La dichiarazione di remissione del debito è l’atto con cui un creditore rinuncia, totalmente o parzialmente, a un credito vantato nei confronti del debitore. In questa pagina trovi un fac simile editabile in formato Word, una guida alla compilazione e le principali indicazioni da considerare prima di sottoscrivere e comunicare la dichiarazione.
Il modello deve essere adattato alla situazione concreta, indicando chiaramente il credito interessato, la sua origine, l’importo eventualmente rimesso e le somme che restano dovute. Quando la remissione riguarda rapporti d’impresa, finanziamenti, crediti di valore rilevante o situazioni con implicazioni fiscali e contabili, è opportuno richiedere la valutazione di un professionista.
Fac simile di dichiarazione di remissione del debito
Il seguente esempio può essere utilizzato come base per predisporre una dichiarazione di remissione totale o parziale del debito. Le parti tra parentesi quadre devono essere completate o modificate in base al rapporto esistente tra creditore e debitore.
DICHIARAZIONE DI REMISSIONE DEL DEBITO
Oggetto: remissione [totale/parziale] del debito derivante da [indicare il rapporto, il contratto, il prestito o le fatture]
Il/La sottoscritto/a [nome e cognome del creditore], nato/a a [luogo] il [data], residente in [indirizzo], codice fiscale [codice fiscale],
oppure, se il creditore è un’impresa:
la società [denominazione sociale], con sede legale in [indirizzo], codice fiscale e partita IVA [dati], iscritta al Registro delle Imprese di [luogo], rappresentata da [nome e cognome], in qualità di [carica],
PREMESSO CHE
il/la sottoscritto/a è creditore/creditrice nei confronti di [nome, cognome o denominazione del debitore], codice fiscale o partita IVA [dati], con sede o residenza in [indirizzo];
il credito deriva da [descrivere il rapporto da cui nasce il credito, per esempio contratto, prestito, fornitura di beni, prestazione professionale o fatture];
l’importo originario del credito è pari a euro [importo in cifre] ([importo in lettere]);
il credito è documentato da [indicare contratto, fatture, scrittura privata, riconoscimento di debito o altro documento];
[se necessario] alla data della presente dichiarazione risultano già corrisposti euro [importo], mentre il debito residuo ammonta a euro [importo];
DICHIARA
ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1236 del Codice Civile, di rimettere e rinunciare:
[selezionare l’alternativa applicabile]
alla totalità del credito sopra descritto, pari a euro [importo];
oppure
a una parte del credito sopra descritto, pari a euro [importo], corrispondente al [percentuale] per cento del credito residuo.
REMISSIONE TOTALE
In caso di remissione totale, il creditore dichiara che, a seguito della comunicazione della presente dichiarazione e fatto salvo quanto previsto dall’articolo 1236 del Codice Civile, l’obbligazione indicata deve considerarsi integralmente estinta.
La remissione comprende:
[selezionare o specificare]
il solo capitale;
il capitale e gli interessi maturati;
il capitale, gli interessi, le penali, le spese e ogni altro importo accessorio relativo al credito indicato.
Il creditore dichiara pertanto di non avere più nulla a pretendere dal debitore esclusivamente in relazione al credito identificato nella presente dichiarazione.
REMISSIONE PARZIALE
In caso di remissione parziale, a seguito della rinuncia all’importo di euro [importo rimesso], resta dovuta dal debitore la somma di euro [importo residuo].
L’importo residuo dovrà essere corrisposto entro il [data], mediante [bonifico bancario o altra modalità], sul seguente conto o secondo le seguenti istruzioni:
[modalità e coordinate di pagamento].
La presente remissione parziale riguarda esclusivamente l’importo espressamente indicato e non comporta la rinuncia ad altri crediti, diritti o pretese eventualmente derivanti da rapporti diversi.
EVENTUALI CONDIZIONI
[Utilizzare questa parte soltanto quando necessario.]
La remissione parziale è effettuata nel presupposto che l’importo residuo di euro [importo] venga pagato entro il [data].
In caso di mancato pagamento entro il termine indicato, si applicheranno le seguenti conseguenze:
[indicare con precisione gli effetti concordati, dopo avere richiesto una valutazione professionale].
COMUNICAZIONE AL DEBITORE
La presente dichiarazione viene comunicata al debitore mediante [PEC, raccomandata con avviso di ricevimento, consegna a mano con ricevuta o altra modalità tracciabile].
Resta ferma la facoltà del debitore di dichiarare, entro un congruo termine, di non volere profittare della remissione, secondo quanto previsto dall’articolo 1236 del Codice Civile.
DISPOSIZIONI FINALI
La presente dichiarazione riguarda esclusivamente il credito sopra identificato e non può essere interpretata come rinuncia generale a crediti diversi o a ulteriori diritti del creditore.
