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In questa pagina è disponibile un fac simile di autocertificazione dello stato di famiglia storico, utilizzabile per dichiarare quali persone componevano la propria famiglia anagrafica a una determinata data del passato. Il modello può servire nei procedimenti amministrativi, nelle pratiche previdenziali, nelle richieste di benefici e negli altri casi in cui il destinatario ammetta una dichiarazione sostitutiva.
Il documento non ricostruisce automaticamente tutti i residenti presenti in un’abitazione e non costituisce un albero genealogico. Deve riportare le persone che, alla data indicata, risultavano inserite nella stessa famiglia anagrafica del dichiarante, sulla base di informazioni conosciute con certezza e verificabili presso gli archivi pubblici. La guida spiega la differenza tra autocertificazione e certificato storico comunale, quali dati inserire, come firmare e inviare il modulo e quando è preferibile rivolgersi all’Ufficio Anagrafe. Il fac simile va completato senza ricostruzioni approssimative o dati dei quali non si è sicuri.
Che cos’è l’autocertificazione dello stato di famiglia storico
L’autocertificazione dello stato di famiglia storico è una dichiarazione sostitutiva con cui una persona attesta, sotto la propria responsabilità, la composizione della propria famiglia anagrafica a una precisa data passata. Può indicare, per esempio, quali soggetti facevano parte della famiglia il 1° gennaio di un determinato anno oppure nel giorno in cui si è verificato un evento rilevante per una pratica.
Lo stato di famiglia rientra tra i dati che possono essere dichiarati ai sensi dell’articolo 46 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445. Diversi enti pubblici e Comuni mettono inoltre a disposizione modelli espressamente dedicati alla composizione storica della famiglia.
Il dichiarante non chiede al Comune di formare il documento, ma assume personalmente la responsabilità delle informazioni riportate. L’amministrazione o il soggetto destinatario può effettuare controlli presso l’Anagrafe competente.
Differenza tra stato di famiglia attuale e storico
Lo stato di famiglia attuale fotografa la composizione della famiglia anagrafica alla data in cui viene resa la dichiarazione o rilasciato il certificato. Lo stato di famiglia storico riguarda invece una situazione precedente e deve contenere una data di riferimento esatta.
| Documento o informazione | Cosa rappresenta | Periodo di riferimento |
|---|---|---|
| Stato di famiglia attuale | Persone che appartengono oggi alla stessa famiglia anagrafica | Situazione presente |
| Stato di famiglia storico a una data | Composizione della famiglia anagrafica in un giorno preciso del passato | Data indicata dal richiedente |
| Stato di famiglia storico per un periodo | Composizione e possibili variazioni della famiglia nell’intervallo richiesto | Da una data iniziale a una data finale |
| Stato di famiglia originario | Composizione della famiglia nel momento in cui la relativa scheda anagrafica fu costituita | Data di formazione della famiglia anagrafica |
| Certificato di residenza storico | Movimenti di residenza o indirizzo di una singola persona | Data o periodo richiesto |
Il fac simile presente nella pagina è predisposto per dichiarare la composizione a una data precisa. Se occorre rappresentare tutte le variazioni intervenute durante molti anni, una semplice autocertificazione può risultare inadeguata ed è preferibile richiedere una ricerca storica all’Anagrafe.
Che cosa si intende per famiglia anagrafica
La famiglia anagrafica è formata dalle persone coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso Comune, legate da matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi. Una famiglia anagrafica può essere composta anche da una sola persona.
Non tutte le persone che vivevano allo stesso numero civico appartenevano necessariamente allo stesso stato di famiglia. In un’abitazione potevano risultare registrate più famiglie anagrafiche separate, mentre persone non legate da parentela potevano appartenere alla stessa famiglia in presenza di un vincolo affettivo dichiarato.
Per compilare correttamente il modulo non basta quindi elencare chi occupava materialmente l’immobile. Occorre ricostruire chi risultava inserito nella medesima scheda di famiglia del dichiarante alla data richiesta.
Stato di famiglia e nucleo familiare ISEE non sono la stessa cosa
La famiglia anagrafica non coincide sempre con il nucleo familiare utilizzato per l’ISEE o per altre prestazioni sociali. Il nucleo ISEE viene determinato applicando regole specifiche che possono includere persone con residenze diverse oppure escludere soggetti presenti nello stesso stato di famiglia.
