- variazione del prezzo e degli altri costi;
- trattamento degli acconti già ricevuti;
- soluzione proposta al cliente;
- termine e modalità per il riscontro;
- referente incaricato di gestire la modifica;
- elenco degli allegati.
Quando sono coinvolti molti articoli, è preferibile allegare una tabella. Per ogni riga possono essere riportati codice, quantità ordinata, quantità completata, quantità annullata, nuovo prezzo e proposta formulata.
Come descrivere la causa dell’interruzione
La causa deve essere descritta in modo corretto e proporzionato. Se il prodotto viene eliminato dal catalogo per una scelta strategica, la lettera dovrebbe dirlo senza presentare la decisione come un evento inevitabile. Se invece manca un componente non più reperibile, occorre indicare l’impatto effettivo sulla lavorazione.
Non è necessario comunicare segreti industriali, dati riservati o informazioni appartenenti ad altri fornitori. La spiegazione deve però consentire al cliente di capire se il problema è temporaneo, permanente oppure ancora in fase di verifica.
Formule generiche come “motivi tecnici” o “cause indipendenti dalla nostra volontà” possono risultare insufficienti quando il cliente deve valutare una modifica contrattuale. È preferibile indicare almeno la categoria del problema, la data in cui è emerso e le verifiche già effettuate.
La comunicazione non dovrebbe ammettere responsabilità non accertate né escluderle preventivamente. Può riservare la verifica degli effetti economici, mantenendo separata la descrizione dei fatti dalla valutazione giuridica.
Come gestire gli articoli già prodotti
Prima dell’invio occorre verificare se una parte della merce sia già stata completata, confezionata o messa a disposizione. Il cliente deve conoscere la quantità effettivamente disponibile e decidere se desidera riceverla anche senza il completamento dell’intero ordine.
Se i prodotti sono personalizzati, può essere difficile destinarli ad altri clienti. Il contratto può disciplinare materiali acquistati, semilavorati, attrezzature, stampi e costi già sostenuti. Tali voci non devono essere addebitate automaticamente se manca una clausola o un altro fondamento verificabile.
Quando il cliente accetta la quantità disponibile, il fornitore può inviare una comunicazione con la nuova data di spedizione. Documento di trasporto e fattura devono riportare le quantità realmente consegnate e gli eventuali riferimenti alla modifica concordata.
Acconti, rimborsi e note di credito
Se il cliente ha pagato un acconto riferito anche ai prodotti che non saranno realizzati, le parti devono determinare quale quota riguardi la parte non eseguibile. Il fornitore può proporre il rimborso, l’imputazione ad altri articoli oppure una compensazione su ordini successivi.
La compensazione con future forniture richiede un accordo chiaro. Non dovrebbe essere imposta al cliente quando questi ha diritto alla restituzione della somma riferita a prodotti non consegnati.
Se è stata già emessa una fattura per importi da ridurre o annullare, il fornitore deve valutare il documento fiscale appropriato. La lettera commerciale non sostituisce una nota di variazione e non modifica da sola i dati trasmessi attraverso il sistema di fatturazione elettronica.
Il testo può indicare importo da rimborsare, modalità proposta e termine previsto. Le coordinate bancarie dovrebbero essere richieste soltanto quando necessarie e tramite un canale verificato.
Effetti sulle parti dell’ordine ancora confermate
La comunicazione deve confermare espressamente se il resto dell’ordine rimane invariato. La formula “la restante parte sarà consegnata entro fine mese” è troppo generica quando non identifica articoli, quantità e data esatta.
Per ogni prodotto ancora disponibile occorre indicare la quantità confermata e la nuova data di consegna. Se la cessazione di una linea comporta ritardi anche per gli altri articoli, il cliente deve ricevere una programmazione aggiornata.
Devono essere controllati anche costi di trasporto, imballaggio e minimi d’ordine. La riduzione delle quantità potrebbe modificare le condizioni economiche originarie, ma tali variazioni non dovrebbero essere applicate unilateralmente senza una previsione contrattuale o l’accettazione del cliente.
Se la parte residua sarà spedita separatamente, è opportuno indicare chi sosterrà i costi aggiuntivi. Il cliente non dovrebbe essere gravato automaticamente di spese generate dall’indisponibilità del fornitore.
Garanzie e assistenza per i prodotti già venduti
La cessazione della produzione non elimina automaticamente gli obblighi relativi ai prodotti già consegnati. Garanzie, assistenza, ricambi e aggiornamenti continuano a essere regolati dalla legge, dal contratto e dalle dichiarazioni commerciali rilasciate al momento della vendita.
