In questa pagina è disponibile un fac simile di autocertificazione del domicilio temporaneo in formato Word. Più precisamente, quando si vuole dichiarare a un’amministrazione o ad altro destinatario l’indirizzo presso il quale si ha temporaneamente il proprio domicilio, il documento può essere impostato come dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi dell’articolo 47 del D.P.R. 445/2000.
Il modello può essere consultato prima del download e deve essere completato indicando residenza anagrafica, indirizzo del domicilio, periodo interessato, finalità della dichiarazione ed eventuale motivo della permanenza temporanea. Dopo il fac simile sono spiegate anche le differenze tra domicilio, residenza e iscrizione nello schedario della popolazione temporanea.
A cosa serve l’autocertificazione del domicilio temporaneo
Il domicilio e la residenza non sono la stessa cosa. Il domicilio corrisponde, secondo l’articolo 43 del codice civile, al luogo nel quale una persona ha stabilito la sede principale dei propri affari e interessi, mentre la residenza è il luogo della dimora abituale. Un cittadino può quindi avere la residenza anagrafica in un Comune e trovarsi temporaneamente domiciliato altrove per ragioni di lavoro, studio, assistenza familiare o altre esigenze.
Il domicilio, a differenza della residenza, non è un dato anagrafico certificabile dal Comune. Il Comune di Prato, nella guida su domicilio e residenza, precisa infatti che la scelta del domicilio non richiede registrazione anagrafica e che il domicilio non è certificabile.
Per questo motivo è opportuno distinguere la dichiarazione di domicilio dalla dichiarazione sostitutiva di certificazione prevista dall’articolo 46 del D.P.R. 445/2000, che comprende espressamente la residenza ma non il domicilio. Un fatto direttamente conosciuto dall’interessato può invece essere dichiarato mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi dell’articolo 47, come chiarito anche nelle indicazioni sulle autocertificazioni della Procura della Repubblica di Bari.
Fac simile autocertificazione domicilio temporaneo
Il modello seguente è predisposto come dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà e deve essere adattato alla finalità per la quale viene richiesto l’indirizzo di domicilio.
Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO DI NASCITA] il [DATA DI NASCITA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente nel Comune di [COMUNE DI RESIDENZA], provincia [PROVINCIA], in [INDIRIZZO DI RESIDENZA],
consapevole delle conseguenze previste dagli articoli 75 e 76 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 in caso di dichiarazioni non veritiere, sotto la propria responsabilità
DICHIARA
di avere stabilito temporaneamente il proprio domicilio presso il seguente indirizzo:
[INDIRIZZO COMPLETO DEL DOMICILIO]
[CAP]
[COMUNE]
[PROVINCIA]
Il domicilio sopra indicato decorre dal [DATA INIZIO] e si prevede che sia mantenuto fino al [DATA FINE, SE CONOSCIUTA].
La permanenza presso tale indirizzo è collegata alla seguente circostanza:
[MOTIVO O CIRCOSTANZA DEL DOMICILIO TEMPORANEO, SE RICHIESTA DAL DESTINATARIO].
Il recapito da utilizzare per eventuali comunicazioni relative alla presente dichiarazione è:
[EMAIL, PEC O ALTRO RECAPITO, SE NECESSARIO].
La presente dichiarazione è resa esclusivamente ai fini di [FINALITÀ] e non costituisce richiesta di variazione della residenza anagrafica né domanda di iscrizione nello schedario della popolazione temporanea.
Eventuali allegati richiesti dalla procedura:
[DOCUMENTO DI IDENTITÀ, SE NECESSARIO IN BASE ALLA MODALITÀ DI PRESENTAZIONE]
[ALTRA DOCUMENTAZIONE RICHIESTA DAL DESTINATARIO]
[LUOGO], [DATA]
Il/La dichiarante
[FIRMA]
Scarica l’autocertificazione domicilio temporaneo Word
Il file disponibile contiene il fac simile della dichiarazione di domicilio temporaneo in formato Word. Il documento è modificabile e permette di inserire i dati anagrafici, distinguere l’indirizzo di residenza da quello di domicilio e specificare periodo e finalità della dichiarazione.
Prima dell’utilizzo occorre verificare le istruzioni del destinatario. Se un Comune, un’università, un datore di lavoro o un altro soggetto mette a disposizione un proprio modulo o richiede documentazione specifica, è necessario attenersi alla procedura indicata.
Come compilare la dichiarazione di domicilio temporaneo
Nel campo relativo alla residenza deve essere indicato l’indirizzo anagrafico effettivo del dichiarante. Il domicilio temporaneo va riportato separatamente, specificando indirizzo, numero civico, Comune, CAP e provincia. Confondere i due dati può determinare problemi nella pratica per la quale viene presentata la dichiarazione.
È utile inserire:
- nome, cognome, luogo e data di nascita;
- codice fiscale;
- residenza anagrafica attuale;
- indirizzo completo del domicilio temporaneo;
- data dalla quale il domicilio è utilizzato;
- eventuale data prevista di cessazione, se conosciuta;
- motivo della permanenza, soltanto se pertinente alla procedura;
- finalità per la quale viene resa la dichiarazione;
- recapito per eventuali comunicazioni.
La motivazione non deve essere descritta più del necessario. Se il destinatario deve soltanto conoscere l’indirizzo al quale inviare comunicazioni, può non servire indicare dettagli personali sulle ragioni della permanenza. Se invece la motivazione costituisce un requisito della specifica procedura, deve essere indicata in modo veritiero e sufficientemente preciso.