Il modello non deve quindi essere utilizzato per ricostruire autonomamente il nucleo ISEE storico. Se la pratica riguarda una prestazione sociale, occorre leggere le istruzioni dell’ente e verificare se sia richiesto lo stato di famiglia anagrafico, una Dichiarazione Sostitutiva Unica riferita a un determinato anno oppure un diverso documento.
Anche i concetti di famiglia fiscale, familiare a carico e nucleo convivente hanno finalità differenti. Nel modulo devono essere riportati soltanto i componenti della famiglia anagrafica, salvo che il destinatario chieda espressamente ulteriori informazioni con una dichiarazione separata.
Quando si può utilizzare l’autocertificazione storica
La dichiarazione può essere utilizzata quando il destinatario deve conoscere la composizione della famiglia anagrafica del dichiarante a una data passata e il dato è certificabile da un’amministrazione italiana. La persona che firma deve conoscere con certezza le informazioni e deve poter indicare un periodo sufficientemente preciso per consentirne la verifica.
Può essere richiesta, a seconda del procedimento, per pratiche previdenziali, assistenziali, scolastiche, amministrative, successorie o relative al riconoscimento di determinate condizioni familiari. L’utilizzo concreto dipende però dalle istruzioni dell’ente e dalla norma che regola la pratica.
Nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e con i gestori di pubblici servizi, i dati autocertificabili devono essere acquisiti d’ufficio oppure dichiarati dall’interessato. Dal 2020 la disciplina delle dichiarazioni sostitutive si applica anche ai rapporti con i privati, ferma la possibilità per questi ultimi di effettuare i controlli previsti dalla legge.
Quando è preferibile richiedere il certificato storico al Comune
L’autocertificazione non è la scelta più sicura quando il dichiarante non ricorda la composizione esatta, le date di ingresso o uscita dei componenti oppure l’esistenza di schede anagrafiche separate. Una dichiarazione approssimativa espone al rischio di riportare dati non corrispondenti agli archivi.
È preferibile chiedere il certificato quando occorre una ricostruzione ufficiale riferita a molti anni, a persone diverse dal dichiarante, a familiari deceduti o a periodi precedenti alla propria diretta conoscenza. Lo stesso vale quando il documento deve essere utilizzato all’estero oppure quando una disposizione speciale richiede un atto formato dall’ufficiale d’anagrafe.
I Comuni possono rilasciare certificati storici a una data, per un intervallo o riferiti alla formazione originaria della famiglia. La procedura può richiedere una motivazione e un interesse giuridicamente rilevante, soprattutto quando vengono richiesti dati storici relativi ad altre persone. Le differenze tra le tipologie sono illustrate, per esempio, nel servizio istituzionale per la richiesta dello stato di famiglia storico e originario.
Lo stato di famiglia storico si può scaricare da ANPR?
Il portale ANPR permette di visualizzare i propri dati e predisporre un’autocertificazione relativa alle informazioni disponibili. Consente inoltre di ottenere diversi certificati anagrafici attuali per sé o per un componente della propria famiglia.
I certificati storici non rientrano necessariamente tra quelli ottenibili con il normale servizio nazionale di certificazione online. Alcuni Comuni permettono di richiederli attraverso propri portali, mentre in altri casi occorre presentare una domanda all’Ufficio Anagrafe competente.
Prima di recarsi allo sportello è possibile consultare la sezione ufficiale dedicata all’autocertificazione tramite ANPR e verificare i servizi messi a disposizione dal Comune presso il quale erano registrati i dati storici.
Chi può firmare la dichiarazione
Il documento viene normalmente firmato dalla persona che dichiara la composizione della propria famiglia anagrafica a una data passata. Non è necessario che sia ancora residente nello stesso Comune o che oggi appartenga alla stessa famiglia.
Un componente maggiorenne può dichiarare lo stato di famiglia che lo riguardava, assumendosi la responsabilità dei dati relativi agli altri componenti indicati. Se il documento riguarda un minore o una persona rappresentata legalmente, la dichiarazione deve essere resa dal genitore, dal tutore o dal soggetto legittimato secondo la procedura interessata.