Eventuali modifiche alla presente dichiarazione dovranno risultare da atto scritto.
Luogo e data: [luogo], [data]
Il creditore
Firma: ______________________________
Ricevuta di consegna e presa visione del debitore
Il/La sottoscritto/a [nome del debitore] dichiara di avere ricevuto copia della presente dichiarazione in data [data].
La sottoscrizione della presente ricevuta attesta la consegna del documento e non costituisce, salvo espressa indicazione, riconoscimento di ulteriori obbligazioni.
Il debitore
Firma: ______________________________
Avvertenza: il fac simile ha carattere generale e deve essere adattato al caso concreto. La presenza di un corrispettivo, di condizioni, di reciproche rinunce o di un pagamento concordato può rendere necessario predisporre un accordo transattivo o un diverso atto bilaterale, anziché una semplice dichiarazione unilaterale di remissione.
Fac simile dichiarazione di remissione del debito da scaricare
Il modello di dichiarazione di remissione del debito è disponibile in formato Word e può essere aperto con Microsoft Word o con un altro programma compatibile. Prima di utilizzarlo è necessario sostituire tutte le indicazioni tra parentesi con i dati delle parti e le informazioni relative al credito.
Il documento può essere modificato per prevedere una remissione totale oppure parziale. Nel secondo caso devono essere indicati con precisione sia l’importo rinunciato sia il debito residuo, specificando l’eventuale termine e le modalità di pagamento.
Dopo la compilazione, il fac simile può essere salvato in formato PDF, firmato e trasmesso al debitore con una modalità che consenta di provare la data di ricezione.
Che cos’è la remissione del debito
La remissione del debito è uno dei modi di estinzione dell’obbligazione diversi dall’adempimento. Attraverso la remissione, il creditore manifesta la volontà di rinunciare al proprio diritto di ottenere dal debitore il pagamento di una somma o l’esecuzione di un’altra prestazione.
La disciplina principale è contenuta nell’articolo 1236 del Codice Civile. La norma stabilisce che la dichiarazione del creditore di rimettere il debito estingue l’obbligazione quando viene comunicata al debitore, salvo che quest’ultimo dichiari, entro un congruo termine, di non volerne profittare.
Il testo aggiornato del Codice Civile può essere consultato sul portale ufficiale Normattiva.
La remissione viene generalmente ricondotta a una dichiarazione unilaterale recettizia. Questo significa che è la volontà del creditore a dare origine all’atto, ma la dichiarazione deve essere portata a conoscenza del debitore affinché produca gli effetti previsti dalla legge.
Non è quindi indispensabile, in linea generale, stipulare un contratto sottoscritto da entrambe le parti. La firma del debitore può tuttavia essere utile per provare la ricezione del documento oppure per disciplinare aspetti ulteriori, come il pagamento di una parte residua, una scadenza o altre obbligazioni collegate.
Differenza tra remissione del debito e accordo transattivo
La remissione del debito non deve essere confusa con la transazione. Nella remissione il creditore rinuncia al credito senza che sia necessariamente prevista una controprestazione del debitore. Nella transazione, invece, le parti pongono fine a una controversia già iniziata o ne prevengono una possibile attraverso reciproche concessioni.
Quando il creditore rinuncia a una parte del credito in cambio del pagamento immediato del residuo, della rinuncia del debitore a una contestazione o dell’assunzione di un nuovo impegno, il rapporto potrebbe avere caratteristiche più vicine a un accordo transattivo o a un accordo di saldo e stralcio.
La distinzione è importante perché incide sul contenuto del documento, sulla necessità della firma di entrambe le parti e sulle conseguenze dell’eventuale mancato rispetto degli impegni assunti. Per questa ragione, nel caso di rinunce condizionate o collegate a reciproche concessioni, è opportuno non utilizzare automaticamente un semplice modello di remissione.
Quando utilizzare una dichiarazione di remissione del debito
La dichiarazione può essere utilizzata quando il creditore intende liberare il debitore da un’obbligazione pecuniaria o da un’altra prestazione determinata. Può riguardare, per esempio, un prestito tra privati, un finanziamento familiare, un credito commerciale, una fattura, un compenso professionale o una somma derivante da un contratto.
La remissione può essere presa in considerazione anche quando il recupero del credito appare economicamente poco conveniente rispetto alle spese e ai tempi necessari, oppure quando il creditore intende agevolare il debitore per ragioni personali, familiari o commerciali.
Nei rapporti tra imprese, la rinuncia può essere utilizzata nell’ambito della riorganizzazione di una posizione debitoria, della chiusura di rapporti commerciali o della gestione di crediti difficilmente recuperabili. In questi casi, tuttavia, non devono essere trascurati gli aspetti contabili, tributari e societari.