Se l’articolo fuori produzione richiede consumabili, componenti o manutenzione dedicata, la comunicazione può indicare per quanto tempo saranno disponibili e quali alternative sono previste. Non deve però promettere periodi di assistenza che l’impresa non è in grado di garantire.
Per i prodotti destinati a essere integrati in macchinari o impianti, il cliente dovrebbe essere informato anche delle conseguenze sulla compatibilità futura. Una modifica non concordata può incidere su certificazioni, collaudi, ricambi e continuità produttiva.
Ordini effettuati da consumatori
Quando il cliente è un consumatore, il professionista deve considerare le regole inderogabili del Codice del consumo. L’indisponibilità del prodotto non consente di trattenere somme relative a beni che non saranno consegnati né di imporre un articolo sostitutivo.
Se la consegna non avviene nel termine pattuito, il consumatore può assegnare un termine supplementare adeguato nei casi previsti e, se anche questo non viene rispettato, può risolvere il contratto e ottenere il rimborso. In alcune situazioni può risolvere senza concedere un termine ulteriore, per esempio quando la consegna entro una certa data era essenziale.
Il professionista dovrebbe comunicare tempestivamente l’indisponibilità, proporre le alternative e acquisire il consenso per qualsiasi sostituzione. Le condizioni generali non possono limitare i diritti riconosciuti al consumatore dalla disciplina applicabile.
Come chiedere la risposta del cliente
La lettera dovrebbe indicare chiaramente su quali punti è richiesta una decisione. Il cliente può essere invitato a scegliere tra consegna parziale, modello sostitutivo, nuova data di produzione o cancellazione delle righe non eseguibili.
È utile stabilire una data entro cui ricevere il riscontro, soprattutto quando la merce già prodotta occupa il magazzino o la disponibilità dell’alternativa è limitata. Salvo che derivi da un accordo, questo termine ha una funzione organizzativa e non modifica automaticamente il contratto.
In assenza di risposta, il fornitore non dovrebbe considerare approvata l’alternativa più conveniente per sé. Può inviare un sollecito, sospendere le attività che richiedono l’approvazione oppure adottare le misure previste dal contratto e dalla legge.
Come inviare la comunicazione
La modalità di invio deve essere verificata nel contratto, nella conferma d’ordine e nelle condizioni generali. Alcuni rapporti richiedono l’utilizzo di una PEC, di un portale fornitori o di un recapito specifico per le comunicazioni contrattuali.
Una normale email può essere adeguata per un aggiornamento operativo, soprattutto quando il cliente risponde confermando la soluzione. PEC e raccomandata con avviso di ricevimento sono preferibili quando occorre dimostrare contenuto e ricezione della proposta di modifica.
La comunicazione dovrebbe essere indirizzata sia al referente commerciale sia all’ufficio incaricato della gestione dell’ordine. È necessario evitare l’invio a persone estranee o a recapiti non più utilizzati.
Il mittente deve conservare la lettera, gli allegati, la prova dell’invio e la risposta del cliente. Se la modifica viene concordata telefonicamente, è opportuno riepilogarla per iscritto prima di procedere.
Chi deve firmare la lettera
La comunicazione può essere firmata dal titolare, dal legale rappresentante o da un responsabile autorizzato a modificare gli impegni commerciali dell’impresa. Il nominativo e la qualifica devono permettere al cliente di comprendere chi ha assunto la decisione e chi gestirà la pratica.
Un addetto commerciale può trasmettere informazioni operative, ma la cancellazione di una parte rilevante dell’ordine dovrebbe essere approvata secondo le procedure interne dell’impresa. La firma di un avvocato non è richiesta per una normale proposta di modifica.
L’assistenza professionale è opportuna quando il cliente rifiuta la soluzione, chiede il risarcimento, la fornitura ha un valore elevato oppure il produttore intende invocare impossibilità sopravvenuta, forza maggiore o clausole di esonero dalla responsabilità.
Documenti da allegare
- ordine del cliente;
- conferma d’ordine del fornitore;
- preventivo o contratto quadro;
- tabella degli articoli interessati;
- prospetto delle quantità già prodotte;
- nuovo programma delle consegne;
- scheda tecnica del prodotto sostitutivo;
- confronto tra articolo originario e alternativa;
- prospetto di prezzi, acconti e importi da regolare;
- eventuale documento che descrive la causa tecnica dell’interruzione;
- precedenti comunicazioni inviate al cliente.
Ogni allegato dovrebbe riportare titolo, data e versione. Se viene trasmessa una revisione dell’ordine, il documento precedente deve essere conservato ma chiaramente identificato come superato.