Non è opportuno utilizzare il modulo per attestare la famiglia storica di un estraneo sulla base di racconti, documenti informali o semplici rapporti di parentela. In questi casi deve essere valutata la richiesta di una certificazione ufficiale.
Quali dati deve contenere
La dichiarazione deve identificare il dichiarante e consentire al destinatario di controllare il dato presso il Comune competente. Deve inoltre stabilire senza ambiguità il giorno al quale si riferisce la composizione familiare.
- nome e cognome del dichiarante;
- luogo e data di nascita;
- codice fiscale;
- residenza attuale e recapito;
- Comune nel quale era registrata la famiglia storica;
- indirizzo della famiglia alla data dichiarata, se conosciuto;
- data esatta alla quale si riferisce la dichiarazione;
- nome e cognome di ogni componente;
- luogo e data di nascita dei componenti, se conosciuti con certezza;
- eventuale rapporto con il dichiarante, soltanto se richiesto;
- finalità o procedimento per cui viene resa la dichiarazione;
- luogo, data e firma;
- eventuale copia del documento di identità.
Non è necessario inserire informazioni non richieste, come professione, reddito, condizioni sanitarie o dati di contatto degli altri componenti. Il principio da seguire è quello di riportare soltanto quanto serve a identificare la famiglia e a soddisfare la richiesta del destinatario.
Come scegliere la data di riferimento
La data deve essere collegata alla finalità della pratica. Può coincidere con il giorno del decesso di un familiare, con la data di presentazione di una domanda, con l’inizio di un anno scolastico oppure con un altro evento indicato dall’amministrazione.
Espressioni come “nel 2018” o “durante la mia infanzia” sono troppo generiche se la composizione è cambiata nel corso del periodo. È preferibile indicare giorno, mese e anno oppure chiedere al destinatario quale data debba essere presa in considerazione.
Se occorre dichiarare una situazione rimasta invariata per un intervallo, il modulo può essere adattato indicando data iniziale e finale. Questa soluzione deve essere utilizzata soltanto quando il dichiarante è certo che non siano intervenute variazioni anagrafiche durante tutto il periodo.
Come compilare l’elenco dei componenti
Ogni persona deve essere inserita in una riga separata con generalità corrette. Devono essere inclusi anche il dichiarante e gli eventuali componenti che oggi non appartengono più alla famiglia, purché risultassero presenti alla data indicata.
Non devono essere aggiunti parenti che abitavano altrove o che appartenevano a un’altra famiglia anagrafica nello stesso immobile. Allo stesso modo, non devono essere esclusi componenti non legati da parentela se risultavano registrati nella medesima scheda di famiglia.
Il rapporto di parentela non costituisce sempre un’informazione presente nei certificati storici comunali. Nel fac simile viene quindi previsto come dato facoltativo, da compilare soltanto se richiesto dal procedimento e conosciuto direttamente.
Se non si conosce con certezza la data di nascita di un componente, non bisogna inserirne una presunta. È preferibile chiedere al destinatario se il dato possa essere omesso oppure richiedere la certificazione ufficiale.
Firma, documento di identità e autenticazione
La firma dell’autocertificazione non richiede autenticazione notarile o comunale. Il dichiarante può sottoscrivere il modulo in presenza dell’addetto oppure trasmetterlo già firmato secondo le modalità previste dal destinatario.
Quando il documento viene inviato per posta, email, PEC o consegnato da un’altra persona, viene normalmente allegata una copia non autenticata di un documento di identità valido. La copia può non essere necessaria quando la dichiarazione è firmata digitalmente, trasmessa attraverso un servizio con identificazione elettronica o sottoscritta davanti al dipendente incaricato.
Il destinatario può predisporre una procedura telematica specifica con SPID, CIE, CNS o firma elettronica. In tal caso devono essere seguite le istruzioni del servizio senza aggiungere formalità non richieste.
Come inviare l’autocertificazione
Il modulo può essere consegnato allo sportello, inviato per posta oppure trasmesso per via telematica quando il destinatario ammette tali modalità. È utile inserire nell’oggetto il nome del procedimento e gli eventuali numeri di pratica.
Con la PEC devono essere conservati messaggio, allegato e ricevute di accettazione e consegna. Con l’email ordinaria è opportuno conservare il messaggio inviato e l’eventuale conferma di ricezione, mentre con la consegna a mano si può chiedere il protocollo su una copia.