Occorre particolare cautela quando il debitore si trova in liquidazione, è coinvolto in una procedura concorsuale o presenta una situazione di insolvenza. La remissione potrebbe interferire con altri creditori, con le regole della procedura o con le responsabilità degli amministratori. In simili circostanze è consigliabile richiedere assistenza legale e contabile prima di sottoscrivere il documento.
Remissione totale e remissione parziale
La remissione è totale quando il creditore rinuncia all’intero credito e libera il debitore da ogni obbligo relativo allo specifico rapporto indicato nella dichiarazione.
È invece parziale quando la rinuncia riguarda soltanto una quota del credito. Se, per esempio, il debito residuo ammonta a 5.000 euro e il creditore decide di rimettere 2.000 euro, il documento deve precisare che la rinuncia riguarda esclusivamente tale somma e che il debitore resta obbligato al pagamento dei restanti 3.000 euro.
In presenza di una remissione parziale, è importante stabilire se la rinuncia riguarda il capitale, gli interessi, le penali, le spese di recupero o una combinazione di questi elementi. Una formulazione imprecisa potrebbe causare contestazioni sull’effettivo ammontare ancora dovuto.
Quando il creditore intende rinunciare soltanto a una parte della propria pretesa, dovrebbe evitare espressioni generiche come “nulla più a pretendere”, salvo che voglia effettivamente chiudere ogni questione relativa al rapporto indicato.
Come scrivere una dichiarazione di remissione del debito
La dichiarazione deve innanzitutto identificare il creditore e il debitore. Se una delle parti è una società, è opportuno indicare la denominazione, la sede, il codice fiscale, la partita IVA e il nome del soggetto che firma in qualità di legale rappresentante.
È poi necessario descrivere il credito in modo inequivocabile. Devono essere specificati il rapporto da cui deriva, l’importo originario, l’eventuale somma già pagata e il debito residuo. Se il credito deriva da fatture, è utile riportarne il numero, la data e l’importo. Se deriva da un contratto o da una scrittura privata, devono essere indicati la data e l’oggetto del documento.
La volontà di rimettere il debito deve risultare chiara. Il creditore deve dichiarare espressamente se la rinuncia è totale o parziale e indicare la somma interessata. Non dovrebbero essere utilizzate formule ambigue che possano essere interpretate come una semplice intenzione futura o come una temporanea sospensione della richiesta di pagamento.
Il documento dovrebbe precisare anche quali componenti del credito vengono meno. Oltre al capitale, possono essere interessati gli interessi maturati, le penali, le spese, gli accessori e le eventuali pretese collegate.
Se rimane un importo da pagare, devono essere indicati il suo ammontare, la scadenza e le modalità di versamento. Quando la rinuncia è subordinata al pagamento del residuo entro un determinato termine, la clausola deve essere predisposta con particolare attenzione, chiarendo quali conseguenze derivino dal mancato pagamento.
La remissione del debito deve essere scritta?
L’articolo 1236 del Codice Civile non prevede in via generale una forma solenne per la dichiarazione di remissione. Ciò non significa, però, che sia prudente affidarsi a un accordo verbale o a comportamenti difficili da interpretare.
La forma scritta consente di provare la volontà del creditore, il contenuto della rinuncia, il credito interessato e la data in cui la dichiarazione è stata comunicata. È particolarmente importante quando tra le parti esistono più rapporti economici o quando la remissione riguarda soltanto una parte del debito.
Il documento scritto tutela anche il debitore, che può dimostrare l’avvenuta estinzione totale o parziale dell’obbligazione, e il creditore, che può delimitare la rinuncia evitando che venga estesa a rapporti diversi.
Come comunicare la remissione al debitore
Poiché l’articolo 1236 collega l’effetto della remissione alla comunicazione al debitore, è opportuno utilizzare una modalità tracciabile. La dichiarazione può essere inviata tramite PEC, raccomandata con avviso di ricevimento oppure consegnata a mano facendo firmare una ricevuta.
In alternativa, il documento può essere firmato digitalmente e trasmesso con un sistema che consenta di dimostrare l’invio e la ricezione. Una semplice email può risultare meno sicura quando non è possibile provare con certezza la consegna o l’identità del mittente.
La firma del debitore per ricevuta non è necessariamente un’accettazione della remissione. Nel documento è quindi utile precisare se la sottoscrizione attesta soltanto la consegna oppure se le parti stanno anche concludendo un accordo più ampio.
Il debitore può rifiutare la remissione?
