In questa pagina è possibile trovare un fac simile accordo di compensazione volontaria editabile da scaricare e da utilizzare come esempio.
Il documento può essere compilato inserendo i dati mancanti e stampato.
Esempio di accordo di compensazione volontaria
Di seguito viene proposto un esempio di accordo di compensazione volontaria stipulato in forma di scrittura privata.
L’esempio di accordo di compensazione volontaria rappresenta un punto di partenza utile per chi ha bisogno di scrivere un documento di questo tipo.
I Signori
-Tizio, nato il …….., residente in ………, Via ………, codice fiscale ………………;
-Caio, nato il …….., residente in ………, Via ………, codice fiscale ………………;
premesso
– che il Sig. Tizio è titolare di un credito di € ……………… nei confronti del Sig. Caio;
– che tale credito trae origine da un contratto di ………………. stipulato tra le parti in data ……..;
– che tale contratto prevedeva …………………………..;
– che tale contratto aveva decorrenza dal ……………….;
– che il credito ha scadenza ………………….;
– che ………………………
– che il Sig. Caio è titolare di un credito di € ……………… nei confronti del Sig. Tizio;
– che tale credito trae origine da un contratto di ………………. stipulato tra le parti in data ……..;
– che tale contratto prevedeva …………………………..;
– che tale contratto aveva decorrenza dal ……………….;
– che il credito ha scadenza ………………….;
– che ………………………
Tutto ciò premesso le parti convengono e stipulano quanto segue:
1. Le premesse sono parte integrante del presente accordo.
2. Il Sig. Tizio, titolare del credito come meglio descritto nelle premesse nei confronti del Sig. Caio ed il Sig. Caio, titolare del credito come meglio descritto nelle premesse nei confronti del Sig. Tizio DICHIARANO estinti per compensazione i loro debiti e quindi deve intendersi compensata ogni e qualsiasi rispettiva ragione di credito. Rilasciano reciprocamente quietanza di saldo.
3. Le spese della presente scrittura e relative sono suddivise al 50%.
………., lì ………………
Firma
Fac simile accordo di compensazione volontaria da scaricare
Di seguito si trova il modello accordo di compensazione volontaria in formato Doc, che può essere quindi aperto utilizzando Word o un altro programma che supporta questo tipo di file.
Per completare il fac simile accordo di compensazione volontaria è necessario inserire tutti i dati mancanti.
Il modulo può essere modificato in ogni sua parte, quindi è possibile adattarlo in modo semplice alle proprie esigenze.
Dopo che è stata effettuata la compilazione, il modello accordo di compensazione volontaria può essere convertito in PDF o stampato.
Come scrivere un accordo di compensazione volontaria
L’accordo di compensazione volontaria è una scrittura con cui due soggetti, entrambi titolari di crediti e debiti reciproci, decidono di estinguere in tutto o in parte le rispettive obbligazioni senza procedere a pagamenti incrociati. In termini pratici, se una parte deve una somma all’altra e, nello stesso tempo, vanta a sua volta un credito nei suoi confronti, le parti possono concordare che i due importi si compensino fino alla concorrenza del minore. La base normativa si trova nell’articolo 1252 del Codice Civile, dedicato alla compensazione volontaria, consultabile anche tramite fonti giuridiche istituzionali come il portale della Giustizia Tributaria, che pubblica il testo del Codice Civile.
La compensazione volontaria va distinta dalla compensazione legale e da quella giudiziale. La compensazione legale, disciplinata dall’articolo 1243 del Codice Civile, opera quando due debiti sono omogenei, liquidi ed esigibili. La compensazione giudiziale, invece, interviene quando il credito opposto in compensazione non è ancora liquido, ma è di pronta e facile liquidazione. La compensazione volontaria è più flessibile, perché nasce dall’accordo delle parti e può operare anche quando non ricorrono tutti i requisiti previsti per la compensazione legale. Proprio per questo motivo deve essere redatta con attenzione, indicando in modo preciso quali crediti vengono compensati, da quali rapporti derivano e quale importo resta eventualmente ancora dovuto.