La dichiarazione non deve essere inviata genericamente all’Ufficio Anagrafe, salvo che il Comune l’abbia richiesta nell’ambito di una pratica. L’autocertificazione è normalmente destinata all’ente, all’impresa o al soggetto che necessita dell’informazione.
Controlli sulla veridicità della dichiarazione
Le amministrazioni procedenti effettuano controlli sulle dichiarazioni sostitutive, anche a campione, e possono chiedere conferma all’Anagrafe competente. I privati che ricevono l’autocertificazione possono a loro volta richiedere la verifica secondo le modalità previste dal D.P.R. n. 445 del 2000.
Per agevolare il controllo, il dichiarante deve indicare il Comune nel quale risultava registrata la famiglia e una data precisa. L’omissione di questi elementi può impedire all’ufficio di individuare la scheda anagrafica corretta.
Se dal controllo emerge un errore materiale sanabile, il destinatario può chiedere una regolarizzazione o un chiarimento. Una dichiarazione consapevolmente non veritiera comporta invece le conseguenze previste dagli articoli 75 e 76 del D.P.R. n. 445 del 2000, comprese la decadenza dai benefici ottenuti e le responsabilità penali applicabili.
Autocertificazione e imposta di bollo
La dichiarazione sostitutiva viene redatta in carta semplice e non richiede una marca da bollo. Questa regola riguarda l’autocertificazione, non necessariamente il certificato storico richiesto al Comune.
I certificati anagrafici vengono normalmente rilasciati in bollo, salvo che il richiedente indichi una specifica causa di esenzione prevista dalla normativa. Non è il cittadino a poter scegliere liberamente tra certificato in bollo e certificato gratuito.
Se la pubblica amministrazione può acquisire direttamente il dato o accettare l’autocertificazione, non dovrebbe essere richiesto al cittadino di sostenere il costo di un certificato soltanto per produrlo allo stesso ente pubblico.
Come conservare il documento
Il dichiarante dovrebbe conservare la versione firmata, la copia del documento di identità eventualmente allegato e la prova dell’invio. È utile mantenere anche la richiesta ricevuta dall’ente, perché permette di dimostrare quale informazione era stata domandata e a quale data doveva riferirsi.
Se la dichiarazione viene utilizzata in più pratiche, è preferibile preparare una copia specifica per ciascun destinatario e aggiornare data, oggetto e finalità. Un modulo datato molti anni prima potrebbe non essere adatto a una nuova procedura, anche se descrive una situazione storica immutabile.
Il destinatario conserva il documento secondo le regole applicabili al procedimento e al trattamento dei dati personali. Il dichiarante non deve inserire dati eccedenti soltanto per rendere il modulo apparentemente più completo.
Quando questo modello non è adatto
Il fac simile non deve essere utilizzato per costruire un albero genealogico, documentare discendenze lontane o ricostruire tutte le famiglie collegate a un antenato. Lo stato di famiglia storico fotografa una famiglia anagrafica e non certifica l’intera rete di parentela.
Non è adatto neppure per dichiarare un domicilio, che è un concetto distinto dalla residenza anagrafica. Per una dimora temporanea o un recapito diverso dalla residenza può essere necessario uno specifico modello di autocertificazione del domicilio temporaneo.
Il modello non serve a comunicare un indirizzo attuale al datore di lavoro o a un altro soggetto. In quel caso è più appropriata una comunicazione del cambio di residenza al datore di lavoro o un documento equivalente destinato all’ufficio interessato.
Non deve infine essere utilizzato quando una norma speciale, un’autorità straniera o la procedura applicabile richiede espressamente un certificato ufficiale, una traduzione, un’apostille o una legalizzazione.
Errori da evitare
- confondere lo stato di famiglia storico con quello attuale;
- indicare soltanto un anno senza una data precisa;
- elencare tutti i residenti nello stesso immobile anziché i componenti della medesima famiglia anagrafica;
- inserire parenti che abitavano altrove;
- confondere famiglia anagrafica e nucleo familiare ISEE;
- utilizzare il modello per ricostruire una genealogia;
- dichiarare dati di nascita o periodi ricordati solo in modo approssimativo;
- omettere il Comune presso il quale il dato può essere verificato;
- inserire rapporti di parentela non richiesti o non conosciuti con certezza;
- dimenticare luogo, data o firma;
- allegare documenti contenenti dati personali non necessari;
- utilizzare l’autocertificazione quando il procedimento richiede espressamente una certificazione ufficiale.