Il debitore può dichiarare, entro un congruo termine, di non volere profittare della remissione. Il Codice Civile non stabilisce un termine identico per ogni situazione: la sua congruità deve essere valutata in relazione alle circostanze concrete, alle modalità della comunicazione e alla natura del rapporto.
Il debitore potrebbe avere interesse a rifiutare il beneficio per ragioni fiscali, contabili, societarie o reputazionali, oppure perché contesta l’esistenza stessa del debito e non vuole che la remissione venga interpretata come una conferma indiretta dell’obbligazione.
Per questa ragione è preferibile evitare di inserire nel modello un termine arbitrario presentandolo come automaticamente valido in ogni caso. Le parti possono disciplinare con maggiore precisione le proprie comunicazioni, ma la formulazione deve essere adattata alla situazione effettiva.
Effetti fiscali e contabili
La remissione di un debito può produrre conseguenze fiscali e contabili sia per il creditore sia per il debitore. Nei rapporti d’impresa può incidere sulla rilevazione delle perdite su crediti, sulle sopravvenienze, sul bilancio, sull’IVA e sulla documentazione necessaria a dimostrare le ragioni economiche della rinuncia.
Le conseguenze non sono uguali in ogni situazione. Possono cambiare in base alla natura del credito, al rapporto tra le parti, all’eventuale qualità di socio del creditore, alla situazione del debitore e alla presenza di procedure concorsuali.
La rinuncia a un credito commerciale non comporta automaticamente il diritto di recuperare l’IVA attraverso una nota di variazione. Prima di procedere è quindi opportuno verificare le regole applicabili al caso concreto e consultare le indicazioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.
Quando la remissione riguarda imprese, società, finanziamenti dei soci o importi rilevanti, è consigliabile sottoporre il documento a un commercialista prima della firma e della registrazione contabile.
Errori da evitare
Uno degli errori più frequenti consiste nell’identificare il credito in modo generico. Indicare soltanto che il creditore rinuncia a “quanto dovuto” può essere rischioso quando tra le stesse parti esistono più fatture, prestiti o rapporti contrattuali.
Un altro errore consiste nell’utilizzare una dichiarazione di remissione quando le parti stanno in realtà concordando reciproche concessioni. Se il debitore deve effettuare un pagamento, rinunciare a una contestazione o assumere un nuovo obbligo in cambio della riduzione del debito, potrebbe essere necessario un accordo bilaterale più articolato.
Bisogna inoltre evitare di confondere la remissione con una semplice proroga del termine di pagamento. La proroga lascia esistente il credito e modifica soltanto la scadenza, mentre la remissione determina la rinuncia totale o parziale al diritto.
In caso di remissione parziale, non deve mancare l’indicazione dell’importo residuo. È inoltre opportuno precisare se il residuo comprende interessi e spese e quando deve essere pagato.
Infine, è sconsigliabile firmare il documento senza avere prima valutato gli effetti fiscali, contabili e societari, soprattutto quando il credito è iscritto nel bilancio di un’impresa o riguarda soggetti collegati.
Domande frequenti sulla remissione del debito
La remissione del debito deve essere accettata dal debitore?
La remissione deriva dalla dichiarazione del creditore comunicata al debitore. Non è richiesta, in via generale, una formale accettazione, ma il debitore può dichiarare entro un congruo termine di non volerne profittare. La firma del debitore può comunque essere utile come prova della ricezione o quando il documento contiene ulteriori accordi.
La remissione può riguardare solo una parte del debito?
Sì. Il creditore può rinunciare soltanto a una parte del proprio credito. In questo caso la dichiarazione deve indicare chiaramente la somma rimessa e l’importo che rimane dovuto, evitando formule che possano far pensare a una liberazione completa.
Per la remissione del debito serve il notaio?
In linea generale non è necessario un atto notarile. Possono tuttavia esistere situazioni nelle quali la natura del rapporto, la forma dell’atto originario, il valore economico o altri interessi coinvolti rendono opportuna una forma particolare o l’assistenza di un professionista.
La remissione cancella anche interessi e spese?
Dipende dal contenuto della dichiarazione. Per evitare dubbi, il documento deve precisare se la rinuncia riguarda soltanto il capitale oppure anche gli interessi, le penali, le spese e gli altri accessori.
La remissione del debito equivale a una quietanza?
No. La quietanza attesta che il debitore ha eseguito il pagamento o un’altra prestazione. La remissione, invece, estingue il credito perché il creditore vi rinuncia, anche in assenza del pagamento.
È possibile revocare una remissione già comunicata?
Una volta che la dichiarazione ha prodotto i suoi effetti, il creditore non dovrebbe presumere di poterla revocare unilateralmente. Prima di comunicare la remissione è quindi necessario verificare attentamente il contenuto e la reale intenzione di rinunciare al credito.