Errori da evitare
- confondere una sospensione temporanea con la cessazione definitiva della produzione;
- omettere numero e data dell’ordine interessato;
- non indicare codici, quantità e articoli esclusi dalla fornitura;
- dichiarare annullato unilateralmente un ordine già accettato senza verificarne il fondamento;
- definire forza maggiore una semplice scelta commerciale;
- promettere una nuova data di consegna non verificata;
- spedire un prodotto sostitutivo senza l’accettazione del cliente;
- considerare il silenzio come approvazione automatica della modifica;
- annullare l’intero ordine quando soltanto una parte non è eseguibile;
- ignorare l’interesse del cliente a ricevere una fornitura completa;
- trattenere acconti riferiti a prodotti non consegnati senza una base verificata;
- addebitare al cliente maggiori costi di spedizione causati dalla consegna parziale;
- omettere la gestione di materiali, stampi o semilavorati già acquistati;
- non aggiornare fatture e documenti di consegna;
- non conservare la prova dell’accordo raggiunto con il cliente.
Fac simile di lettera di comunicazione annullamento produzione
Il modello seguente deve essere adattato distinguendo tra sospensione temporanea, cessazione definitiva e proposta di modifica di un ordine già accettato.
MITTENTE
[DENOMINAZIONE DEL PRODUTTORE O FORNITORE]
[INDIRIZZO O SEDE]
[CODICE FISCALE O PARTITA IVA]
[PEC O EMAIL]
[TELEFONO]
DESTINATARIO
Spett.le [DENOMINAZIONE DEL CLIENTE]
[INDIRIZZO O SEDE]
[PEC O EMAIL]
[LUOGO], [DATA]
Oggetto: comunicazione di [SOSPENSIONE TEMPORANEA O CESSAZIONE DEFINITIVA] della produzione e proposta di modifica dell’ordine n. [NUMERO ORDINE]
Spett.le [DENOMINAZIONE DEL CLIENTE],
con riferimento al Vostro ordine n. [NUMERO ORDINE] del [DATA ORDINE], da noi [ACCETTATO O CONFERMATO] in data [DATA], relativo alla fornitura di [DESCRIZIONE GENERALE DELLA FORNITURA], comunichiamo quanto segue.
A decorrere dal [DATA] la produzione dei prodotti sotto indicati è stata [TEMPORANEAMENTE SOSPESA O DEFINITIVAMENTE CESSATA]:
Prodotto: [DESCRIZIONE PRODOTTO]
Codice articolo: [CODICE]
Quantità ordinata: [QUANTITÀ ORDINATA]
Quantità già prodotta: [QUANTITÀ PRODOTTA]
Quantità ancora da produrre: [QUANTITÀ RESIDUA]
La decisione o l’interruzione deriva da [DESCRIZIONE CONCRETA DELLA CAUSA].
In caso di sospensione temporanea:
La ripresa della produzione è attualmente prevista per il [DATA STIMATA]. La nuova data proposta per il completamento della fornitura è il [DATA]. Qualora tale previsione dovesse variare, forniremo un aggiornamento entro il [DATA].
In caso di cessazione definitiva:
Il prodotto non sarà inserito nei successivi programmi produttivi e non sarà pertanto possibile realizzare la quantità residua di [QUANTITÀ].
Alla data della presente risultano disponibili per la consegna i seguenti prodotti e quantitativi:
[ELENCO DEI PRODOTTI DISPONIBILI, CODICI E QUANTITÀ]
Le restanti righe dell’ordine non interessate dalla presente comunicazione rimangono [CONFERMATE O SOGGETTE ALLE MODIFICHE INDICATE DI SEGUITO]:
[ELENCO DEGLI ARTICOLI CONFERMATI]
Quantità: [QUANTITÀ]
Data di consegna: [DATA]
Modalità di spedizione: [MODALITÀ]
Per la parte dell’ordine che non potrà essere eseguita proponiamo una delle seguenti soluzioni, da concordare per iscritto:
1. consegna immediata delle quantità già prodotte e cancellazione della quantità residua;
2. sostituzione con il prodotto [CODICE E DESCRIZIONE], avente le caratteristiche indicate nella scheda allegata;
3. nuova programmazione della produzione con consegna entro il [DATA];
4. cancellazione delle righe interessate e regolazione degli importi corrispondenti;
5. [ALTRA SOLUZIONE PROPOSTA].