Esempio di autocertificazione stato di famiglia storico
Di seguito viene proposto un esempio di pagamento in autocertificazione stato di famiglia storico, che si distingue dall’autocertificazione dello stato di famiglia perchè attesta i componenti residenti in un determinato indirizzo ad una certa data del passato e non attualmente.
L’esempio di autocertificazione stato di famiglia storico rappresenta un punto di partenza utile per chi ha bisogno di scrivere un documento di questo tipo.
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE
dello Stato di Famiglia Anagrafico Storico
(Art.46 D.P.R 28 dicembre 2000, n. 445)
Il/la sottoscritto/a ______________________________________ nato/a a ____________
il_______________________ e residente a ______________________Prov. _________
via _______________________________________________________ n.___________
DICHIARA
Che ALLA DATA DEL _________________
La situazione di famiglia del/lla sottoscritto/a risulta così composta:
N.Cognome e nome Parentela Comune di nascita Data di nascita
1 ______________ ________ ______________ ___________
2 ______________ ________ ______________ ___________
3 ______________ ________ ______________ ___________
4 ______________ ________ ______________ ___________
5 ______________ ________ ______________ ___________
6 ______________ ________ ______________ ___________
7 ______________ ________ ______________ ___________
8 ______________ ________ ______________ ___________
9 ______________ ________ ______________ ___________
Letto, confermato e sottoscritto
___________________, _________________
Luogo e data __________________________
Firma de Il/ LA DICHIARANTE
______________________
La presente dichiarazione non necessità dell’autenticazione della firma e sostituisce a tutti gli effetti le normali certificazioni.
Fac simile autocertificazione stato di famiglia storico da scaricare
Di seguito si trova il modello autocertificazione stato di famiglia storico in formato Doc, che può essere quindi aperto utilizzando Word o un altro programma che supporta questo tipo di file.
Per completare il fac simile autocertificazione stato di famiglia storico è necessario inserire tutti i dati mancanti.
Il modulo può essere modificato in ogni sua parte, quindi è possibile adattarlo in modo semplice alle proprie esigenze.
Dopo che è stata effettuata la compilazione, il modello autocertificazione stato di famiglia storico può essere convertito in PDF o stampato.
Domande frequenti sull’autocertificazione dello stato di famiglia storico
Lo stato di famiglia storico si può autocertificare?
Sì, lo stato di famiglia rientra tra le informazioni dichiarabili ai sensi dell’articolo 46 del D.P.R. n. 445 del 2000 e diversi enti pubblici utilizzano modelli riferiti alla situazione storica. Il dichiarante deve però conoscere con certezza composizione, Comune e data di riferimento. Se serve una ricerca d’archivio o i dati sono incerti, occorre richiedere il certificato storico.
Qual è la differenza tra autocertificazione e certificato storico?
L’autocertificazione è compilata e firmata dall’interessato sotto la propria responsabilità e può essere verificata dal destinatario. Il certificato storico è invece formato dall’Ufficio Anagrafe sulla base delle schede e dei registri conservati. La certificazione è preferibile quando servono dati ufficiali riferiti a periodi lunghi, persone diverse dal richiedente o situazioni non conosciute direttamente.
Nello stato di famiglia storico vanno indicati tutti i residenti allo stesso indirizzo?
No. Devono essere indicati soltanto i soggetti che appartenevano alla stessa famiglia anagrafica del dichiarante alla data specificata. Nello stesso appartamento potevano essere registrate più famiglie distinte. Al contrario, una famiglia anagrafica poteva comprendere persone non legate da parentela ma unite da vincoli affettivi e registrate nella stessa scheda.
Bisogna allegare il documento di identità?
La firma non deve essere autenticata. Quando il modulo già firmato viene inviato per posta, email, PEC o tramite un’altra persona, è normalmente allegata una copia non autenticata di un documento valido. L’allegato può non essere necessario se la dichiarazione viene firmata davanti all’addetto, sottoscritta digitalmente o trasmessa mediante un servizio con identificazione elettronica.