Un accordo di compensazione volontaria può essere usato in molti rapporti privati e commerciali. Può riguardare forniture, prestazioni professionali, canoni, rimborsi, fatture reciproche, anticipazioni o altri rapporti obbligatori tra le stesse parti. Il punto essenziale è che i crediti siano effettivamente riconosciuti dalle parti o almeno individuati in modo chiaro. Non è prudente compensare somme incerte, contestate o non documentate senza specificare che l’accordo ha valore transattivo oppure senza chiarire se la compensazione comporta anche rinuncia a successive pretese.
Per scrivere correttamente l’accordo bisogna indicare i dati completi delle parti, la descrizione dei rapporti da cui nascono i rispettivi crediti, gli importi originari, la data di maturazione dei crediti e l’ammontare oggetto di compensazione. Se una parte ha un credito di 2.000 euro e l’altra un credito di 1.500 euro, l’accordo dovrà chiarire che le obbligazioni si estinguono per 1.500 euro e che resta un saldo di 500 euro a favore della prima parte, salvo diversa pattuizione. Se invece gli importi sono identici, si potrà dichiarare l’integrale estinzione dei reciproci debiti.
È importante usare formule giuridiche chiare. L’accordo dovrebbe precisare che le parti, di comune intesa, intendono procedere a compensazione volontaria ai sensi dell’articolo 1252 del Codice Civile. Dovrebbe inoltre indicare la data da cui la compensazione produce effetto. Questo aspetto è rilevante perché permette di stabilire da quando il debito deve considerarsi estinto e se maturano ancora interessi, penali o altri accessori. Se esistono fatture, contratti, preventivi, ordini, ricevute o comunicazioni precedenti, conviene richiamarli nel testo e allegarli alla scrittura.
Dal punto di vista fiscale e contabile, la compensazione non va confusa con l’assenza di operazione economica. Se i crediti derivano da fatture o prestazioni rilevanti ai fini IVA o contabili, le parti devono verificare con il proprio commercialista come registrare l’operazione. L’Agenzia delle Entrate pubblica indicazioni e servizi in materia fiscale sul proprio sito istituzionale, consultabile all’indirizzo agenziaentrate.gov.it. In ambito d’impresa, infatti, l’accordo civilistico non elimina gli obblighi di corretta fatturazione, registrazione e conservazione documentale.
Un altro profilo delicato riguarda i limiti alla compensazione. Non tutti i crediti possono essere liberamente compensati. L’articolo 1246 del Codice Civile prevede alcune ipotesi in cui la compensazione non può operare, per esempio in presenza di determinati crediti impignorabili o di divieti stabiliti dalla legge. Anche nella compensazione volontaria è opportuno evitare accordi che aggirino norme imperative, diritti indisponibili o tutele poste a favore di una parte. Quando sono coinvolti crediti di lavoro, stipendi, TFR, alimenti, rapporti con consumatori o situazioni di crisi d’impresa, è consigliabile una verifica professionale prima della firma.
L’accordo deve essere sottoscritto da entrambe le parti e conservato insieme ai documenti richiamati. La forma scritta non è sempre richiesta a pena di validità, ma è fortemente consigliata perché dimostra l’esistenza dell’intesa, l’importo compensato e l’eventuale saldo residuo. In caso di società, deve firmare il legale rappresentante o un soggetto munito di adeguati poteri. Se l’accordo viene scambiato via PEC o firmato digitalmente, la prova della data e della provenienza della dichiarazione risulta più solida.
In conclusione, un accordo di compensazione volontaria è utile quando due parti vogliono chiudere in modo ordinato posizioni debitorie e creditorie reciproche. Per essere efficace deve identificare con precisione i crediti, indicare l’importo compensato, disciplinare l’eventuale saldo residuo e chiarire se con la firma le parti intendono rinunciare a ulteriori pretese collegate ai rapporti indicati. Una formulazione generica può creare contestazioni, mentre una scrittura completa permette di documentare l’estinzione delle obbligazioni e di gestire correttamente gli aspetti civilistici, fiscali e contabili dell’operazione.