Domicilio temporaneo e residenza temporanea non sono la stessa cosa
L’espressione “residenza temporanea” viene spesso usata per indicare l’iscrizione nello schedario della popolazione temporanea. Si tratta di una procedura anagrafica diversa dalla semplice dichiarazione del proprio domicilio.
L’articolo 32 del D.P.R. 223/1989 prevede lo schedario della popolazione temporanea per le persone che dimorano nel Comune da non meno di quattro mesi e non si trovano ancora nella condizione di stabilirvi la residenza. L’iscrizione viene effettuata secondo la procedura dell’Ufficio Anagrafe e può richiedere un modulo specifico e accertamenti sulla dimora.
Domicilio temporaneo ed elezione di domicilio
Anche l’espressione “eleggere domicilio” va utilizzata con cautela. L’elezione di domicilio può avere una funzione specifica per determinati atti o affari e non coincide necessariamente con il fatto di soggiornare temporaneamente presso un indirizzo diverso dalla propria residenza.
Per un modello destinato semplicemente a dichiarare dove una persona ha stabilito temporaneamente il proprio domicilio, è più chiaro scrivere “dichiaro di avere stabilito il mio domicilio presso…” e indicare la finalità della dichiarazione. Se invece occorre eleggere formalmente un domicilio per uno specifico contratto, procedimento o rapporto, il testo deve essere predisposto in funzione di quella particolare esigenza.
Quando allegare il documento di identità
Non è corretto inserire in qualsiasi modello la frase secondo cui la fotocopia del documento di identità deve essere sempre allegata. Per una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà destinata alla Pubblica Amministrazione, le modalità di sottoscrizione e presentazione dipendono dal canale utilizzato.
Se la dichiarazione cartacea non viene firmata davanti al dipendente addetto, l’articolo 38 del D.P.R. 445/2000 prevede la presentazione insieme alla copia non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. Le procedure telematiche possono invece identificare il dichiarante mediante gli strumenti previsti dal sistema utilizzato. Prima dell’invio conviene quindi controllare le istruzioni specifiche del destinatario.
Perché non serve una generica autorizzazione privacy
Nel vecchio modello compariva una formula con cui il dichiarante “autorizzava” la raccolta dei dati ai sensi del D.Lgs. 196/2003. Una simile frase non deve essere inserita automaticamente nelle dichiarazioni sostitutive. Il trattamento dei dati deve avere una propria base giuridica e il destinatario deve fornire le informazioni previste dalla normativa sulla protezione dei dati quando richiesto.
Il dichiarante deve quindi limitarsi a fornire le informazioni necessarie alla pratica. Non occorre aggiungere un consenso generico al trattamento dei dati solo per conferire al documento un’apparenza più formale.
Errori da evitare nell’autocertificazione del domicilio
- indicare il domicilio come se fosse una residenza anagrafica registrata dal Comune;
- richiamare soltanto l’articolo 46 del D.P.R. 445/2000, che contempla la residenza ma non il domicilio;
- scrivere di “eleggere domicilio” senza verificare se serve realmente un’elezione di domicilio per uno specifico atto;
- usare il fac simile al posto della domanda di iscrizione nello schedario della popolazione temporanea;
- indicare un periodo o un indirizzo non corrispondenti alla situazione reale;
- allegare automaticamente documenti personali non richiesti dalla procedura;
- inserire una generica autorizzazione privacy non necessaria;
- ignorare un eventuale modulo specifico predisposto dal destinatario.
Domande frequenti sull’autocertificazione domicilio temporaneo
Il domicilio temporaneo può essere autocertificato?
Il domicilio non rientra tra i dati espressamente elencati dall’articolo 46 del D.P.R. 445/2000, a differenza della residenza. Quando occorre attestare il fatto di avere stabilito il proprio domicilio presso un determinato indirizzo, il documento può essere formulato come dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi dell’articolo 47, purché la dichiarazione sia ammessa per la specifica finalità.
Il domicilio temporaneo deve essere registrato in Comune?
Il semplice domicilio non richiede una registrazione anagrafica analoga al cambio di residenza. Diversa è l’iscrizione nello schedario della popolazione temporanea previsto dall’articolo 32 del D.P.R. 223/1989, che costituisce una specifica procedura amministrativa per chi dimora temporaneamente nel Comune e possiede i relativi requisiti.
Posso mantenere la residenza in un Comune e dichiarare domicilio in un altro?
Sì, domicilio e residenza possono non coincidere perché rispondono a concetti diversi. Nel modello vanno quindi riportati entrambi gli indirizzi nei campi separati. Se però il luogo in cui la persona vive è diventato la sua dimora abituale e stabile, occorre valutare se la situazione richieda un effettivo cambio di residenza anziché una semplice dichiarazione di domicilio.
Serve sempre allegare la carta d’identità?
No, non come regola indistinta per qualunque modalità di presentazione. Per una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà cartacea destinata alla Pubblica Amministrazione, se la firma non viene apposta davanti al dipendente addetto si applicano le modalità dell’articolo 38 del D.P.R. 445/2000, che prevedono anche la copia del documento. Nei servizi telematici bisogna invece seguire le modalità di identificazione indicate dalla procedura.
Questo modello serve per chiedere la residenza temporanea?
No. Il modello serve a dichiarare un domicilio temporaneo e non determina l’iscrizione nello schedario della popolazione temporanea. Per ottenere tale iscrizione occorre rivolgersi all’Ufficio Anagrafe del Comune nel quale si dimora e utilizzare la specifica domanda prevista dall’ente, dimostrando i requisiti richiesti dalla disciplina anagrafica.