Il prodotto sostitutivo eventualmente proposto presenta le seguenti differenze rispetto a quello ordinato:
[DESCRIZIONE DELLE DIFFERENZE TECNICHE, FUNZIONALI, DIMENSIONALI O COMMERCIALI]
Il prezzo del prodotto sostitutivo è pari a [IMPORTO], rispetto al prezzo originario di [IMPORTO]. Gli eventuali costi di trasporto, imballaggio o adeguamento saranno regolati come segue: [CONDIZIONI PROPOSTE].
Situazione economica dell’ordine:
Importo complessivo originario: [IMPORTO]
Acconti già ricevuti: [IMPORTO]
Valore della parte confermata: [IMPORTO]
Valore della parte non eseguibile: [IMPORTO]
Importo da rimborsare, accreditare o compensare previo accordo: [IMPORTO]
Qualora venga concordata la cancellazione della parte non eseguibile, provvederemo a [RIMBORSO, EMISSIONE DEL DOCUMENTO DI VARIAZIONE O ALTRA REGOLAZIONE] entro [TERMINE O DATA], secondo le modalità che saranno confermate per iscritto.
La presente comunicazione non modifica automaticamente l’ordine già accettato. Vi chiediamo pertanto di indicarci entro il [DATA] quale soluzione intendete accettare, inviando il riscontro al seguente recapito: [PEC O EMAIL].
In mancanza di risposta entro il termine indicato, Vi contatteremo per definire la gestione delle quantità disponibili e delle righe non eseguibili, senza considerare automaticamente accettata una delle alternative proposte.
Per chiarimenti tecnici è possibile contattare [NOME E QUALIFICA] al recapito [RECAPITO]. Per gli aspetti amministrativi è possibile contattare [NOME E QUALIFICA] al recapito [RECAPITO].
Allegati:
[ELENCO ALLEGATI]
Ci scusiamo per il disagio e restiamo in attesa del Vostro riscontro.
Distinti saluti.
[NOME E QUALIFICA DEL FIRMATARIO]
[FIRMA]
Scarica il modello Word della comunicazione di annullamento produzione
Il file Word contiene il fac simile modificabile con gli spazi per i dati delle parti, i riferimenti dell’ordine, i prodotti fuori produzione, le quantità disponibili, la parte residua della fornitura, le alternative proposte e la regolazione degli acconti.
Prima dell’utilizzo devono essere eliminate le formule non pertinenti e specificato se l’interruzione è temporanea o definitiva. Il modello può essere modificato con i comuni programmi di videoscrittura e deve essere coordinato con ordine, conferma, contratto e documenti fiscali dell’operazione.
Domande frequenti
Un fornitore può annullare un ordine già confermato?
Non per il solo fatto di avere deciso di interrompere una linea produttiva. Se l’ordine è già stato accettato, il fornitore deve verificare contratto, cause dell’interruzione e clausole applicabili. Può proporre una modifica o una cancellazione parziale, ma normalmente deve ottenere l’accordo del cliente, salvo che ricorra una causa di impossibilità non imputabile o un’altra facoltà prevista dal contratto o dalla legge.
Un prodotto fuori produzione può essere sostituito automaticamente?
No, salvo che il contratto consenta espressamente la sostituzione con prodotti equivalenti e stabilisca criteri sufficientemente chiari. Il cliente deve ricevere le caratteristiche del nuovo articolo, le differenze, il prezzo e la data di consegna. Una modifica rilevante di dimensioni, prestazioni, materiali o compatibilità dovrebbe essere approvata per iscritto prima della spedizione.
La cessazione della produzione è sempre una causa di forza maggiore?
No. Una scelta strategica, una riduzione della redditività o la volontà di eliminare un modello dal catalogo non costituiscono automaticamente forza maggiore o impossibilità sopravvenuta. Occorre verificare la causa concreta e la sua imputabilità. La lettera dovrebbe descrivere i fatti senza utilizzare qualificazioni giuridiche non confermate.
Il cliente deve accettare la consegna parziale?
Non necessariamente. Se la parte mancante è essenziale per l’utilizzo dell’intera fornitura, il cliente potrebbe non avere interesse a ricevere soltanto alcuni prodotti. Il fornitore deve comunicare quantità disponibili, articoli mancanti e conseguenze economiche, chiedendo al cliente se intende accettare la consegna parziale, attendere oppure risolvere la parte interessata dell’ordine.
Cosa succede all’acconto relativo ai prodotti non consegnati?
La quota riferita alla parte non eseguita deve essere regolata in base al contratto e alla soluzione concordata. Può essere rimborsata, imputata a un prodotto sostitutivo oppure compensata con altre forniture, ma la compensazione futura non dovrebbe essere imposta unilateralmente. Se è già stata emessa una fattura, il fornitore deve valutare anche il documento fiscale necessario per la rettifica.